Rubrica

Eravamo quattro amici al PAD #4 Duke Nukem Forever, Riptide, Zeno Clash e Defiance

Dopo il numero speciale dedicato alla GDC ’13 torniamo a parlare, da veri videogiocatori, dei videogiochi che stiamo giocando o abbiamo appena concluso. Perché diciamocelo, qualcosa da giochicchiare lo troviamo sempre!
 
Riccardo Rossi elogia il biondo ossigenato, in ritardo di 12 anni, e gli zombie di Dead Island Riptide, mentre Lorenzo Quadrini ci parla di una perla del passato e una del presente tra indie e retrogaming. L’atipico mondo permanente di Defiance raccontato da Mattia Granito, invece Simone Blasotta dedica a Square Enix un’aspra critic… vabbè manda a c#!@$# Final Fantasy XIII-2, lo sapete ormai no? Senza peli sulla lingua™ (ma solo qui eh, fuori siamo degli angioletti…).
Cosa? Non siete d’accordo? Allora commentate con la vostra opinione e siccome siamo sempre cccciovani potete farlo su Facebook (ora siamo pure 2000, quindi potete scannarvi anche tra di voi).
Avete voglia di dire la vostra sul titolo che avete appena concluso? Dovete liberarvi di tutti i pensieri che avete in testa? Mandateci il vostro capitolo sulle pagine dei nostri social oppure a redazione@kingdomgame.it, in questo modo parteciperete anche voi a Eravamo 4 amici al PAD.
 

 
Hail to the king, zombie!
 
Il Duca è tornato da un paio d’anni (la sapete la storia no? rinvii, cambi di motore, fallimento 3D Realms, diritti in mano a 2K, Gearbox allo sviluppo, uscita dopo 12 anni). E in realtà ho trovato Duke Nukem Forever più piacevole di quanto mi aspettassi da uno sviluppo così travagliato. Il gameplay è quello di 12 anni fa e per assurdo è così vecchio da risultare una novità nei giorni nostri. Oggi siamo abituati ai soldatini che prendono ordini, piazzano C4 e salvano il mondo da terroristi e armi di distruzione di massa. Duke è l’arma di distruzione di massa, salva il mondo da porci invasori, li prende a calci in culo e mastica gomme… ma queste le ha finite. Tornando al gameplay, qui si va faccia a faccia col porco e lo si sbudella a colpi di shotgun nel mentre si schivano, usando la vecchia tecnica del camminare di lato, miriadi di proiettili e razzi. Le battute del Duca ad ogni interazione con l’ambiente o dopo aver ucciso un nemico mi hanno strappato non pochi sorrisi, semplici ma efficaci e sempre nel momento giusto. Insomma ragazzi, un consiglio, è facile trovare Duke Nukem Forever sotto i 10€ quindi se vi capita portatevelo a casa, in questa gen è un gioiello unico, non perfetto comunque ma un gioiello.
 
Lascio il giudizio alla mia recensione che sarà online nei prossimi giorni, ma posso dire una cosa? Dead Island Riptide è l’esempio di come è possibile sfruttare le meccaniche del gioco precedente per riproporle migliorando l’intera struttura, correggendo così le problematiche del primo capitolo. Il tutto a prezzo budget, non è da tutti. Ho giocato il primo Dead Island e se nelle prime ore mi ero divertito, nelle successive, complici le ambientazioni poco ispirate, avevo perso l’interesse nell’esplorazione filando come un treno nel completare quelle primarie. In Riptide tutto questo, a me, non è successo. L’ho trovato infatti piacevole e scorrevole fino alla fine, meno frustrante e con un backtracking limitato. Brava Techland.
 
