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Far Cry: Primal in bilico tra il successo ed un flop totale

Gli editoriali rappresentano il pensiero del singolo redattore e non dell’intera redazione, pertanto offrono una riflessione personale, non vengono corretti dagli editori.

Sono stati confermati da pochissimo titolo e tema del nuovo Far Cry: da un trailer ne abbiamo potuto scorgere le prime immagini e da quella breve clip è partito un temporale di domande. Cosa dovremo aspettarci tra quattro mesi, quando Far Cry: Primal approderà sugli scaffali fisici e digitali? Per il momento c’è poco da commentare sul gioco in sé, essendo scarsi i dettagli, ma potremo fare qualche considerazione al riguardo.

Partiamo da un presupposto abbastanza certo: Primal sarà un’esperienza completamente inedita e scollegata al livello di trama dagli episodi canonici della serie. La domanda è: perché non pubblicarlo sottoforma di titolo a sé stante, come era stato fatto con Blood Dragon? Perché non osare su un brand completamente nuovo, visto che a quanto pare avremo a che fare con un titolo che si stacca prepotentemente dalle basi che hanno reso famosa la serie Ubisoft?

Le risposte potrebbero essere due:

– Di certo puntare su un brand affermato come Far Cry influenzerà positivamente le vendite, anche se d’altra parte quel poco che abbiamo visto effettivamente sembra avere molto in comune – specialmente per quanto riguarda il gameplay – con i capitoli canonici della serie e quindi la scelta non è completamente trainata da un fattore commerciale;
– Ho notato che nell’ultimo periodo c’è stata una vertiginosa tendenza verso i giochi di “caccia al mostro”, con un occhio rivolto anche alla fase di crafting e sopravvivenza. Primal potrebbe trarre al meglio queste caratteristiche dei Far Cry per creare un’esperienza di gioco quasi interamente basata su esplorazione e tattiche di battaglia contro bestie dal grosso calibro. L’unica perplessità nasce dalla probabile scarsa scelta d’armi – già quelle da fuoco sono logicamente da scartare – che ci si aspetta da un’ambientazione primitiva.

Adesso concentriamoci sul concept di base del gioco. C’è da dire che non è nulla di estremamente originale: come già detto prima quello dei giochi di caccia è un genere in ascesa, ma Primal, da quanto visto e sentito, potrebbe avere le giuste carte per creare un’esperienza di gioco ancora più immersiva e divertente della concorrenza, bisognerà vedere quanto ed in che modo la trama influenzerà le nostre azioni: di certo non abbiamo bisogno dell’ennesimo sandbox che differisce dagli altri solo per l’epoca nella quale è ambientato.

In definitiva Far Cry: Primal ha le potenzialità per divenire uno dei migliori giochi di caccia/sopravvivenza in prima persona sul mercato, ma anche quelle per essere uno dei sandbox più monotoni di sempre, il tutto, nella mia modesta opinione, dipenderà dall’impatto della trama e dalla varietà di nemici/armi/espedienti che ci verranno proposti.

 

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