Rubrica

Eravamo quattro amici al PAD #2 – Pokèmon, Far Cry, Wizardry e novità!

Secondo numero di Eravamo quattro amici al PAD e abbiamo già una novità! A fine articolo, dopo i capitoli dei singoli redattori, c’è una spazio interamente dedicato ai vostri racconti. Aprite un foglio di testo e scrivete tutto quello che avete in testa riguardo ai videogiochi che state giocando, unica regola: niente peli sulla lingua. Liberatevi, sfogatevi, diteci tutto quello che volete. Mandate il vostro pezzo in formato “.doc” all’indirizzo redazione@kingdomgame.it e farete parte dei nuovi numeri di Eravamo quattro amici al PAD. Ma bando alle ciance, questa volta Riccardo Rossi ci parla di Pokémon Nero, Riccardo Cantù di un ottimo trittico, Francesco Giordano di Wizardry Online e Calvinator2 ci racconta, silenziosamente, di Dishonored e Deus Ex Human Revolution.

 

Voglio tornà bambino!

Sotto le feste natalizie, approfittando dell’ennesimo sconto, mi sono portato a casa un 3DS, insieme ad un recente titolo di una serie che da piccino mi appassionò moltissimo. L’ultimo Pokémon che giocai fu Rubino nel 2003, a dicembre ho giocato a Pokémon Nero e, sarà l’età, sarà che il gioco è sostanzialmente identico, non mi ha divertito come mi sarei aspettato. Avviato il gioco per la prima volta l’emozione è tanta, solita cameretta, solita madre, solito “Doc” che vuole avere dati di settordicimila Pokémon perché non ha nulla da fare nella vita se non studiarseli tutti. Ma va bene così, è Pokémon, “Gotta cath ’em all!”, ma personalmente trovo banali i design dei mostriciattoli di queste ultime generazioni, inarrivabili i primi. Inoltre i leggendari sono troppi e perdono il miticismo tipico di quando anni fa se ne incontrava uno davvero raro. Dopo l’emozione iniziale dovuta ai ricordi, l’avventura non mi ha intrattenuto come immaginavo, la noia è prevalsa e i PkM Center si sono arricchiti grazie a tutti i repellenti che ho acquistato. Dopo aver catturato i 4/5 Pokémon della zona il mio interesse era quella di arrivare il prima possibile alla nuova città curioso di scoprirla, tristezza una volta giunti a destinazione e scoperto che questa è priva di utilità o con pochi NPC. Domanda per voi: Quindi questo Pokémon non mi è piaciuto molto, dite che Pokémon Nero 2/Bianco 2 potrebbe piacermi? O i problemi sopraccitati rimarrebbero?

A cura di Riccardo Rossi

 

Mese in compagnia di Hayabusa con il Lollipop che Piange Lontano… in qualche mappa Rivoluzionaria