A cura di Riccardo Rossi
 
Fine settimana dedicato all’indie (con un po’ di retro gaming)
 
Pregustando già da ora questa estate piena di gustose novità (per non parlare del prossimo autunno, che vedrà l’uscita delle next generation), ho deciso di dedicarmi a qualche gioco più di nicchia, pensando bene di non avere poi nel prossimo futuro molto tempo per fare altro se non giocare ai vari GTA e compagnia cantando. Il primo titolo di questa allegra brigata è Zeno Clash. Indie a grande impatto visivo e dal grande dinamismo, sfrutta il motore Valve a pieno regime, dimostrando come spesso i grandi budget non servano poi tantissimo per rendere a pieno l’idea di FPS e di action game in generale. Con un comparto grafico interessante, ed una storia intrigante (sebbene davvero davvero strana) Zeno Clash ci catapulta in un mondo fiabesco e grottesco, nel quale quasi tutto poi si risolve in scontri corpo a corpo durissimi. Nonostante la sua semplicità di base il gameplay è comunque complesso, garantendo grandissime combinazioni e possibilità di riuscita. Ad esclusione infatti dei titoli di lotta vera e propria, ZC ci offre scazzottate avvincenti e profonde, impegnandoci in maniera davvero ardua. Consigliato insomma a tutti gli appassionati, magari prima di acquistare il secondo, che ha anche un interessante multiplayer e che è approdato da poco su Steam.
 
Altro grande gioco, ed altro consiglio, è invece Theme Hospital. Stiamo parlando dell’originale del 1997, non dell’orribile reboot fatto poco fa da Codemaster. Theme Hospital offre, nonostante i limiti grafici (sebbene comunque molto gradevoli), una profondità di gioco ed un allenamento manageriale molto interessanti, garantendo una campagna lunga e snodata attraverso sfide via via più difficili ed impegnative. E’ disponibile a soli due dollari e mezzo su GOG.com, sito che rimasterizza e vende giochi retrò, adattandoli per i più recenti sistemi operativi. Ogni tanto insomma credo che ci si debba dedicare alla riscoperta di quei titoli che spesso vengono accantonati solo perché vecchi e datati, senza sapere che molte volte nascondono possibilità di gioco ancora attuali e divertenti. Bisogna ricordare sempre che a volte chi lascia la via vecchia per la nuova sa quel che perde ma non quel che trova… anche nei videogiochi!
 
A cura di Lorenzo Quadrini
 
Il futuro del gaming console
 
Manca ormai poco alla presentazione della nuova Xbox e possiamo dire oramai che la next gen è già alle porte! Ma come saranno i videogiochi di domani? Uno sguardo proiettato al futuro ci è giunto grazie a Defiance. In questo mese dominato dalla pioggia la console diventa un passatempo piacevole e con essa fa la sua comparsa un nuovo gioco che da subito mi incuriosì, Defiance.
Non ci si rende immediatamente conto di ciò che si ha tra le mani, un mondo completamente aperto a tutto e tutti, mentre si gioca tranquilli colpisce vedere altri players che fanno le loro missioni, la modalità di gioco passa in pochi istanti da single a multiplayer e senza nemmeno accorgersene ci si ritrova ad affrontare missioni in cooperativa. L’evoluzione del gaming online porterà ad avere mondi vastissimi e condivisi? Il prossimo titolo che, a mio avviso, sfrutterà le stesse meccaniche di gioco sarà Destiny, di Bungie. Ben poco si sa, ma sono certo che il mondo degli MMO-TPS (permettetemi l’uso di questa non classica definizione) a lungo andare sostituirà l’attuale comparto multigiocatore e vedrà i big del mercato, come Call of duty, in forte difficoltà se non sapranno rimanere al passo con i tempi. Ma non è tutto oro ciò che luccica. Difatti per poter giocare è necessaria una connessione permanente ed un abbonamento ad Xbox Live (se in possesso di Xbox 360 o Xbox ∞), inoltre le connessioni attuali rendono lunghi ed estenuanti i download, per poter giocare a Defiance ho dovuto scaricare ed installare circa 11 Gb tra gioco e patch correttive. Su 20 ore di gioco ben 5 ore se ne sono andate in download. Il futuro del gaming dovrà necessariamente scontrarsi con le infrastrutture in possesso degli utenti ma l’evoluzione e la nascita di nuove tipologie di giochi non fa che ampliare un mercato ormai stagno e privo di innovazione.
 
