Rubrica

Eravamo quattro amici al PAD #3 speciale GDC 2013

Riprendiamo dopo settimane di pausa, inserire qui una scusa a caso, le nostre chiacchierate in stile pensionati al bar di paese che parlano dell’ultima partita a bocce, dei lavori alle falde acquifere interminabili, del tanto amato personaggio politico e della squadra di calcio del paese che non ne vince una. Ecco immaginateci così, 4 amici al bar che si raccontano i pettegolezzi dell’industria videoludica, della sua situazione attuale, di quanto sia realmente muscoloso Cliffy B., se EA c’è o ci fa, di quanti realmente si divertono con il simulatore di trattore o quanto il nostro collega videogiocatore-dittatore Kim Jong-un abbia giocato Homefront e Fallout. Ecco, ora che ci siamo inimicati il settore e la Corea del Nord possiamo ripartire con la nostra rubrica.

Questa volta ci dedichiamo alla GDC ’13, anno dopo anno sta diventando sempre più interessante, anche se rimane un evento particolarmente di nicchia riservato a chi dei videogiochi vuole scoprire aneddoti e chicche sulla produzione. Tra Joakim/Hideo Kojima a rivelare Metal Gear Solid V e Fox Engine, Sony che svela i dettagli di PS4, sviluppatori che seppelliscono il loro gioco nel deserto e donnine post-IGDC questa edizione ha fatto parlare di sé. 

 

Torniamo indietro nel tempo… “Doodly Doodly Doop”

Chi segue gli eventi videoludici saprà che sono sempre accompagnati da strani personaggi che per un motivo o per un altro ci rimangono in testa (ve lo ricordate Mr. Caffeine alla conferenza Ubisoft all’E3 2011?). Oltre a Kojima, che è un personaggio che può permettersi di ricevere tonnellate di applausi entrando in scena fasciato come Joakim, ha fatto discutere la presentazione del nuovo gioco di Jason Rohrer. Perché? perché ha affermato di aver seppellito il suo titolo nel deserto del Nevada, A game for someone deve essere trovato e giocato solo tra 2000 anni dal videogiocatore perfetto. Un genio, ehi, a nessuno di voi era mai venuta in mente un’idea simile, vero? Semplicemente perché non siete una mente come Rohrer e non siete gli eletti! Io prendo pala e secchiello e lo vado a dissotterrare, sia mai che trovo le copie di E.T. per Atari 2600…

A cura di Riccardo Rossi

 

Il mistero (o meglio, la trollata) di Kojima

Finalmente nel corso della GDC, Kojima ha svelato una volta per tutte che – in realtà – Metal Gear: Ground Zero e The Phantom Pain sono parti di uno stesso gioco, che risponde al nome di Metal Gear Solid V. I dubbi si erano generati fin dalla presentazione di The Phantom Pain. Sinceramente, credevo (o forse speravo) si trattasse di un capitolo esclusivo per PS Vita, ma così non è stato. Tuttavia, permangono dei dubbi circa la verità di queste affermazioni. Difatti un componente del team che fa capo al Maestro Kojima, avrebbe dichiarato a Computerandvideogames.com che Metal Gear Ground Zero e The Phantom Pain non sarebbero altro che due giochi completamente distinti o meglio separati tra loro. Ora mi chiedo: Kojima sta bleffando oppure il suo collaboratore non si è accorto che il dilemma è stato svelato al mondo intero? Si tratta di un nuovo bleff di Kojima? Aspetto nuove delucidazioni in merito…

 

L’annuncio di Battlefield 4, riflessione su single e multiplayer

Adesso, passerei all’annuncio di Battlefield 4. Rappresenterà la “rinascita” degli FPS moderni? Rinascita suona decisamente male, se consideriamo che brand come Battlefield e Call of Duty continuano a vendere milioni di copie, nonostante vi sia più di qualcuno a recriminare la “monotonia” delle due serie, che spingono a migliorarsi graficamente (facendo gara all’ultimo pixel) e a puntare in maniera decisamente assidua sulla componente multiplayer. E il singleplayer dov’è finito? È destinato a scomparire? Io dico no! Non sono assolutamente d’accordo. A mio modesto parere, il singleplayer è l’essenza di un videogioco che si definisca tale. Un videogioco si ricorda per le emozioni che la storia è in grado di trasmettere, mentre il multiplayer risulta sicuramente divertente però alla fine in merito di emozioni non ti lascia niente, ma solamente adrenalina.

