Recensione

WWE 13: Recensione e Analisi

Give me an Hell Yeah!

Arriva anche quest’anno il titolo Yuke’s dedicato all’intrattenimento per eccellenza targato WWE. Invece di rivoluzionare la serie lo sviluppatore ha deciso di limare gli spigoli lasciati nel precedente capitolo e di inserire una modalità che emozionerà tutti i fan di vecchia data della World Wrestling Entertainment (a quel tempo WWF) ma senza scontentare gli attuali. Il ricco roster vede la presenza di vecchie conoscenze come Mick Foley nei suoi vari alter ego, Shawn Michael, Stone Cold Steve Austin, i New Age Outlaws e superstar del presente come Sheamus, Daniel Bryan, Rey Mysterio e CM Punk. Le Divas e i wrestler disponibili via DLC accrescono il numero già elevato di presenze, oltre 80, sottolineiamo che troviamo assurda la presenza di lottatori ora in attività resi disponibili solo a pagamento come contenuto scaricabile, come Ryback.
 

Raw is War

L’Attitude Era è stato il periodo della WWF come conseguenza della Monday Night War, una guerra di ascolti tra la WCW e la federazione di Vince McMahon iniziata nel 1997 e conclusa nel 2001. Sicuramente il momento di svolta nella storia del wrestling, questo periodo vede nella sua forza la crudezza dei match e le faide, soprattutto quella tra Stone Cold e Mcmahon, vero simbolo del periodo attitude. Attitude Era è la nuova modalità di questo capitolo che ha sostituito Road to Wrestlemania. Qui ripercorriamo gli eventi tanto discussi di quel periodo rivivendo i match più importanti che hanno segnato le fasi della rivoluzione, segmenti divisi in base ai protagonisti ci fanno avanzare in una serie di incontri. Questi possono essere preceduti da un montaggio che ci riassume il motivo per cui siamo arrivati a quel punto, aiutati da un narratore e filmati originali. Invece di farci combattere banalmente come in un qualsiasi altro incontro Yuke’s ha pensato bene di mettere alcuni obiettivi da completare in modo da ricreare i match originali, per esempio durante l’incontro Shawn Michaels vs Bret Hart a Survivor Series dovremo intrappolare Bret nella Sharshooter in modo da ricreare il famoso screwjob di Montreal. Tutto questo per la gioia di chi ha vissuto quel periodo, infatti si ritroverà tra la creazione digitale di quelle situazioni, il commento storico di Jim Ross e Jerry Lawler, una gran quantità di sbloccabili, filmati e immagini. Ma anche i fan più giovani ne possono godere, per scoprire un periodo diverso della WWE con quello che si avvicina ad un documentario giocabile a lei legato.
 
Mankind Taker
 

Best in the world

Torna WWE Universe con qualche rifinitura e aggiustamento, è sempre presente un calendario con diversi match per ogni roster, sta a noi decidere come gestire tutto l’universo. Possiamo preferire una superstar piuttosto che far decrescere la popolarità di una che non sopportiamo, è possibile intervenire in un incontro martoriando chi vogliamo. Le amicizie e gli odi aumentano e così le situazioni cambiano e intervengono le cutscene durante un incontro. Possiamo mettere le mani sulle cinture e assegnarle a chi vogliamo, oppure creare un nostro roster. Ovviamente sempre presente l’immensa personalizzazione, possiamo sbizzarrirci creando la superstar più assurda oppure una che ci somiglia, aggiungendoci una mossa che ci piace e un’arena dedicata. C’è da dire che qui le novità sono poche, le personalizzazioni sono le medesime ma la quantità rimane elevata.

It’s time to play the game!

Chi non acquista la serie da qualche anno impiegherà diverso tempo per familiarizzare con i controlli, innanzitutto le prese sono assegnate alla X (o A su Xbox 360) e la levetta sinistra ci permette e eseguire le manovre, invece con quella destra ruotiamo l’avversario o lo spostiamo, in modo da decidere se infierire sulla schiena o portarlo alla terza corda di un paletto. R1 attiva il sistema bersaglio arti, questo permette di eseguire una mossa in grado di gravare su una singola zona del corpo: testa/busto, braccia o gambe. Ognuna di queste ha un effetto secondario, se la testa ha danni elevati aumenta la possibilità di essere storditi, se lo fossero le gambe la velocità viene ridotta, ecco quindi che entra in gioco un aspetto tattico poco presente in passato. In base allo stile di combattimento del nostro avversario e del nostro dobbiamo pensare di agire in modo da averla vinta più facilmente. Finalmente, come nel capitolo precedente, grazie alla Predator Technology l’azione è più fluida e veloce, se l’avversario è ancora in forma questo si rialzerà subito e potremo combinare manovre senza dover aspettare. Questo rende gli incontri entusiasmanti come quelli della federazione. In aggiunta ci sono le contromosse che aumentano questa sensazione, bisogna trovare il momento giusto altrimenti questa non avviene. Il tutto ci aiuta ad evitare il button smashing a favore di una scelta più corretta delle tempistiche. Inoltre gli scambi di contromosse possono avvenire grazie ad un IA migliorata da questo punto di vista. Infine vanno citati i momenti OMG!, con una mossa finale disponibile possiamo attivare queste animazioni interagento con alcune zone predeterminate dell’arena.
 
OMG!
 

Capezzoli poligonali

L’online rimane la componente più problematica, la maggior parte dei match che abbiamo disputato presentavano un pesante lag tale da rendere le partite poco godibili, andando a rendere i contrattacchi impossibili da effettuare a causa di un mancato rilevamento oppure a distorcere la reale velocità della barra del Pin. È stata aggiunta l’opzione Fair Fight che impedisce i match con i furbacchioni che usano le superstar create con le statistiche al massimo, peccato che il problematico matchmaking e le poche sessioni non aiutino a trovare facilmente match compatibili. Se questo non bastasse ci siamo ritrovati due volte con le statistiche azzerate.
Tornando a parlare dell’IA, questa è sicuramente più sveglia del passato ma l’abbiamo vista diverse volte imbambolarsi o camminare contro il ring. Le fattezze dei wrestler sono in buona parte di alta fattura, tra questi si possono nominare Brodus Clay, Undertaker e The Miz. Peccato per le innaturali animazioni dei movimenti e del labbiale.

I pro

  • Gameplay rifinito, azione più fluida e veloce
  • La WWE più vicina che mai
  • Il roster

I Contro

  • Gli assurdi DLC con le superstar ora in attività
  • Online problematico
  • Alcune animazioni sono poco naturali
  • IA da rifinire

Voto Globale 8

WWE '13 è un vero e proprio insieme di emozioni grazie all'Attitude Era, punto forte di questa edizione, sia per chi ha vissuto quel periodo sia per chi vuole conoscere la storia della WWF/WWE. Allo stesso tempo è consigliato a chi apprezza il WWE Universe che si impreziosisce di qualche nuova opzione. La serie si avvicina sempre più allo spettacolo televisivo, peccato per alcune animazioni, un'IA da rifinire e un online non all'altezza.

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