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Life is Strange: tra serial televisivo e videogioco

Gli editoriali rappresentano il pensiero del singolo redattore e non dell’intera redazione, pertanto offrono una riflessione personale, non vengono corretti dagli editori.

Si è concluso lo scorso 21 ottobre l’avventura grafica targata Dontnod Entertainment con il rilascio del quinto e ultimo capitolo del gioco. “Polarized” mette insieme tutti i tasselli della storia portando il giocatore verso un inaspettato finale. 

Il primo dei cinque capitoli è stato rilasciato lo scorso 30 gennaio, mimando un po’ l’ultimo trend in fatto di videogames; il rilascio per capitoli dell’opera. Azzeccatissimo per le aspettative e la quantità di hype generale capace di creare.

Spoiler Alert: se non avete idea degli argomenti trattati o semplicemente non avete ancora completato il gioco non continuate a leggere.

Tra “The Butterfly Effect” e teen drama

La protagonista di Life is Strange è una “normalissima” ragazza di diciotto anni di nome Maxine Caulfield. Quest’ultima un giorno scopre di avere il potere di poter riavvolgere il tempo a proprio piacimento. Tale potere si manifesta per la prima volta cercando di salvare una ragazza da un’aggressione nei bagni della Blackwell Academy. La ragazza in questione si rivelerà essere Chloe Price, amica d’infanzia della protagonista attualmente impegnata a indagare sulla recente scomparsa dell’amica Rachel Amber.

Ben presto Max si renderà conto dell’utilità del suo nuovo potere e cercherà di aiutare la ritrovata amica Chloe nelle sue indagini e gestire la sua sempre più intensa vita.

Come detto prima Life is Strange è diviso in cinque capitoli, rilasciati ciascuno a sette settimane di distanza dall’altro, pratica non nuovissima (come si può vedere con alcuni titoli Telltale Game) ma che ha comunque l’intento desiderato di creare aspettative e tenere sempre vivo e attuale l’interesse per il titolo. La trama è ricca di intrecci e connessioni tra i personaggi, particolare messo in risalto soprattutto grazie alla possibilità di utilizzare il rewind della protagonista per poter fare maggiore chiarezza nelle indagini e scoprire particolari informazioni prima inaccessibili a seconda della scelta presa. I dialoghi sono essenziali per il discioglimento della trama, così come le decisioni prese davanti a determinate situazioni. Il gioco si evolve seguendo l’idea dell’effetto a farfalla – ovvero l’influenza dei fatti minimi sul corso degli eventi – con chiari riferimenti alla teoria del caos. Il tutto mostrando rapporti di causa ed effetto, per quanto distorti o impari, sempre credibili. Altro punto a favore del titolo è il voice acting degli attori molto personale, sentito e mai eccessivo, in grado di immergere il giocatore negli eventi in prima persona.

Muoversi ad Arcadia Bay

Life is Strange è un titolo peculiare, non solo perchè abbraccia un periodo di transizione dove console come PlayStation 3 e Xbox 360 vengono mandate in pensione, o per la scelta di due ragazze come protagoniste ma anche, e sopratutto, grazie al gameplay della avventura grafica che si sposa con il setting particolare e personalissimo dell’opera: textures disegnate a mano, ambientazione moderna e realistica, clima autunnale rendono il titolo DONTNOD unico. Il setting autunnale con l’accompagnamento di musica alternative rock (con tanto di soundtrack elaborata dal leader frontman dei Syd Matters, Jonathan Morali) rendono l’ambientazione nostalgica, moderna ma quasi eterea. Muoversi e interagire con personaggi e ambiente risulta molto semplice, invogliando il giocatore a scoprire le bellezze e i misteri di Arcadia Bay, mediante l’utilizzo del potere particolarissimo di Max.

Graphic Adventure, sci-fi, teen drama, thriller…

Una delle caratteristiche principali delle avventure grafiche è il metodo procedurale secondo cui alcuni avvenimenti accadono o enigmi vengono risolti. Uno dei punti forti di Life is Strange è, però, il carattere quasi caotico con il quale determinate meccaniche vengono messe in moto; per aprire una porta non si bisognerà più cercare il dove ma il quando, un determinato oggetto o persona può subire (o compiere) una determinata azione che influenzerà la trama a lungo andare.

Oltre che l’acume, il titolo metterà alla prova il giocatore con delle apparentemente irrilevanti scelte morali, alcune più ovvie e altre superficialmente incidentali. L’immersione in più realtà parallele, permette l’esplorazione di vari What Ifs (titolo originale del gioco tra l’altro…ndr) che si possono riscontrare nel gioco ma ciò che sorprende di più è l’accenno di ciclicità del finale. A più riprese, infatti, la protagonista si ritrova a ripetere le stesse azioni, nel primo capitolo rivive lo stesso momento più volte preceduti da visioni apocalittiche di un uragano destinato a distruggere inevitabilmente la città. Nel quinto e ultimo capitolo, Maxine in balia dello stesso tornado che distruggerà la città di lì a poco ritorna indietro nel tempo, fino all’esatto momento dove si manifestano per la prima volta i suoi poteri.

In conclusione, Life is Strange è una piccola gemma per gli appassionati del genere delle avventure grafiche, o anche per il casual appassionato di serial tv con personaggi apprezzabili per i comportamenti dagli sviluppi umani e realistici. Life is Strange intrattiene e si fa apprezzare, senza contare il replay value del titolo, offre un’esperienza di gioco molto più simile a quella di un serial televisivo piuttosto che quello di un videogame, capace di suscitare emozioni anche complesse nel giocatore. Col senno di poi, fare scorta di fazzoletti prima di giocarci non sembra tanto male come idea.

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