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God of War – L’ira di Kratos raggiunge anche il Valhalla!

In attesa del Day One, facciamo il punto della situazione sulla nuova e attesa produzione di Santa Monica Studio!

Facciamo un po’ di chiarezza sulle tante rivoluzioni apportate da Sony per una delle sue IP più famose e importanti: God of War.

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Quando durante l’E3 2016, sui grandi schermi del teatro in cui si stava tenendo la conferenza Playstation, Sony mostrò al mondo intero il suo nuovo God of War, tutti coloro che stavano godendo dell’evento, dal vivo o sullo schermo del loro PC, ebbero un improvviso sussulto a metà tra gioia e paura. Se da una parte il vedere nuovamente il nostro tanto amato Kratos non poteva che farci saltare dalla sedia per la gioia, dall’altro lato la presentazione mise subito in mostra importanti modifiche ludiche pensate per rivoluzionare totalmente la struttura ormai ben rodata dei capitoli precedenti. Il titolo sembrava splendido, la violenza ci stava venendo lanciata a pacchi e Kratos appariva come il caro vecchio sterminatore di divinità che tutti quanti noi avevamo imparato ad amare negli anni, eppure nulla bastò a toglierci quel brivido lungo la schiena che ci saremmo portati dietro per un intero anno.

Quale sarà il ruolo di Atreus in God of War?

Quale piega prenderà il rapporto tra Kratos e suo figlio Atreus?

Oramai manca meno di un mese all’uscita del titolo nei negozi, previsto nello specifico per il 20 aprile 2018, e d’informazioni a riguardo ne abbiamo ricevute davvero molte, eppure è ancora difficile riuscire a creare un quadro generale su quello che God of War vuole davvero offrire, tra chi già grida al miracolo e coloro i quali sentono odor di disastro. Proprio per tale ragione, abbiamo quindi deciso di scrivere questo speciale per fare il punto della situazione attuale e portare un po’ di chiarezza a tutti quei giocatori che ancora oggi si affannano a ricercare notizie riguardanti la nuova creatura di Santa Monica Studio.

L’uccisore di dei che aveva un cuore!

Inutile girarci troppo attorno, Kratos non è mai stato un brillante esempio di spessore caratteriale. Con un background narrativo appena abbozzato e un indole generale quantomeno discutibile, in molti hanno infatti finito per identificare il nostro ammazza divinità come uno dei personaggi più furiosi mai visti nel panorama videoludico, senza però mai riuscire ad andare oltre ciò. Il nuovo God of War dei Santa Monica, invece, sembra voler puntare esattamente nella direzione opposta offrendo un Kratos sostanzialmente diverso. Ciò che emerge fin da subito è un aspetto più umano per il nostro pelato barbuto, un uomo forse stanco di dover combattere e in attesa che la morte, infine, sopraggiunga con il suo freddo abbraccio. Oltre a questo, poi, sarà interessante scoprire come verrà effettivamente gestito il travagliato rapporto con il figlio Atreus, ancora inesperto del mondo e sostanzialmente in balia delle minacce che vi si nascondono. Proprio la profondità dell’intricata situazione familiare che dovremo affrontare rappresenta uno degli aspetti narrativi più interessanti dell’intero pacchetto, con forse finalmente una possibilità di vedere un Kratos che tra un cranio maciullato e un mostro tagliato di netto a metà, riesca anche a mostrarsi sotto una veste che vada oltre la semplice furia cieca andandosi ad aprire a noi per mostrarci quel suo lato nascosto che mai ci era stato presentato prima; le speranze in tal senso sono davvero tante e il team di sviluppo ha più volte ribadito che giocando non assisteremo a uno snaturamento del personaggio, bensì a un suo approfondimento, un’attenta analisi caratteriale che ci permetterà davvero di conoscerlo in tutte le sue forme.

Perché Kratos vuole affrontare le divinità nordiche?

Kratos è pronto ad affrontare le divinità nordiche!

Altrettanto interessante è poi l’ambientazione in cui ci dovremo muovere, la quale attinge a piene mani dalla mitologia norrena, con tutto ciò che ne consegue. L’importante cambio di setting ci aveva inizialmente portato a pensare che God of War fosse un reboot della saga, ma Santa Monica Studio ci ha tenuto a precisare fin da subito che in realtà siamo davanti a un vero e proprio sequel, e a questo punto le domande si sprecano. Non solo sono curioso di capire come sia stato possibile per Kratos fare un balzo così netto dal Monte Olimpo al Valhalla, ma non vedo l’ora di capire come mai il nostro antieroe sia così determinato a eliminare tutte le divinità della mitologia norrena. Chiaramente la risposta potrebbe essere deludente e poco approfondita, magari riassunta in un raffazzonato pretesto utile solo a darci una motivazione per far danni, ma visto il grande lavoro che sembra sia stato fatto in termini narrativi, non fatico a credere che anche questo interessante aspetto della produzione verrà accuratamente trattato nel corso dell’avventura.

