Recensione

The Elder Scrolls V: Skyrim: Recensione e analisi

 

 

Quando è arrivato a disposizione della redazione il gioco Xbox 360 “Skyrim”, inviatoci dalla software house, quasi non volevo crederci: la rivelazione video ludica dell’anno a portata di mano… e di joystick. Aspettative confermate per questo ennesimo capolavoro Bethesda.

Su al Nord

Skyrim è, come tutti i titoli della saga The Elder Scrolls, un videogioco fruibile da tutti, che, sebbene avvantaggi in un primo momento i giocatori veterani (che non hanno problemi a gestire le complesse meccaniche di gioco, gestite da un tutorial bisogna dire un po’ minimalista), non presenta mai grandi collegamenti con le trame precedenti, facendo si che chiunque ci si possa avvicinare senza temere di non capire nulla. Nonostante questo però il mondo di gioco è permeato dalla storia dei vecchi capitoli. Incredibile ma vero, gli sviluppatori sono riusciti a creare un mondo completo e variegato, con una sua storiografia, con le sue leggende, con i suoi studiosi. Il nostro personaggio è un prigioniero (questa forse è una piccola pecca della serie: possibile che in 5 titoli il nostro eroe sia sempre un galeotto?), completamente personalizzabile nell’aspetto e nella razza (a disposizione: orchi, redguard, elfi alti oscuri e dei boschi, Nord, argoniani, bretoni, Khajiit, ) ma non più nelle abilità e caratteristiche, che studieremo più avanti. Una volta giunti a pochi passi dal ceppo che accoglierà la nostra povera testa scopriremo di essere compagni di sventura di Ulfric Manto della Tempesta, jarl di Skyrim (cioè Re di uno dei feudi) ed uccisore dell’ultimo Re dei Re (che come si intuisce è il capo della comunità di jarl di Skyrim, i quali sono in tutto 9). Ulfric è a capo di una rivolta che tenta di restituire la libertà a Skyrim, per troppo tempo sfruttata da un impero esoso e corrotto, il quale, dopo l’ultima guerra con gli Elfi Tamriel, si è anche permesso di abolire il credo Nord, a favore di quello elfico. Ma ecco che, proprio mentre il boia sta per tagliare la nostra testolina, appare un drago, che distrugge la cittadina dove eravamo sgraditi ospiti, permettendoci di fuggire e di proseguire la nostra avventura. E si sappia che, se i draghi sono animali abusatissimi nei fantasy, The Elder Scrolls non aveva ancora sfruttato queste creature mitiche, vere protagoniste del gioco. Il risveglio dei draghi preoccupa tutti, nessuno credeva più alle leggende che li circondavano, risalenti a migliaia di anni prima. Toccherà a l’unico in grado di ucciderli del tutto risolvere la questione: il Sangue di Drago, o Dovahkiin, o più semplicemente il nome che avremo scelto per il nostro personaggio…

 

Un gioco, un mondo

La trama si snoda in maniera molto più complessa e molto meno minimalista, ma mi perdonerete se non mi inoltro di più, sia per motivi di lunghezza, sia per non rovinarvi nessuna sorpresa. Alla trama principale si aggiungono comunque migliaia (e non esagero) di sub-quest, alcune di poco conto, ma molte altre che al contrario influiscono pesantemente sul mondo di gioco, evolvendo ancora di più la complessità del sistema di scelte. Sono presenti missioni di gilda (dei ladri, della Confraternità oscura, dei “compagni”, dell’Accademia magica, nonché bellissime missioni Daedriche, nelle quali ci metteremo al servizio delle capricciose divinità dell’Oblivion) in grandi quantità, ed in ogni caso Todd Howard, director Bethesda, ha assicurato un numero infinito di quest. Proprio così, a seconda del nostro livello in una determinata skill, del tipo di reputazione che godremo in un determinato luogo, etc. ci saranno sempre proposte quest “randomiche”, una volta finite tutte quelle messe a disposizione dagli sviluppatori. Il gameplay comunque non finisce solo nella tipologia di missioni che ci vengono proposte. A disposizione del nostro eroe ci saranno infatti centinaia di oggetti ed armi, molti costruibili e creabili in maniera totale: si potrà estrarre qualsiasi minerale, scuoiare gli animali da pelliccia, trasformare i metalli in lingotti ed infine costruire armi, armature e gioielli (tutto con le dovute skill). Sarà possibile anche sposarsi, avere dei compagni d’arme, acquistare casa, arredarla, viaggiare su carro e su cavallo (sebbene i movimenti degli equini non fanno proprio impazzire). Torna prepotentemente anche l’alchimia, attraverso la quale produrremo tantissimi tipi di pozioni, utilizzando il solito collaudatissimo sistema che ci consente di unire almeno due diversi ingredienti, caratterizzati da uno stesso effetto, per produrre una pozione con la stessa proprietà, ma potenziata. Inutile dire che il mondo naturale di Skyrim offre una quantità spropositata di ingredienti, per la gioia di tutti gli erboristi. Sarà possibile cucinare, cosa utile per chi ama utilizzare il cibo per recuperare i punti vita. Il cibo infatti, se crudo, apporta pochissimi PV, al contrario dei piatti cucinati, veri surrogati delle pozioni di cura. Sarà possibile poi anche incantare armi ed armature, con la giusta abilità ed il giusto numero di gemme dell’anima. Altro punto a favore del gameplay è la rimozione dell’usura degli oggetti, che finalmente non dovremo stare a portare dal fabbro ogni due scontri. Le armi incantate invece hanno mantenuto il numero di “cariche” prima di perdere le proprietà magiche (che potranno comunque essere ricaricate).

