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Kingdom Come Deliverance – Uno splendido disastro medievale

Facciamo il punto della situazione sulla nuova creatura di casa Warhorse Studios.

Dopo 25 ore passate in compagnia di Kingdom Come Deliverance, è giunto il momento di fare il punto della situazione in previsione della futura recensione.

Sono ormai passati alcuni giorni da quando Kingdom Come Deliverance, la nuova creatura sviluppata dai ragazzi di Warhorse Studios, è finalmente giunta nei negozi spaccando violentemente critica e pubblico. Tra grandi elogi e pesanti critiche, infatti, l’RPG medievale nato su Kickstarter e successivamente avvicinato da una Deep Silver desiderosa di vedere giungere il progetto, ha indubbiamente saputo stupire il popolo videoludico, nel bene e nel male.

Personalmente, ho sempre nutrito forte interesse nei confronti dell’opera, profondamente modificatasi nel corso dei suoi quattro anni di sviluppo, e quando mi è stata concessa l’opportunità di metterci sopra le mani, mi sono tuffato senza indugi nel cuore dell’avventura. Dopo quelle che sono state le mie prime 25 ore in-game, ho quindi voluto realizzare uno speciale appositamente pensato per descrivere le mie prime impressioni sull’opera, in attesa della recensione effettiva che giungerà quanto prima sulle pagine di Kingdomgame.

Detentori del proprio destino

Kingdom Come Deliverance ci porrà nei panni di un fabbro qualunque, un sempliciotto desideroso d’avventura che spera di poter raccontare grandi storie d’imprese eroiche e cavalleresche. Sogni e desideri tra i più disparati che si andranno a infrangere con i terribili avvenimenti che si verranno a presentare nel prologo dell’avventura, una serie di violenti colpi al cuore che ci prenderanno totalmente alla sprovvista, di fatto dando inizio a una storia di vendetta e furia omicida. Nelle dozzine d’ore passate in compagnia di Kingdom Come, quella che ho affrontato fino ad ora è stata un’avventura decisamente interessante ma forse un poco troppo prolissa in alcuni frangenti.

Kingdom Come: Deliverance offrirà numerose ore di divertimento

Quella di Kingdom Come Deliverance è una storia di vendetta che ci vedrà girare nella Boemia del 1400.

Gli sviluppatori si sono infatti adoperati al fine di narrare un racconto dell’epoca il quanto più realistico possibile e totalmente privo di quegli abbellimenti hollywoodiani che tanto siamo abituati ad incrociare nelle opere videoludiche odierne. La scelta ha così portato ad una narrativa ricca, sfaccettata e pregna di personaggi carismatici e ben delineati a cui si affiancano però situazioni a tratti allungate fino all’esasperazione, tra discorsi interminabili e specifiche missioni quantomeno noiosette. Ciò detto, però, resta il fatto che l’avventura si sta rivelando assolutamente piacevole e decisamente interessante, in particolar modo grazie agli innumerevoli eventi storici che fino ad ora sono andato a vivere in prima persona, tra popolazioni in rivolta, furiosi lord in cerca di dominio ed eserciti sul piede di guerra.

Cavalieri in erba

Fin dai primissimi istanti in-game, risulta evidente il lavoro che il team di Warhorse Studios ha compiuto per portare sui nostri schermi un setting narrativo il quanto più realistico possibile. La Boemia medievale del 1400 in cui andremo a muoverci non si sarebbe mai potuta rivelare più realistica di così, un mondo di gioco vivo e pulsante che sarà un piacere da esplorare. Tra piccoli villaggi, enormi castelli, praterie sterminate e splendide zone boscose, sono rimasto abbagliato dagli splendidi scorci che il titolo mi ha più volte offerto. Allo stesso modo, gli sviluppatori si sono impegnati per realizzare un titolo il quanto più sfaccettato e variegato possibile.

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Kingdom Come Deliverance non è un gioco per tutti, mi ha lasciato totalmente spiazzato e disorientato nelle sue prime ore ed è stata necessaria molta dedizione per riuscire a comprenderne pienamente tutte le più piccole caratteristiche. Le statistiche da tenere sotto controllo sono numerosissime ed ogni azione avrà conseguenze dirette sul mondo di gioco e sui suoi abitanti, i quali reagiranno realisticamente ai comportamenti del nostro alter-ego digitale. Vestitevi nel modo che conviene a un lord e i nobili vi tratteranno con maggior considerazione, ponete poca attenzione all’igiene e i poveri vi vedranno come uno di famiglia o, ancora, occupatevi dei pericolosi briganti che infestano le strade e le guardie cittadine chiuderanno più facilmente un occhio d’innanzi alle vostre malefatte.

Kingdom Come: Deliverance è un titolo estremamente articolato

Sarà vostro compito scegliere come interagire con gli altri NPC in Kingdom Come Deliverance.

