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5 cose da sapere su The Evil Within 2

Tra qualche giorno sarà pubblicata la nostra recensione The Evil Within 2. Intanto andiamo a vedere le cose più importanti da sapere sul survival horror di Tango Gameworks e Bethesda.

Ottobre è senza dubbio il mese più ricco a livello di uscite videoludiche. Nel momento in cui scrivo queste righe, sto ancora giocando assiduamente a The Evil Within 2.

Ci sono videogiochi che con il passare del tempo sono riusciti a lasciare il segno, nel bene e nel male. Altri ancora hanno cercato di rendere la propria formula più variegata e in linea con i gusti dell’utenza di un dato periodo. Dopo aver passato alcune ore in compagnia di The Evil Within 2, ho avvertito il bisogno, la necessità di scrivere questo speciale. Perché? Volevo e voglio spiegare al meglio che cosa vi aspetta nel sequel del survival horror di Tango GameworksBethesda.

L’articolo in oggetto è indicato specialmente per coloro che amano i survival horror e che vedono in The Evil Within 2 un’ottima scelta per passare alcune serate con il cuore in gola e con l’adrenalina e il piacere di avere paura. Si tratta di sensazioni che questo genere riesce a trasmettere, a patto – ovviamente – di trovarsi dinanzi ad una produzione all’altezza.

Un cambiamento non di poco conto

Alcuni di voi, forse, non ne sono a conoscenza. Il primo The Evil Within riuscì a catalizzare l’attenzione di moltissimi appassionati al genere del survival horror, non solo grazie alla capacità di Bethesda di pubblicizzare il proprio videogioco. La direzione del capitolo originale, infatti, fu ricoperta da un certo Shinji Mikami! Chi è? E’ il creatore della pluripremiata serie di Resident Evil.

Shinji Mikami è il boss di Tango Gameworks!

Shinji Mikami ricopre il ruolo di producer e supervisore creativo in The Evil Within 2.

La notizia generò un certo scalpore, avvicinando tutti coloro che avvertirono il bisogno di giocare un’avventura orrifica che si rifacesse – almeno in parte – a quel Resident Evil 4 tanto apprezzato e mai dimenticato.

E The Evil Within 2? La prima cosa da sapere è che Shinji Mikami non ne ha ricoperto il ruolo di director (non se ne conosce ancora il motivo principale), ma “soltanto” quello di producer. La direzione è stata quindi affidata a John Johanas, già responsabile della direzione dei contenuti aggiuntivi resi disponibili per il capitolo originale.

Un’avventura non proprio lineare

La seconda cosa da sapere su The Evil Within 2 è che vi troverete davanti ad un’avventura semi-lineare. In che senso? La cittadina Union sarà divisa in macrozone! Una sorta di piccolo open world, in cui decidere se proseguire subito portando avanti l’obiettivo principale legato alla story-line oppure dosare l’azione, portandosi avanti con le quest secondarie. Queste ultime, ovviamente, saranno importanti per ottenere dei bonus in-game, risorse per costruire e potenziare armi sul banco di lavoro e – per ultimo – ottenere dei punti per potenziare le abilità del protagonista.

Il ritorno di Sebastian Castellanos!

Gli incubi di Sebastian non sono affatto finiti, anzi. L’ex detective torna in The Evil Within 2 per “rimediare” agli errori del passato. L’incip della trama non è per niente interessante, ma lo è invece la costruzione che avviene successivamente. Una trama artificiosa, psicologica e tutto fuorché reale che metterà Sebastian e voi videogiocatori in seria difficoltà. A proposito di quest’ultima. Ce ne sono tre, ma già dalla seconda denominata sopravvivenza le cose inizieranno a farsi davvero complicate. Provare per credere…

Sebastian Castellanos è il protagonista in The Evil Within 2!

Nuovi orrori e pericoli per Sebastian Castellanos in The Evil Within 2!

A voi l’approccio e il come proseguire!

Concludiamo questo speciale con una cosa che nel videogame è diventata quasi una prassi: l’approccio. Presentandosi con un’impostazione limitata alla open world, The Evil Within 2 vi darà la possibilità di utilizzare l’approccio a voi più congeniale. E’ anche vero che è consigliabile un approccio più stealth e cauto, ma la scelta finale, però, spetta unicamente al videogiocatore (con tutte le conseguenze del caso). Detto questo, qualora dovessimo catalogare The Evil Within 2, l’opera di Tango Gameworks si andrebbe a posizionare in “Survival horror in terza persona a impostazione open world limitata con elementi puri da GDR”:

  • Il crafting (costruzione e potenziamento armi, kit medici e altri gadget);
  • Potenziamento del proprio personaggio, grazie alla valuta caratterizzata dal gel verde. Quest’ultimo si ottiene uccidendo le presenze ostili.

Che ne pensate quindi? The Evil Within 2 fa per voi? Se avete trovato questo speciale di vostro gradimento, condividetelo con tutti i vostri amici e mettete un bel like a tutte le nostre pagine social!

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