Rubrica

Per un pugno di giochi #11: racconti di sopravvissuti

Ad ogni nuovo numero di Per un Pugno di Giochi sembra sempre che parliamo di Steam e in particolar modo di Gabe Newell. Questa volta evitiamo.

Ma come gli è venuto in mente di creare le Steam Machines?

Ma come gli è venuto in mente di creare Wii U?

Ad ogni nuovo numero di Per un Pugno di Giochi sembra sempre che non parliamo di Nintendo e in particolar modo di Satoru Iwata. Questa volta non lo evitiamo.

Venite sul nostro canale YouTube, abbiamo invitato Gabe a KingCast per farci spiegare a che cavolo servono le Machines…

…invece su Facebook stiamo progettando la prossima console Nintendo insieme ad Iwata.

Mi sono rotto le gambe aprendo un cancello.

Come iniziare a parlare di DayZ se non raccontando di un evento accaduto durante uno dei giri su Chernarus? Dopo ore di camminate nei campi, senza cibo e tanto meno acqua, con poco sangue nel corpo, arrivo in una cittadina. Apro un cancello, ne vengo investito e sono a terra con le gambe spezzate. Ah, DayZ… un’avventura che genera racconti.

Come quella volta che ero circondato da zombie e ad un certo punto sento: “Drop your Lee Enfield!” tramite la chat vocale di prossimità, ma chi era? Non vedevo nessuno, ma sapevo che lui poteva vedermi. E ora che faccio? Se lascio l’arma mi uccidono gli zombie, se non la lascio mi uccide lui. Lo vedo, un tizio con il volto coperto ed armato fino ai denti. Decido di lasciare il mio fucile e seguire lui. In realtà è un sopravvissuto che voleva assicurarsi che non mettessi fine alla sua vita, andiamo alla stazione dei pompieri più vicina, ci portiamo dietro decine e decine di non morti. Il panico. Mi dice di tornare indietro e di riprendere il mio Lee Enfield. Lui cerca di proteggermi, ma sento la sua voce affievolirsi pian piano. Dove è sparito? È morto? Cerco il mio nuovo amico, invano. Ma poco dopo trovo due ragazzi armati di accetta, gli dico che sono loro amico, non ho intenzione di sparargli. Veniamo inseguiti dai soliti zombie, andiamo in un capannone poco avanti. Ci rifocilliamo, gli volto diverse volte le spalle, ormai mi fidavo di loro. Finché quell’azzardo non si rivelò fatale, salgo le scale, trovo un giocatore morto, lascio a loro il loot e proseguo dritto. Con due accette piantate nella schiena. Morare della favola, mai fidarsi dei tizi con l’accetta.

Come quella volta che…

A cura di Riccardo Rossi

Don’t Starve, Edward.

Benvenuti cari ragazzi a questo undicesimo episodio di Per un Pugno di Giochi, la rubrica in cui, come di consueto, vi parliamo delle nostre esperienze videoludiche del mese. Un mese, questo appena trascorso, almeno per quanto mi riguarda, abbastanza ricco di titoli giocati ma votato per lo più al completamento di Assassin’s Creed IV: Black Flag su PS4, un titolo di buona qualità e nettamente superiore al suo predecessore ma che ancora stenta a catturarmi come fece il secondo capitolo della serie ai suoi tempi. Ho apprezzato moltissimo il nuovo personaggio, Edward, complesso e tormentato al punto giusto che in alcuni tratti mi ha fatto anche dimenticare dell’amatissimo Ezio Auditore e le sezioni di combattimento navale articolate e dall’atmosfera decisamente caratteristica. Buono anche Don’t Starve, l’esperimento survival di Klei Entertainment già uscito su PC qualche tempo fa, è tornato su PS4 in una conversione realizzata con cura e attenzione al dettaglio e con una mappatura dei comandi eccellente che non ha nulla da invidiare alla configurazione mouse+tastiera che si adatta particolarmente al tipo di gioco proposto. Ho approfittato anche per recuperare qualche gioco snobbato per qualche oscuro motivo negli ultimi mesi del 2013 come Remember Me che non ho ancora portato a termine ma che è riuscito a catturare la mia attenzione grazie al level design di qualità, ad una storia intrigante e ad alcune scelte di gameplay davvero azzeccate o come XCOM: Enemy Unknown, glorioso ritorno della serie di Firaxis su console che porta con se tutta l’atmosfera e la struttura di gioco granitica dei precedenti episodi e traduce il tutto in un capitolo di eccellente qualità. Chiudo l’intervento parlando di Hearthstone: Heroes of Warcraft, lodevole free to play basato su un interessantissimo gioco di carte collezionabili ideato dai ragazzi di Blizzard che richiama da vicino le meccaniche di Magic: The Gathering, gioco del quale sono appassionato fin da tenera età, e ambientato nell’ affascinante universo di Warcraft. Vi saluto qui dandovi appuntamento, tra 30 giorni, ad una nuova puntata di Per un Pugno di Giochi.

A cura di Riccardo Cantù

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