Il sistema di combattimento è anch’esso nettamente migliorato, permettendoci di maneggiare armi, scudi ed incantesimi scegliendo personalmente le mani da usare. In poche parole ci saranno interessanti combinazioni: oltre alle armi a due mani ed al classico “arma & scudo”, potremo usare due armi ad una mano, un’arma ad una mano ed un incantesimo o addirittura due incantesimi. Incantesimi che, assieme ai colpi inferti ai nemici, sono migliorati moltissimo nella visualizzazione e nel momento del lancio (movimenti fluidi e complessi, che richiamano alla mente quelli che potrebbero essere i gesti di un vero mago). Nonostante questo, e la presenza di scene finali in slow motion (riprese chiaramente da Fallout) i combattimenti restano a tratti un po’ semplici e confusi, ma mai noiosi (ed a difficoltà media anche rognosi!). Non scordiamoci poi della possibilità di usare gli “Urli”, antiche parole draconiche che sprigionano devastanti poteri. Fanno parte della nuova ambientazione nordica di Skyrim e possono essere usati spingendo il grilletto destro. Gli Urli verranno imparati trovando le parole del potere sparse per il mondo (60 in tutto, per 20 Urli totali, visto che ognuno racchiude in se tre parole, diventando così via via più potente) e potranno essere usati una volta sbloccati con l’anima di un drago. Proprio così, i draghi sono animali presenti in Skyrim come possono essere i lupi o le galline (con una frequenza minore, ma pur sempre casuale). Non dispiacetevi nell’ucciderli, quando vi daranno fuoco comparendo dal nulla mentre state raccogliendo pacificamente erbe per un alchimista, proprio come è successo a me, avrete voglia di estinguerli tutti.

Unico neo nel gameplay è la scomparsa della presenza delle abilità. Adesso infatti il personaggio avrà determinati punteggi nelle abilità solo grazie alla razza ed all’uso, senza possibilità di aumentarle ad avanzamento livello. Potremo solo scegliere se aumentare di 10 la salute, il mana o il vigore, e riceveremo un punto da utilizzare per sbloccare determinati bonus assegnati ad ogni costellazione-abilità. È stata anche tolta la necessità di dormire per salire di livello. Non è proprio felicissima come mossa, considerando che ci è capitato di affrontare varie missioni non attivabili senza dormire (Confraternita Oscura su tutte), ma se dormire diventa quasi inutile molti giocatori potrebbero benissimo non farlo. Quindi vi diamo un consiglio: ogni tanto fatevi un pisolino!

 

Atmosfere vichinghe

La grafica di Skyrim non è forse delle più eccelse. Manca in The Elder Scrolls V qualche dettaglio, la definizione di molte texture ambientali (specie quelle piccole) e sono presenti piccoli fenomeni di popping. Ma queste sono delle mancanze necessarie e non delle critiche. Il mondo giocabile è troppo vasto, le intelligenze artificiali coinvolte troppe e troppo complesse per poter avere anche una grafica che riesca a farci impallidire. Nonostante tutto è migliorata nettamente rispetto ad Oblivion e presenta delle sue peculiarità. Innanzitutto non cala mai di frame, cura benissimo i fondali, le skin facciali e quelle di armi ed armature. Presenta bellissimi giochi di luce, ottime rappresentazioni dell’acqua ed anche della neve, elemento spesso ostico. Inoltre sono state riprodotte in maniera stupenda le precipitazioni di tutti i tipi, regalandoci momenti davvero epici, quando un drago tenta di dilaniarci nel mezzo di una bufera di neve. L’ambientazione quindi, tipicamente nordica, è ben fatta e soddisfacente, se a tutto questo aggiungiamo poi una profondità notevole anche negli spazi aperti, possiamo ritenerci appagati. Le musiche ricalcano le ambientazioni sopra citate, si sposano bene con trama e situazioni di gioco, ed immergono completamente il giocatore. Un complimento poi alla canzone principale, esaltante e scritta e cantata in lingua Nord!

Sulla longevità non credo ci sia nulla da dire, se non ricordarvi le mie parole di poco fa: quest infinite. Se ci aggiungiamo un numero di quest principali e secondarie ufficiale che si aggira intorno alle 300 ore credo che bisognerà calcolare quanto sia longevo il giocatore, più che il gioco.

Il multiplayer è, come sempre in questa immensa saga, assente.

Conclusione

Un capolavoro totale, che ci immerge in un mondo che, per la prima volta nella storia video ludica, si evolve con il giocatore e non viceversa. Quando si parla di RPG Bethesda detta legge.

 

 

I pro

  • Vasto, eterogeneo e complesso
  • Atmosfere fantasy uniche e tanta longevità
  • Libertà quasi totale

I Contro

  • Combattimenti non proprio eccellenti
  • Dispersivo
  • Modalità di crescita delle abilità minimalista

Voto Globale 9

Diciamo che per me Skyrim è da 10. Ma per nostra fortuna l'industria videoludica (e gli RPG in particolar modo) mantiene sempre ampi margini di miglioramento, tali da rendere difficile assegnare la perfezione. Un titolo che, per chi ama considerarsi "gourmet" dei videogames, va acquistato ad occhi chiusi.

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