Benvenuti a questo primo appuntamento con 4 amici al PAD per il 2013. Spero che l’anno nuovo per voi (almeno videoludicamente parlando) sia partito bene quanto il mio! Già! Perché in questo primo mese dell’anno ho potuto giocare già 3 titoli che mi sono più o meno piaciuti tutti. Partiamo con la versione WiiU di Ninja Gaiden 3 denominata Razor’s Edge (di cui troverete presto la recensione su queste pagine!) che risolve un po’ tutte le problematiche che affliggevano l’originale uscito l’anno scorso su Ps3 e 360. Ritornano le armi letali che da sempre avevano caratterizzato la serie, ritornano le mutilazioni sui corpi dei poveri malcapitati di turno e ritorna l’alta difficoltà che da sempre era stata uno dei principali motivi di amore (ed odio) dei fan verso questa serie. Permane invece una trama abbastanza piatta e un comparto tecnico che di certo non fa gridare al miracolo per un titolo sicuramente godibile ma che non è, nemmeno stavolta, quel capolavoro che gli estimatori delle avventure di Ryu Hayabusa si aspettavano. Il secondo titolo che ho avuto modo di giocare è stato Lollipop Chainsaw, altra piccola perla sfornata dalle menti di Suda51 e di Grasshopper Manufacture che riesce ad unire un gameplay semplice ma divertente ad una storia e a delle situazioni completamente fuori di testa il tutto condito dallo stile unico della software house. L’unico problema è l’eccessiva brevità della campagna composta da soli 5 capitoli per un totale di 4 o 5 ore di gioco, un vero peccato. Ma passiamo al gioco che più di tutti mi ha regalato soddisfazioni ed emozioni in questo Gennaio 2013. Già dal suo annuncio all’E3 del 2011 mi aveva colpito per la sua magnificenza tecnica e per il suo gameplay frenetico ma allo stesso tempo viscerale, senza parlare dell’incredibile caratterizzazione di alcuni personaggi già mostrata in quel trailer. Sto parlando di Far Cry 3, l’ultima, grande fatica di Ubisoft che è riuscita a ripensare questo brand andando a limare TUTTI i difetti del precedente capitolo per confezionare un prodotto ECCELLENTE sotto OGNI punto di vista. Una trama adulta e ben raccontata, colpi di scena frequenti, dei personaggi memorabili, un gameplay ragionato, divertente, vario e perfettamente calibrato uniti ad un comparto grafico e sonoro di prim’ordine chiudono il quadro di un gioco che lascerà DAVVERO il segno nei cuori di chiunque decida di dargli una possibilità. Chiudo parlandovi anche della mia esperienza con il DLC di Call of Duty Black Ops II, Revolution. Si tratta di un DLC che, al costo abbastanza elevato di 15 euro, garantisce l’accesso a 4 mappe Multiplayer di eccellente fattura (soprattutto Grind, Downhill e Mirage, nutro ancora qualche dubbio su Hydro), un’intricatissima e sconfinata mappa per la modalità zombie denominata Die Rise, la modalità Turned ovvero la possibilità di giocare per la prima volta nei panni degli zombie , davvero molto divertente e, per la prima volta in assoluto, un’arma, un’ibrido tra una mitraglietta e un fucile d’assalto, il PeaceKeeper (o Paciere che dir si voglia) che, fugato qualsiasi dubbio sul suo essere un fucile eccessivamente OverPowered, si attesta nella media delle armi disponibili nell’ultima incarnazione del brand di CoD senza stravolgere nulla. Un ottimo pacchetto se si riesce a soprassedere sul suo prezzo.

A cura di Riccardo Cantù

 