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Quando le spade non bastano…

Se la componente narrativa di God of War sembrerebbe aver fatto importanti passi in avanti capaci di rendere l’avventura che andremo a giocare ancor più indimenticabile, Santa Monica Studio ha voluto dare il colpo di grazia con una completa ristrutturazione del comparto più propriamente ludico. Il concetto stesso di hack ‘n’ slash che da sempre abbiamo affiancato al brand è in questo caso venuto meno per far spazio a un’esperienza più ramificata e interessante di quanto ci si potrebbe inizialmente aspettare. Con una telecamera posta vicina alle spalle di Kratos, i combattimenti sembrano ora apparentemente meno caotici e confusionari, lì dove le decine di avversari che ci si paravano innanzi in passato sono qui stati sostituiti da poche mostruosità presenti in contemporanea su schermo ma che, al contempo, daranno vita a combattimenti ancor più spettacolari e violenti. Alla fin fine sempre di Kratos parliamo, quindi prepariamoci a vedere i poveri malcapitati di turno venir fatti letteralmente a pezzi mentre tenteranno inutilmente di difendersi.

I quick time events non saranno presente nel nuovo God of War!

Addio ai quick time events nel nuovo God of War!

Addio spade e benvenuta ascia, potremmo dire, visto che fino ad ora abbiamo visto una sola e unica arma a disposizione del barbuto distruttore; ascia dai misteriosi poteri, aggiungiamo, visto che in-game sarà possibile lanciarla contro qualche povera anima, lasciarsi andare a una bella scazzottata e riottenere la fidata arma con la sola imposizione della mente, in pieno stile jedi di Star Wars. In tal senso, sarà interessante capire se nel gioco saranno presenti altre lame per portare morte e distruzione in tutto il Valhalla, senza poi ovviamente tener conto della possibile esistenza di un vero e proprio albero delle abilità capace di aggiungere spessore nella struttura di gioco, se inserito con cognizione di causa.

Tu quoque, Atreus, fili mi?

In questo enorme minestrone di domande, manca poi quella più importante, interessante e, per certi versi, disastrosa; Atreus. Come spiegato dagli sviluppatori e come visto più volte nei diversi video pubblicati nel corso dei mesi, nostro figlio potrà aiutarci attivamente in battaglia grazie al suo fidato arco, di fatto fornendoci supporto nel corso dei diversi scontri. L’aggiunta risulta decisamente interessante e potenzialmente capace di donare grande spessore alla già solida base dell’opera, ma d’altro canto presenta una carenza di fondo a mio modo di vedere piuttosto grave. Durante alcune delle interviste ai membri del team di sviluppo, è stato più volte chiesto quali sarebbero stati i miglioramenti in termini di intelligenza artificiale che il nostro co-protagonista avrebbe presentato al fine di evitare situazioni spiacevoli (qualcuno ricorda Sheva di Resident Evil 5?). Ebbene, Santa Monica Studio ha deciso di aggirare totalmente il problema mantenendo quella che probabilmente sarà un’intelligenza artificiale alleata piuttosto altalenante, ma rendendo immortale il nostro figlioletto. Esatto, Atreus non potrà essere ucciso, e se da un lato possiamo comprendere le motivazioni dietro tale scelta, dall’altro lato non possiamo che denotare una sempre più marcata mancanza d’interesse nel superare gli evidenti limiti di IA oramai riscontrabili nella quasi totalità dei titoli odierni.

Nulla da dire per quanto riguarda invece l’epicità e il pathos generale che sarà possibile sentire con preponderante forza durante gli scontri, boss in particolare, con enormi creature da affrontare a viso aperto mentre l’ambiente circostante viene fatto letteralmente a pezzi dalla furia stessa dello scontro. In tal senso, è interessante tener conto della scelta presa in sede di sviluppo dal team, il quale ha deciso che il gioco non presenterà più alcun tipo di QTE. In questo caso, bisogna dirlo, si parla di pura e assoluta soggettività, ad alcuni i Quick Time Event piacciono e ad altri no, ma dal mio personalissimo punto di vista l’inserimento di qualche occasionale QTE non mi sarebbe dispiaciuto. Alla fine dei conti, vuoi anche per la spettacolarità delle scene che si andavano a vivere, i vecchi capitoli del brand sono sempre stati capaci d’inserirli senza però renderli (quasi) mai ridondanti o eccessivamente fastidiosi, e ritengo sia un peccato averli totalmente accantonati per questo nuovo episodio. A chiudere il tutto ci pensa infine un comparto tecnico da urlo, lì dove ogni più infimo elemento presente su schermo sembra essere stato curato con la massima attenzione, e un comparto sonoro d’altissimo spessore, anche se il doppiaggio italiano è ancora tutto da valutare.

Concludendo…

God of War sembrerebbe essere, insomma, un colpo sicuro. Indipendentemente dalla reale qualità del titolo, Sony è comunque già riuscita a venderlo a milioni di videogiocatori che si sono tatuati la data d’uscita sulla schiena per essere sicuri di non mancare il Day One. In fin dei conti, la qualità sembrerebbe esserci, le premessa parrebbero strepitose e Santa Monica Studio non è certo l’ultimo degli arrivati che si affaccia al mondo videoludico, quindi è facile capire come mai, nonostante i tanti dubbi, God of War sembri già in lizza per sbaragliare il mercato. Oramai mancano solo due settimane al momento tanto atteso e, onestamente, non vediamo l’ora di poter finalmente metterci le mani sopra per poterne infine giudicarne ogni aspetto. Le premesse sono a dir poco altisonanti, quindi non possiamo far altro che incrociare le dita e attendere il 20 Aprile con molto ottimismo.

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