A cura di Marino D’Angelo

 

V HAS COME TO, vabbè andiamolo a prenotare intanto

Cos’è The Phantom Pain? Il nuovo Metal Gear, diranno alcuni, ed hanno ragione. Peccato che tutti sapevamo che il quinto capitolo ufficiale della serie Metal Gear Solid si sarebbe dovuto chiamare Ground Zero! Cos’ha fatto quel malandrino di Kojima? Alla GDC, ha mostrato un trailer della durata di cinque minuti, in cui, alla fine, compaiono le tre parole chiavi (MGS) sovrascritte dalla scritta THE PHANTOM PAIN. Da qui il caos sul web. Infatti sembra che il nuovo capolavoro, sarà diviso in vari atti, un po’ come il IV (liquid sun, solid sun ecc), peccato che Big Boss, passerà la bellezza di nove anni in coma. Da qui magari anche la scelta di cambiare il leggendario doppiatore di Snake? In ogni caso, consiglio a tutti, anche ai non fan della saga di andare a vedere il video, perché è davvero spettacolare, pieno di citazioni e domande che attendono una risposta, primo fra tutti una frase uscita negli ultimi secondi: “V HAS COME TO”. Quel V cosa indicherà? Un nemico leggendario? Il quinto capitolo della saga? Tante domande, zero risposte. Io in ogni caso, aspetto l’annuncio della limited, e se occorre comprerò anche una Playstation 4 al lancio, ma devo giocarci obbligatoriamente. Voi invece cosa state facendo? Avete già messo i soldi da parte oppure state giocando a Call of duty? Fateci sapere la vostra impressione con un commento!

A cura di Gianmarco Tufarelli

 

Sotto la pioggia, non pesante questa volta

Durante la GDC di quest’anno è stato presentato un nuovo video che mostrava il gameplay di Rain, particolare titolo sviluppato da Acquire, SCE Japan Studio e Playstation C.A.M.P. Anche se in passato è già stato mostrato qualcosa, il filmato svelato durante questo evento offriva non poche novità. Come ben ricorderete, in Rain il protagonista, un bambino in cerca di una ragazza, può essere visto solo quando si trova sotto la pioggia, mentre in zone dove questa è assente sarà invisibile. Nel trailer si nota come questa “abilità” sia necessaria per sopravvivere a strani esseri che inseguono il giocatore, solo quando si riparerà in zone senza pioggia infatti questi cesseranno di rincorrerlo. A quanto pare non sarà possibile attaccare questi nemici, anche se nel video sembra apparire ad un certo punto quella che sembra una pistola, anche se non viene mai usata. Da questo si evince che il titolo si incentrerà su azioni stealth (visto che anche quando si è invisibili se si urta un oggetto i nemici nelle vicinanze saranno subito allertati), ma essendo un titolo d’avventura, sicuramente non mancherà qualche rompicapo da risolvere per raggiungere determinate aree del gioco e continuare per la propria strada. Purtroppo su questo titolo raramente vengono svelate nuove informazioni, e sono presenti solo pochi trailer ed immagini a riguardo. Anche sulla trama non si sa molto, se non solo l’input, un ragazzo vede la silhouette di una ragazza nella pioggia, e inizia a seguirla, e così poco dopo anche lui diventa visibile solo quando si trova sotto la pioggia. Inizialmente nulla costringe il protagonista a seguire la ragazza, anche se è molto probabile che dopo il suo cambiamento decide di continuare per chiedere spiegazioni alla suddetta. In sintesi, ora come ora su questo titolo c’è ancora molto mistero, ma dall’idea di base non possiamo che sperare che venga fuori un ottimo e particolare titolo, che già dal primo trailer ha conquistato sicuramente molti giocatori. Anche io in tutta sincerità sono stato “rapito” dal gioco, soprattutto per la particolarità del personaggio di essere visibile solo nella pioggia, meccanica che potrebbe sicuramente creare qualcosa di interessante. L’unico aspetto che ancora non mi convince, come avrete capito, è la trama, non sembra molto “forte” inizialmente, ma molto casuale. Un ragazzo vede una ragazza e la insegue. Perché? Non c’è nessun motivo, almeno per ora. Certo, potrebbe essere semplice curiosità, ma è comunque una “scusa” che non tiene. Dopo è anche accettabile che il protagonista decida di continuare il suo inseguimento, perché può pensare che se la trova, la ragazza potrebbe fargli capire come tornare normale o quantomeno cosa sta succedendo. Per questo motivo aspetto, come altri, nuove informazioni sia sul gioco che sulla trama, in modo tale da avere un quadro più completo della situazione e poter giudicare bene il prodotto. Infatti se mi dovessero chiedere se in futuro acquisterò il titolo, per ora non potrei rispondere, anche perché di solito non compro giochi dopo qualche trailer (solo in rarissimi casi, se mi piace la saga di un gioco appena uscito per fare un esempio). Non c’è dubbio che sicuramente questo Rain ha stuzzicato la mia curiosità, e voglio proprio vedere come continueranno i lavori su questo progetto.

A cura di Francesco Giordano

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