Con il prete curatore nei dungeon

Da quando è stato annunciato, ho atteso con molta ansia Wizardry Online, capitolo MMO dedicato all’omonima saga RPG. Proprio perché sono un fan di questo gioco ho seguito lo sviluppo con interesse, partecipando anche alle beta tenutesi prima della versione completa. Sinceramente, questo titolo si sta mostrando proprio come me lo aspettavo, nonostante la grafica non sia questo granché, il gioco ricalca molto la versione Giapponese. Se avete giocato a qualche versione Nipponica di Wizardry riuscirete a capire meglio il tutto, visto che sono presenti alcuni elementi in comune, come i punti bonus casuali che riceverete prima di creare un personaggio. Trattandosi di un dungeon crawler, è inutile dirvi che i luoghi che esplorerete saranno pieni di pericoli, tra nemici e trappole dovrete sicuramente tenere gli occhi aperti, soprattutto per lo spettro della morte permanente. Eh già, una delle caratteristiche che ha reso famoso questo MMO è proprio questa, ma, come si suol dire, è più facile a dirsi che a farsi. Non sarà facile morire, soprattutto inizialmente, ma anche se riuscirete in questa impresa non abbiate paura, avete due tentativi per tornare in vita, inoltre potete usare oggetti e soldi per aumentare le probabilità di resurrezione. La mia avventura è iniziata dopo parecchie ore di tentativi di ottenere un bonus statistica alto, peccato che la mia fortuna sembra essere andata in vacanza, visto che più di 15 non sono riuscito ad ottenere (sapete, avevo appena letto su un forum che qualcuno aveva ricevuto dopo 1 ora e mezza un bel 56, mentre io dopo parecchie ore al massimo ero riuscito ad ottenere un misero 15). Visto che amo molto le skill di cura, ho scelto ovviamente la classe Priest, e come razza il Dwarf visto che si coniuga molto bene, ma se la classe scelta non vi piace, potrete cambiarla più avanti e portare anche alcune abilità con voi. I nemici non vi daranno molti punti esperienza, la cosa più conveniente da fare è accettare le quest, visto che alcune sono ripetibili. Diversamente da altri giochi, qui gli MP e gli HP non si recupereranno automaticamente, solo con oggetti, dormendo in una locanda oppure con magie. Questa è una cosa che mi è piaciuta molto, visto che tenere d’occhio le barre serve a qualcosa, soprattutto quando si apre un baule perché, come è giusto che sia, potrebbe scattare una trappola esplosiva che vi uccirerà.
Purtroppo, una cosa negativa della versione Giapponese di Wizardry è l’aumento di livello. Come nei vari giochi, anche in questo MMO le statistiche aumenteranno casualmente e, purtroppo, non come negli altri giochi che aumentano solo le
caratteristiche base, qui alcune potranno addirittura diminuire. E può diminuire qualsiasi statistica, anche quelle principali per la classe che state utilizzando (anche se ho notato che capita difficilmente, tipo, se siete un mago è più difficile che diminuisca l’intelligenza, ma può sempre capitare). Inoltre sarete in grado di diventare dei criminali, uccidendo i png della città o altri giocatori fuori da un PvP, diventerete dei ricercati e dovrete nascondervi per non farvi sbattere in galera. Inoltre con il tempo riceverete una taglia e molti vi verranno a cacciare per ricevere una ricompensa. Tutti questi elementi aumentano la necessità di creare un gruppo, soprattutto quando si deve esplorare un nuovo dungeon, insieme ad altri giocatori con classi diverse riuscirete a sopravvivere a qualsiasi tipo di situazione. Ed è proprio questa la cosa che mi piace di più di Wizardry Online, non si crea un party solo perchèci sono nemici forti, ma soprattutto perchè da soli molte situazioni diventano pericolose, senza un ladro ad esempio, potete rischiare di attivare la trappola di un baule ed avvelenarvi, senza un priest non potete curare questo status alterato o curare i vostri HP se avete finito gli oggetti curativi. Che dire, se amate i dungeon crawler e le sfide, forse questo MMORPG farà al caso vostro!

A cura di Francesco Giordano

 

Il capitolo degli utenti

 

I giochi dal sapore old-gen

Queste ultime due settimane le ho passate in compagnia di due giochi che mi sono piaciuti davvero molto, due giochi che non vanno solo giocati, ma ragionati, studiati, per certi versi anche vissuti; sto parlando di Dishonored e Deus Ex: Human Revolution.
Era dai tempi della play 2 che non mi trovavo così impegnato per superare un determinato punto senza farmi scoprire, giocati entrambi al livello di difficoltà massimo e con un approccio stealth mi hanno regalato davvero grosse soddisfazioni, i livelli in entrambi i giochi sono ampi (più in dishonored) e gli approcci con cui si può avanzare sono tantissimi tanto che ambedue si possono completare senza uccisioni.
Una cosa che gli sviluppatori odierni ormai inseriscono a bizzeffe sono gli script ed ho notato con piacere che entrambi i titoli sono indipendenti da essi, controllare Corvo regala un feeling di libertà davvero raro da trovare nei videogiochi tutto ciò che il giocatore deve fare è avanzare nei livelli, come dipende solo da lui, HR da questo punto di vista è un po’ indietro, Adam è più legnoso ed impacciato, il motore che muove il titolo è vecchio e si vede ma lo stile è ottimo e riporta alla mente il grande Blade Runner, è giustificabile però visto che, se non erro, è uscito nel lontano agosto 2011.
I difetti in Dishonored sono davvero minimi e forse se fosse durato un po’ di più sarebbe stato osannato come capolavoro, in HR invece sono più marcati e sono una IA davvero penosa, il già citato comparto tecnico, e le boss battle veramente pessime che mi hanno fatto togliere un punto dalla mia personalissima scala di valutazione.
Sono titoli davvero molto belli e si trovano anche a poco, comprateli! Calvinator2 approved.

A cura di Calvinator 2

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