Le opzioni lasciate in mano al giocatore sono poi numerosissime e si basano tutte sulla pratica. Continuando ad andare a cavallo, migliorerete le vostre doti d’equitazione, impratichirsi con arco e frecce vi renderà degli arcieri provetti, contrattare sul prezzo dei prodotti in vendita al mercato migliorerà le vostre doti d’oratore e così via. Kingdom Come: Deliverance si sta insomma rivelando l’opera indubbiamente più complessa e ramificata che io abbia avuto modo d’affrontare in queste due ultime generazioni videoludiche, un primato di non poco conto per un epoca in cui l’industria sembra essersi ormai indirizzata verso la via del semplicismo per soddisfare una massa videoludica sempre più in cerca di basilarità e immediatezza.

Allora, come ti uccido?

Luci ed ombre si sono invece presentate nei confronti del combat-system pensato dagli sviluppatori. Kingdom Come Deliverance pone sul piatto un sistema di combattimento all’arma bianca complesso e volutamente lento. Sarà infatti nostro compito scegliere dove direzionare spada e scudo, cercando il momento giusto per colpire con un violento affondo e osservando con attenzione il nostro avversario per schivare e parare con precisione millimetrica. Anche in questo caso, a farla da padrone vi saranno moltissime statistiche per armi, protagonista e nemici. Ad esempio, combattere per molte ore utilizzando spade corte vi renderà degli abili spadaccini, ma nel caso in cui dovessimo improvvisamente optare per uno spadone a due mani, ecco che ci ritroveremmo punto e a capo, come se avessimo appena iniziato il gioco.

Kingdom Come: Deliverance offrirà numerose ore di sano divertimento

Ogni missione potrà essere completata sfruttando una vasta varietà d’approcci.

Allo stesso modo, affrontare un contadino armato di bastone non richiederà grande impegno, mentre il ritrovarsi davanti a un soldato armato di tutto punto porterà ad un faticoso scontro dove anche il più piccolo errore potrebbe costarvi caro. In generale, comunque, fino ad ora mi sono ritrovato davanti a uno stile di combattimento che funziona ottimamente negli scontri 1vs1, ma che crolla miseramente quando si affrontano più nemici contemporaneamente, il tutto a causa di una telecamera che non riesce a star dietro a battaglie di grandi dimensioni.

Anche l’occhio avrebbe voluto la sua parte…

Se da un lato è vero che Kingdom Come Deliverance offre magnifici scorci e un’ambientazione generale decisamente evocativa, dall’altro lato è impossibile soprassedere sui gravi problemi d’ottimizzazione che il gioco presenta. La versione PC del titolo – da me giocata su di una macchina che monta una GTX 970, 16GB di Ram e un i7 4790k – riesce infatti a mantenere una media di 60 frame per secondo solo smanettando pesantemente con i settaggi grafici; nel mio caso, è stato necessario impostare tutto a medio. Al contempo, il titolo è purtroppo afflitto da una miriade di bug e glitch che spezzano la magia del mondo ludico.

Alle volte si parla di piccoli errori, quali NPC che s’incastrano con lo scenario o cavalli che s’improvvisano reincarnazioni di Spider-Man, ma in altri casi ci si trova a dover affrontare bug ben più gravi e che, alle volte, possono addirittura portare a dover ricaricare il salvataggio più recente. Se poi si pensa che i salvataggi non sono automatici e che, conseguentemente, un errore del gioco potrebbe farvi perdere intere ore di gameplay, come di fatto mi è capitato in due occasioni, potete capire come mai la situazione sia quantomeno grave. Peggio ancora, il titolo soffre di un grave problema in termini di caricamenti, sia per la necessità di dover caricare ogni singola volta che interagirete con un NPC, sia a causa di un ritardo evidente nel caricamento in tempo reale degli ambienti di gioco.

Tecnicamente parlando, Kingdom Come: Deliverance soffre sotto numerosi aspetti

Alcuni scorci del gioco sono meravigliosi, peccato solo per un’ottimizzazione generale semplicemente imbarazzante.

Prendete un cavallo, provate a galoppare alla massima velocità e caricate a testa bassa in qualche zona cittadina. Tra personaggi senza testa, edifici privi di texture e strade invisibili, vi farete delle belle risate… prima di essere colpiti da un forte senso di disagio e imbarazzo. Insomma, in 25 ore di gioco, Kingdom Come Deliverance mi sta indubbiamente dando quello che speravo. Un mondo di gioco ricco e affascinante, un contesto storico magnificamente ricostruito e una complessità generale da dieci e lode. Al contempo, però, dispiace vedere la presenza di problematiche nel combat-system quando gli scontri si fanno piuttosto caotici, oltre a un disastroso lavoro compiuto in termini d’ottimizzazione generale, problemi probabilmente dovuti a un budget tutt’altro che stellare – parliamo di circa dieci milioni di dollari – e a un CryEngine per nulla facile da utilizzare.

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