A cura di Mattia Granito
 

 

Quando preferiresti che la fantasia finale…finisse!

Final Fantasy, un nome, una garanzia….circa un decennio fa. Chiunque abbia giocato i capitoli dal VI al X non avrebbe problemi a definirne almeno uno “un capolavoro”, e molti arrivano a definire capolavori anche i recenti capitoli next-gen. Proprio per questo vorrei soffermarmi sull’ultimo capitolo uscito e da me giocato: XIII-2. Dopo le numerose critiche viste col tredicesimo episodio dovute al gameplay corridoio e alle battaglie automatiche era d’obbligo tentare di proporre un nuovo capitolo migliorando gli aspetti che ultimamente non erano piaciuti. Trollando la gente con il matusalemmico Versus XIII ormai annunciato da 7 anni, ci vediamo costretti a dover giocare questo pseudo-seguito. Pseudo perché in realtà non si tratta di un sequel. XIII-2 è semplicemente uno spin-off in grado di rovinare l’unico aspetto eccelso del capitolo precedente: la storia. Ora, già per principio mettere in piedi la trama di un gioco di ruolo con soli 4 personaggi (Serah, Noel, Caius e Yeul) è assurdo, rendere i vecchi protagonisti delle comparse e vederli per esattamente 10 secondi, senza sapere da dove sia uscito quel determinato personaggio, è ancora peggio. Fortunatamente i creatori si son degnati di creare ora mondi più esplorabili con missioni secondarie e maggior libertà d’azione. Il risultato? Missioni da compiere senza una logica, enigmi inutili, anzi utili solo per allungare la bassissima longevità del titolo (20 ore, forse è un record) e innervosire il giocatore. A questo punto il giocatore medio chiede a gran voce il ritorno ai canoni di SNES e PS1 o remake dei capitoli vecchi…. e Square, ascoltando la sua richiesta, annuncia… il terzo capitolo di FFXIII! Ma come siamo felici! Tra l’altro le prime immagini mostrate mettevano in evidenza il ritorno delle locande in cui riposarsi e comprare oggetti come se queste fossero la vera rivoluzione. No davvero, pensate che il problema degli ultimi capitoli fosse questo, le locande?? Una mappa del mondo, combattimenti da classico gioco di ruolo e una storia che non parli di argomenti assurdi e infantili nel tentativo di mandare in confusione il giocatore, che arresosi penserà di essere lui stupido nel non capirci una mazza, questi sono i problemi. Inizialmente devo dire però che XIII-2 non mi dispiaceva, vedere una vastità simile di mondi nella mappa dell’historia crux mi aveva reso felice…purtroppo poi, l’infelice scoperta nel vedere che i luoghi visitabili erano solo 6-7, che si ripetevano in epoche diverse ma senza differenze sostanziali. A completare il tutto, un finale pessimo, ma così tanto che i miei vicini pensavano di aver avvistato un ufo vedendo un disco volante uscire dalla mia finestra.

Tralasciando le scelte incredibilmente pazze come far uscire Type-0, capitolo promettente, solo in Giappone su PSP, per poi venderlo da noi su PSvita non si sa nemmeno quando, i DLC che possiamo tranquillamente vedere su youtube in 10 minuti ed episodi insulsi come quelli su Android (un FF di 20 anni fa a 17 euro, mmm rapporto qualità/prezzo ottimo non c’è che dire) o Rhythm e social game da mani nei capelli, qualche cosa negli ultimi Final Fantasy si salva, ma è sola in mezzo a mille oscenità e quindi rimane oscurata. Che dire, speriamo che qualcuno si accorga di quel che Square Enix sta combinando e li riporti sulla retta via, ma vedendo i giochi che vanno di moda ora (pistole, sangue e multiplayer online) difficilmente vedremo un radicale cambiamento nella serie a cui sta andando dietro anche Kingdom Hearts.

A cura di Simone Blasotta

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