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God of War – L’odissea di Kratos è appena agli albori!

Ripercorriamo insieme alcuni dei momenti più salienti presentatisi nell’ultimo capitolo del brand, tra molti dubbi e ben poche risposte.

Attenzione, l’articolo che state per leggere contiene vistosi spoiler relativi alle tante vicende presenti in God of War che comprometterebbero il godimento generale dell’opera per chiunque non dovesse averla completata nella sua interezza.

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Diciamocelo chiaro e tondo, senza troppi giri di parole; God of War è stato un indiscusso successo di critica e pubblico. Come riportato anche nella recensione da noi recentemente pubblicata, i tanti cambiamenti attuati dai ragazzi di Santa Monica Studio hanno indubbiamente dato i loro frutti, di fatto contribuendo a concretizzare un’opera maestosa e capace di tenere impegnati per dozzine d’ore di sano divertimento.

Se in sede di recensione ci siamo però tenuti sul vago sotto molti aspetti dell’avventura, in questo articolo vorremmo invece fare l’esatto contrario esaminando più nel dettaglio uno specifico elemento dell’esperienza di cui abbiamo potuto godere, ovvero la sua narrativa. Proprio in ragion di ciò, vi avvertiamo fin da subito che questo articolo conterrà vistosi spoiler relativi non solo alla nuova avventura del nostro Kratos, bensì anche ai capitoli passati del brand. Detta in parole povere, se ancora non avete avuto modo di godere dell’incredibile viaggio offerto da God of War, fareste decisamente meglio a smettere di leggere.

Dove eravamo rimasti?

Dovendo parlare del lato narrativo di cui il titolo gode, credo sia giusto cominciare da ciò che mi ha lasciato maggiormente interdetto, per non dire deluso; il prologo. Le prime fasi in-game dell’avventura mettono subito in scena un contesto indubbiamente interessante e meritevole d’attenzione. Nostra moglie è morta, ora abbiamo nuovamente un figlio e la nostra casa si trova in una foresta a pochi passi dal Lago dei Nove. Quella di God of War è una partenza volutamente lenta e ricca di dialoghi dal forte pathos emotivo, spesso espresso a denti stretti dal nostro Atreus che malinconicamente evita a più riprese gli occhi funesti del padre, ma nel corso di tutto l’accadimento non ho potuto fare a meno di chiedermi come diavolo sia stato possibile arrivare a tutto questo. Partendo dal presupposto che God of War non è un reboot del brand, bensì un vero e proprio seguito di God of War 3, davvero non riesco a comprendere come sia stato possibile passare dal disastroso finale venuto a formarsi dopo la battaglia con gli dei dell’Olimpo a questo nuovo capitolo.

Scoprire che Atreus, in realtà, è Loki, lascia a dir poco stupiti

Il futuro del nostro Atreus è tutt’altro che scontato e non fatichiamo a credere che gli sviluppatori sapranno stupirci.

Quello che ci eravamo lasciati alle spalle era infatti un mondo ormai in rovina e sostanzialmente condannato. Le terre inghiottite dai mari, la flora ormai marcia, le carestie, le pestilenze, tutta la rabbia che avevamo mostrato durante la nostra implacabile scalata del Monte Olimpo aveva portato a terribili conseguenze sul pianeta che in quest’ultimo capitolo del brand sembrano essere sostanzialmente scomparse. Se da una parte il titolo ci fa capire in maniera netta che le divinità di ogni cultura esistente coesistono all’interno dello stesso universo, non basta certo qualche piccolo accenno da parte di Mimir ai disastri compiuti in passato per essere soddisfatti. Non è difficile immaginare che gli sviluppatori si siano trovati innanzi a un muro logico insormontabile che si è infine preferito aggirare mettendo totalmente in secondo piano la questione, così come non è da escludere la possibilità che il tutto possa venire ripreso in un qualche capitolo futuro, ma allo stato attuale lascia davvero l’amaro in bocca constatare come uno degli elementi narrativi più interessanti dell’epopea di Kratos sia stato totalmente abbandonato a sé stesso.

Più domande che risposte

Facciamo un enorme balzo in avanti e passiamo direttamente alle battute finali dell’avventura, lì dove succede letteralmente il finimondo. Abbiamo sconfitto divinità, abbiamo viaggiato in lungo e in largo per i nove regni, abbiamo incontrato mistiche creature con cui interagire e pericolosi mostri da fare a pezzi. Finalmente abbiamo raggiunto la nostra meta, ed è proprio negli ultimi istanti in-game che la rivelazione viene infine fatta; Atreus è Loki. È questo il nome che la madre avrebbe infatti deciso di dare al nostro ragazzo, una decisione che ovviamente si porta dietro tante domande. In primis, bisogna specificare che la scelta non va ha snaturare la mitologia norrena come qualcuno – dopo aver evidentemente preso esageratamente sul serio i film Marvel – ha invece affermato.

