Recensione

WRC 3: Recensione e analisi

 Recensire un prodotto di buona fattura è sempre un compito che viene fatto di buon grado. Ma recensire un videogioco non solo di buona fattura, ma anche tutto italiano, rende la cosa ancora più bella (sebbene carichi di responsabilità). WRC 3 è il tanto atteso titolo di rally della ormai nota Milestone, eccellenza italiana nel campo videoludico del racing. Vediamo insieme tutte le caratteristiche del titolo.

Solo Rally

Il gioco è un racing game esclusivamente rallystico. Questo quindi può spingere all’acquisto solo una certa nicchia di appassionati in teoria, ma in pratica, grazie al buon settaggio delle difficoltà e degli aiuti, garantisce anche ai neofiti un approccio divertente ed accattivante. A partire già dal menù, colorato ed aggressivo, fino alle modalità di gioco. La modalità principale è la nuova Road to Glory, una specie di carriera dove scegliere il nome del nostro pilota e navigatore, e nella quale avventurarsi in 7 punti del mondo, attraverso gare (che permettono di sbloccare auto, livree, potenziamenti) di vario genere. Si va dalle corse a tempo classiche fino alle sfide testa a testa con i migliori piloti in circolazione ed alcuni minigiochi sbarazzini. Potremo comunque cimentarci in gare singole, Rally singolo o Campionato, nel caso in cui la modalità Road sia troppo per noi. La modalità online è stata nettamente migliorata rispetto al precedente capitolo, permettendoci di gareggiare con i “ghost” di altri 15 partecipanti (per un totale di 16).

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Ovviamente lo spirito rally deve rimanere intatto, per cui non ci si può aspettare in pista un’accozzaglia di vetture. Ed è per lo stesso motivo che anche la modalità multiplayer locale, abbandonato lo scomodo split screen, ha preferito un’approccio ad alternarsi: i giocatori proveranno uno alla volta il tracciato, conseguendo la vittoria con il miglior tempo del gruppo. Sicuramente uno dei punti di forza del titolo è la sua impressionante mole di tracciati (Milestone possiede i diritti ufficiali del World Championship, ricordiamolo!), con il ritorno in pista di Montecarlo, grande assente in questi 5 anni di rally. Un parco vetture di prim’ordine (e di tutti i tipi: dai mostri degli anni ’80 fino alle Super 2000), completamente personalizzabile negli assetti e nelle modifiche tecniche.

 

Non rompere il parabrezza!

Passando al comparto grafico e fisico troviamo, com’è normale che sia, qualche pecca. Graficamente il titolo è sicuramente migliore di WRC 2, sebbene non si possa gridare al miracolo. Le vetture sono ben realizzate, grazie anche alla bella gestione dei danni. Oltre ai danni interni, come usura delle ruote, danneggiamenti del motore e delle sospensioni, potremo rompere la vettura in quasi ogni suo punto, riducendola in un cumulo di lamiere (ben renderizzate tra l’altro). Anche i fautori della visuale interna dovranno stare attenti: il parabrezza è soggetto alle stesse conseguenze, danneggiandosi e sporcandosi. Nonostante la buona realizzazione grafica delle vetture (che non arriva ai vertici dei motori grafici migliori sul mercato, ma che di certo non sfigura) i contorni, come gli elementi di scena, i manti stradali, lo sporadico pubblico, nonchè gli elementi maggiori (come strutture ed edifici o grossi oggetti paesaggistici quali un albero, o un costone di roccia) sono a dir poco mal fatti. Rozzi e poligonali, non ricordano neanche lontanamente il dettaglio della vettura, lasciando un po’ di amaro in bocca. Ovviamente, quando saremo in gara, sfrecciando tra mille tornanti, noteremo poco la pochezza grafica del contesto, ma Milestone ci ha abituato a ben altri dettagli grafici, e la ramanzina è doverosa. 

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Sul lato fisico le opinioni, sia di critica che di pubblico sono contrastanti. Personalmente ritengo che sia stato fatto un buon lavoro, con qualche piccola sbavatura obbligatoria in un titolo tanto particolare (avete mai provato a guidare una vettura da rally? Non è facile neanche riprodurne le modalità su videogioco). La fisica della vettura è buona: soprattutto per quanto concerne i settaggi. Ogni modifica che apporteremo sulla macchina avrà le sue logiche ripercussioni sulla simulazione: abbassare come dei pazzi le sospensioni su un tracciato sterrato per esempio ci farà ballare la quadriglia su quattro ruote (e ci farà anche scassare irrimediabilmente l’auto). Ben congeniati anche gli assetti suggeriti, puntuali ed adatti ad ogni tracciato. L’auto però spesso non risponde della stessa fedeltà nella fisica del movimento. Ovviamente, per poter studiare al meglio tali caratteristiche bisognerà eliminare tutti gli aiuti disponibili, inseriti per aiutare il neofita. Abs, servofreno, controllo di trazione e così via, ci sarà tutto per evitare che il principiante distrugga il joystick urlando per la frustrazione. Una volta però entrati nel pieno della simulazione, quest’ultima non risponde come dovrebbe. I manti stradali non danno la giusta sensazione: gli asfalti sono poco aggressivi e dinamici, mentre gli sterrati sfruttano poco l’effetto pendolo che è tanto caro ai guidatori di rally durante le derapate. Anche la neve è implementata con superficialità, sembrando più ghiaia o terra bagnata. Il tutto si traduce con un modello di guida piuttosto semplice. Che però non deve stupire: il titolo è volutamente un ibrido tra arcade e simulazione. E vista la mole di lavoro (nonchè le esigenze anche commerciali) di Milestone, è giusto che abbia scelto per un approccio che potesse piacere a fette di pubblico considerevoli. Il suggerimento poi, per chi volesse rendere la sfida meno uniformata, è utilizzare un volante con pedaliera, che aumenta il picco di difficoltà e che sicuramente rende il gioco più realistico.

I pro

  • Parco vetture eccellente
  • Tracciati ufficiali e modalità Road to Glory
  • Dinamico ed immediato

I Contro

  • Grafica ancora da migliorare
  • Ibrido tra simulazione e arcade che potrebbe non piacere
  • Fisica non sempre realistica

Voto Globale 8

Il gioco di Milestone è un prodotto valido. Forse non contenterà molto gli appassionati, mentre invece riuscirà a coinvolgere i pivellini, che avranno modo di crescere assieme alla difficoltà del gioco. Le pecche evidenziate nella recensione sono normali, per una casa di produzione che deve letteralmente competere con dei giganti (sul piano tecnico soprattutto). Resta però un traguardo che Milestone porti all'estero il marchio ufficiale del WRC e lo faccia comunque con qualità.

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