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BizSpark per aiutare le startup: intervista a Microsoft e Nero

Nel corso della Games Week di quest’anno, tenutasi a Milano come per le edizioni precedenti, abbiamo avuto modo di intervistare Fabio Santini, Direttore della divisione Developer Experience Evangelist di Microsoft Italia, il quale ha potuto raccontarci come l’azienda sta supportando gli sviluppatori.

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Santini ha iniziato dicendo che Microsoft ha sempre lavorato con gli sviluppatori, i quali sono importanti in tutti i settori, che si parli di gaming o di un qualsiasi altro ambiente di sviluppo. L’azienda offre formazione agli studenti universitari o uscenti dalle scuole superiori spiegando loro in particolare cosa significa sviluppare e dunque metterli al corrente delle piattaforme a disposizione o di quali linguaggi sono più adatti per andare a lavorare su determinati tipi di applicazioni. Microsoft dunque ha una serie di iniziative che comprendono tutto il territorio italiano per quanto riguarda la formazione, che può essere fatta online. Per quanto riguarda la creazione di un corso universitario specifico per lo sviluppo è stato affermato che con la struttura scolastica attuale è difficile realizzare qualcosa del genere.
Inoltre Microsoft supporta anche le startup, aiutando a capire come realizzare la propria idea ma anche dal punto di vista tecnico con una sessione di una giornata in cui viene spiegato come usare il cloud, i servizi dinamici o come scrivere il codice. Queste sessioni possono essere svolte anche riguardando Unity o una qualsiasi altra piattaforma al fine di capire come usarla al meglio. Tutto ciò viene fatto tramite il programma BizSpark, il quale è dedicato esclusivamente al supporto delle startup in cui dopo aver comunicato alcune informazioni riguardanti il proprio progetto si viene indirizzati per esempio verso delle aziende propense a investire su di esso.

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Parlando nello specifico in Italia, Microsoft ha avuto modo di supportare Storm in a Teacup, team di sviluppo italiano attualmente al lavoro su Nero e abbiamo avuto modo di intervistare anche uno dei fondatori, nonché Creative Director della startup, ovvero Carlo Ivo Alimo Bianchi.
Ci è stato detto come l’idea e la narrativa di Nero sia nata circa due anni e mezzo fa, anche se nel corso del tempo è stata leggermente modificata. Il progetto non è stato finanziato da terzi, continua Carlo, ma è stato realizzato grazie ai risparmi personali in quanto Storm in a Teacup è indipendente dalla A alla Z. Nero era entrato nell’interesse di Microsoft a San Francisco e  il team era in contatto anche con altri publisher di minore entità, per cui dopo un periodo di tempo si è deciso che il colosso di Redmond era decisamente più importante, oltre al fatto che su Xbox One mancava un prodotto come Nero. Dalla prima presentazione ad oggi nel gioco è sicuramente cambiato qualcosa, anche in conseguenza al fatto che sarebbe girato su next-gen invece che su Wii U, dunque il team aveva a disposizione più potenza da sfruttare. Durante i miglioramenti del comparto grafico e i vari cambiamenti è stata comunque mantenuto lo stile della narrativa, la quale è molto importante per il gioco secondo gli sviluppatori. Il fondatore ha inoltre affermato che non ci sarà un supporto nel corso del tempo in quanto Nero è un gioco che crea automaticamente la community, in quanto non tutti gli utenti avranno la stessa visione della storia. Infine ci è stato detto come Nero sia un titolo next-gen visual novel, ovvero una nuova generazione nel modo di comunicare.  

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