Loki non è il fratello di Thor e anzi, nei miti norreni viene identificato come un elemento esterno giunto alla corte degli Aesir in maniera del tutto imprevista. In particolare, è interessante constatare come la sua figura non segua una linea morale ben delineata, presentandosi piuttosto con un’indole decisamente confusa. Alla volte può indirizzarsi verso il male mentre in altri casi può puntare al bene, uno stile di comportamento che invero si sposa efficacemente con il carattere di Atreus, spesso dimostratosi capace di presentarsi come personaggio tutt’altro che benevolo e comprensivo. Un bipolarismo a tutto tondo che indubbiamente avrà ripercussioni per il futuro, lì dove sarà interessante scoprire quale delle due personalità del nostro giovane compagno d’avventure prenderà il sopravvento; non per niente, già la consapevolezza che in lui scorra il sangue di umani, dei e Jotnar potrebbe portare a sorprese inimmaginabili nel proseguo delle vicende.

Allo stesso modo, non possiamo che domandarci quale potesse essere il senso del murales intravisto a fine avventura, lì dove un Kratos quasi rassegnato osserva per pochi ma decisivi istanti quella che sembra essere l’immagine della sua stessa morte. Lo spartano steso a terra, il figlio in ginocchio e un indefinito spirito – forse proprio la linfa vitale del nostro barbuto protagonista – forse in procinto di passare da corpo a corpo, un possibile segno che il cambio di testimone potrebbe essere più di un semplice miraggio. Tante sono le domande che continuiamo a porci, quesiti a cui hanno fatto seguito ben poche risposte, il tutto in previsione di prossimi capitoli del brand che, non fatichiamo a crederlo, andranno probabilmente a formare una nuova trilogia.

Futuro incerto

E proprio parlando di seguiti, ecco che quando tutto sembra ormai finito si viene nuovamente colpiti in faccia dal team di sviluppo. Il viaggio si è infine concluso ma al giocatore viene comunque concessa l’opportunità di viaggiare per il mondo di gioco in modo tale da completare l’avventura al 100%. Le mete da poter raggiungere sono ancora tante e tra queste figura, in particolare, la dimora da cui il titolo ha avuto inizio, un luogo dove si cela un segreto da non dover assolutamente perdersi. Siamo tornati a casa, stanchi per le tante vicende vissute, e finalmente siamo pronti al meritato riposo che ci aspetta. I nostri eroi si coricano nei rispettivi letti, chiudono gli occhi e mettono infine momentaneamente da parte i timori che ancora attanagliano i loro cuori. Lo schermo si tinge di nero e innanzi a noi compare la scritta “Alcuni anni dopo”. Secchi colpi udibili fuori dalla capanna svegliano di soprassalto Kratos e Atreus, che con le proprie armi in pugno si precipitano fuori dall’abitazione, solo per trovarsi innanzi niente popò di meno che Thor in persona.

Con Freya ci siamo lasciati in malo modo

Freya rappresenterà sicuramente un personaggio di primaria importanza nei futuri capitoli del brand.

Questa piccola scena post-credit racchiude dentro di sé molte informazioni utili per poter capire la direzione verso cui Santa Monica Studio vuole volgere la sua IP. Esattamente come accaduto con la vecchia trilogia, i futuri lavori del team potrebbero infatti portare a un crescendo epico di vicende e situazioni non dissimile da quanto visto in passato. Il primo capitolo a fungere da introduzione alle vicende, il secondo pensato per affrontare Thor e, infine, un terzo e ultimo episodio in cui combattere direttamente contro Odino portando morte e distruzione in tutto il Valhalla. Oltre a questo, però, non bisogna assolutamente dimenticare il ruolo che Freya potrebbe ritrovarsi ad avere in futuro, una strada che sicuramente s’intreccerà nuovamente con quella di Kratos dopo la perdita del figlio Baldur per mano nostra. Nel caso in cui doveste decidere di eliminare tutte le valchirie nascoste nel mondo di gioco, scoprirete infatti che originariamente proprio lei era la regina di queste indomite guerriere, un soldato senza paura alcuna che perse le sue possenti ali per mano di Odino, il quale gliele strappo’ violentemente come punizione. Considerando che la dea ha giurato vendetta nei confronti dello spartano, non fatichiamo a credere che in un prossimo futuro la incontreremo per affrontarla in un ultimo, letale scontro.

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