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Ready Player One è un tributo al mondo dei videogiochi, ma non solo…

Grazie all'anteprima stampa organizzata a Roma, abbiamo avuto l'occasione di vedere Ready Player One, il nuovo film diretto dal leggendario Steven Spielberg.

Chi di voi ha mai sentito parlare di Ready Player One? Io ne scoprii l’esistenza il primo Gennaio scorso, poco prima della visione del reboot di Jumaji. Quel trailer pubblicitario riuscì letteralmente a galvanizzarmi e a creare in me tantissime aspettative.

Ready Player One, quindi, è un film che ho seguito attentamente fin dal primo giorno dell’anno. A me, è risaputo, piacciono tantissimo le avventure distopiche, futuristiche e lontane dalla realtà che mi circonda. In un certo senso, però, lo scenario di Ready Player One – o meglio il mondo per come viene descritto – non è poi così tanto lontano dal nostro. Ovviamente la situazione è estremizzata, ma per certi versi gli assomiglia, seppur vagamente.

Ci troviamo nell’anno 2045 a Colombus in Ohio. La tecnologia virtuale domina il mondo, caratterizzato da un inquinamento incredibile, da terribili guerre in grado di devastarlo e mettere in ginocchio la gente che lo abita. Quest’ultima è stanca, povera, priva di stimoli e sogni, insomma, il mondo “reale” non è più abbastanza. In poche parole, le persone vogliono averci poco a che fare, in quanto tutti i loro interessi sono focalizzati su un altro mondo, quello virtuale e spettacolare di Oasis!

Il fascino di vivere in un videogioco!

La storia di Ready Player One vede come protagonista un adolescente di nome Wade. Quest’ultimo ha passato un’infanzia difficile e non è mai riuscito a crearsi un ruolo ben definito all’interno della società, nella terra in cui è nato. L’unica àncora di salvezza è rappresentata per l’appunto da Oasis, di fatto un enorme universo virtuale accessibile mediante un potentissimo e avanzato visore. Tutti i membri della società vi accedono presentandosi con un proprio avatar, al fine di “preservare” – per quanto possibile – la propria identità. Su Oasis tutto, veramente tutto, è fattibile! Le possibilità riescono a superare persino l’immaginazione.

Ecco Oasis, l'universo virtuale di Ready Player One!

Il mondo di Ready Player One è dominato da un universo virtuale, denominato Oasis!

Wade e i suoi compagni d’avventura si troveranno davanti a una missione di “vitale” importanza, ovvero scoprire prima di tutti un’importante easter egg nascosto dal creatore dell’universo virtuale e risolvere, ovviamente, i rompicapi e/o enigmi a esso collegati. Per evitare qualsivoglia spoiler, vi basti sapere che la loro strada non sarà affatto in discesa, visto che gli ostacoli a cui dovranno far fronte non saranno affatto pochi.

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Ready Player One è un film che critica la direzione che sta prendendo il mondo di oggi!

La realtà di Ready Player One è a un passo dalla distruzione, il virtuale è l’unica cosa che conta veramente. Il tutto ruota attorno a Oasis, chi non è dentro quell’universo viene letteralmente tagliato fuori. Oggi la cosa analoga potremmo rivederla nei maggiori social network. Chi non è registrato ad almeno uno di essi è come se fosse in disparte. E’ triste dirlo e affermarlo ma è fondamentalmente ciò che è e sta succedendo da alcuni anni a questa parte. Il messaggio che vuole lanciare il film, quindi, è importante. Bisogna apprezzare anzitutto la vita “vera”, prima di gettarsi a sviluppare quella virtuale. In sostanza, questo è ciò che dovremmo fare tutti noi oggi. Ma Ready Player One è anche un vero e proprio tributo al mondo dei videogiochi, alla nostra più grande passione. E’ un mix di adrenalina, amicizie virtuali, pericolose missioni (con annessi mini tributi ad altre pellicole e produzioni videoludiche) ed è il posto giusto per dare e ricevere innumerevoli emozioni, in tutti i sensi (e Cupido ne sa qualcosa).

Il messaggio di grande importanza contenuto all'interno di Ready Player One.

Ready Player One vuole lanciare un importantissimo messaggio a tutti gli spettatori!

Come ha affermato Ernest Cline, colui che scrisse il libro – Ready Player One è infatti un riadattamento del famoso bestseller sul grande schermo -, l’ispirazione giusta scaturì direttamente da un videogioco e per un motivo ben preciso: “L’idea iniziale è venuta dal gioco Atari Adventure, che è stato il primo videogioco ad avere un Easter Egg – il suo designer, Warren Robinett, aveva creato una stanza segreta nel gioco che al suo interno mostrava il suo nome. E’ stata la prima volta che ho trovato qualcosa in un mondo virtuale, nascosto dal creatore di quel mondo. E’ stata un’esperienza profonda che mi è rimasta impressa. Ero anche un grande fan delle opere di Roald Dahl, specialmente dei libri di Willy Wonka, e un giorno mi è venuta un’idea: e se Willy Wonka fosse un designer di videogiochi invece di un produttore di dolci? Ho iniziato a pensare a tutti gli enigmi e i rompicapi che questo eccentrico miliardario – si riferisce al creatore di Oasis – avrebbe potuto lasciare per trovare un degno successore, e ho capito che avrebbe funzionato.”

Ready Player One è un film adatto a tutti?

Gira e rigira, alla fine la domanda che necessita di una risposta è sempre la stessa: a chi è indirizzata la nuova pellicola cinematografica diretta dal tre volte premio Oscar Steven Spielberg? Per come la vedo io, è adatto a tutti, soprattutto alle nuove generazioni. Internet fa parte della vita di tutti noi e, in questo caso, la realtà virtuale di Ready Player One vuole rappresentare una vera e propria similitudine con i social network del mondo odierno. Internet è ormai una tecnologia imprescindibile… senza non si va da nessuna parte! Ciononostante, se ne deve fare un uso ragionato e consapevole, così da non perdere confidenza con la realtà circostante.

Come detto in precedenza, è proprio questo uno dei temi che il film tenta e cerca di far giungere agli spettatori. Prima di salutarvi, vi fornisco il mio giudizio a caldo dopo la visione del film che giungerà nelle sale italiane il prossimo 28 Marzo 2018:

“Ready Player One è un film spettacolare e pieno di sorprese. Riesce nell’arduo compito di dipingere un futuro che non è poi così lontano dalla realtà attuale. Si tratta certamente di una pellicola valida, al netto di alcune scene che riescono a fare leva sulle emozioni e ad altre che, invece, offrono più spunti di riflessione. In definitiva, Ready Player One è un vero e proprio tributo al mondo dei videogiochi, ma non solo… la storia narrata vuole mandare un messaggio chiaro agli spettatori. Internet e la realtà virtuale sono due importanti tecnologie, ma bisogna farne un uso consapevole e limitato. Il rischio, dunque, è quello di perdere confidenza e consapevolezza di ciò che conta veramente: la realtà, quella vera!

Marino D’Angelo.

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