Recensione

The Council Episodio 1: The Mad Ones – Recensione

Arriva oggi su PS4, Xbox One e PC il primo episodio della nuova avventura interattiva di Big Bad Wolf e Focus Home Interactive, The Council. Noi ci abbiamo, naturalmente, già messo le mani sopra, e siamo pronti a raccontarvi tutto nella nostra recensione!

The Council è un’interactive drama episodica a sfondo thriller-fantastorico sviluppata dal team indipendente francese Big Bad Wolf e pubblicata da Focus Home Interactive.

Quella delle avventure grafiche è una branca del mondo videoludico che, già nella passata generazione, si è avvicinata con decisione al medium cinematografico. Da diversi anni a questa parte, oramai, si è affermata anche tra i videogiochi la struttura episodica, che ha riscosso particolare successo nelle avventure fortemente incentrate sulla componente narrativa. The Council è l’ennesimo progetto che si avvale di tale formula. I ragazzi francesi di Big Bad Wolf – forti di un curriculum che li vede coinvolti in progetti di tutto rispetto, come i due Watch Dogs, Far Cry 3, Rainbow Six Siege e Child of Light – sembrano volerci portare un’interactive drama fortemente incentrata sulla narrativa e sulle scelte del giocatore, ma non solo. Al mistero e al fascino di un’immaginario fantastorico intrigante e curato, il giovane team ha accostato una formula di gioco che tenta di scongiurare la passività congenita a gran parte degli esponenti del genere, mediante l’introduzione di alcune basilari features tipiche degli RPG. Ma procediamo con ordine.

The Council Episodio 1: The Mad Ones

La vicenda ha inizio quando il nostro alter-ego, Louis de Richet, sbarca su un’isola al largo delle coste dell’Inghilterra.

L’isola dei misteri

The Mad Ones è il primo di cinque episodi previsti per The Council. Siamo nel 1793, e vestiamo i panni di un giovane aristocratico francese, Louis de Richet. A seguito di un breve prologo intriso di mistero e che ci introduce al classico sistema di scelte su cui si modella la narrativa, la vicenda si apre con l’approdo del nostro alter-ego su un’isola al largo delle coste dell’Inghilterra. Un invito ricevuto da un misterioso individuo, Lord Mortimer, riunisce svariate personalità presso la di lui magione. Tra queste troviamo illustri personaggi del calibro di George Washington e Napoleone Bonaparte, con i quali ci troveremo a dover interagire. Le motivazioni dell’invito, così come le reali intenzioni degli ospiti, si celano dietro quel velo di mistero che aleggia come uno spettro per tutto l’arco dell’episodio. Ciò di cui veniamo a conoscenza è che la madre del protagonista, Sarah de Richet, pare essere scomparsa sull’isola. Ed ecco la motivazione che ci porta ad investigare ed interagire con i presenti. Dietro la figura della donna – e non solo – si cela una setta segreta, denominata Golden Order. Questa sembra essere in possesso di informazioni preziose e riservate. Segreti di stato, ricerche mai rivelate: è l’inizio di un intreccio fitto e oscuro, che spazia dal thriller alla fantastoria, sino ad affacciarsi timidamente al paranormale. Per quanto la vicenda ed i personaggi riescano, nel complesso, ad incuriosire, non mancano affatto le forzature e i clichè. Lo stesso Lord misterioso ed apparentemente senza un volto che riunisce personalità di spicco presso una sua proprietà per una sconosciuta ragione, rappresenta un elemento di trama piuttosto abusato. Come potrete facilmente comprendere, fornire un giudizio definitivo sulla narrativa a questo punto non è affatto possibile. Pressoché tutto è lasciato in sospeso, e solo i prossimi episodi sapranno delucidarci meglio in merito all’efficacia del plot ed al reale impatto delle scelte che abbiamo preso. Quel che possiamo dirvi ad ora è che questo incipit pone tutte le basi per uno sviluppo interessante, pur giungendo a qualche compromesso in termini di originalità. E anche di lingua, poiché – manco a dirlo – non è presente la localizzazione in lingua italiana. Se non siete particolarmente pratici con l’idioma d’oltremanica, dunque, potreste perdervi gran parte delle sfaccettature dell’intricata vicenda.

The Council Episodio 1: The Mad Ones

All’inizio dell’avventura avrete la possibilità di sbloccare svariate abilità, scegliendo tra 3 classi disponibili.

Come si accennava, l’impostazione ludica di The Council presenta delle importanti differenze rispetto alla gran parte degli esponenti del genere che sembrano più rappresentarlo. La differenza sostanziale risiede nell’introduzione di elementi tipici dei GDR che impattano direttamente sull’esperienza ludica e sulla narrativa del titolo. Innanzitutto, ci verrà data la possibilità di scegliere una classe fra le tre disponibili – Diplomatico, Occultista o Detective, ciascuna delle quali sbloccherà un discreto numero di abilità. Queste ci permetteranno di poter eseguire diverse azioni. Potremo liberamente decidere in quali abilità investire i punti che ci verranno conferiti al completamento di determinati obiettivi – come ad esempio riuscire a strappare informazioni a dei personaggi, o scovare ed analizzare determinati oggetti. Un classico sistema di livellamento legato all’acquisizione di esperienza ci permetterà di ottenere punti extra, e di potenziarci ulteriormente. Questo primo episodio – prologo a parte – è composto da 4 capitoli, per una durata complessiva che si assesta intorno alle 3 ore. In ciascuno di questi capitoli avremo degli obiettivi da raggiungere in più modi, a seconda della nostra curiosità e del tipo di approccio che abbiamo deciso di intraprendere. La classe detective vi consentirà di cogliere importanti informazioni osservando attentamente ciò che vi circonda, nonché di utilizzare al meglio la logica per leggere determinate situazioni. Un approccio diplomatico, invece, vi conferirà un’ottima capacità interlocutoria, dandovi la possibilità di uscire indenni da situazioni spinose grazie al solo aiuto dell’oratoria. Ciascuno dei personaggi di The Council con cui interagirete avrà una propria personalità che dovrete autonomamente leggere e comprendere. Questa si traduce in un sistema di immunità e vulnerabilità rispetto ad alcune vostre abilità che sarà fondamentale considerare per un esito positivo delle interazioni, di ogni genere. Alcune personalità sono del tutto insensibili alla psicologia, ma soffrono, magari, un approccio più diretto. Così come un individuo particolarmente insensibile alla logica potrebbe lasciarsi abbindolare da un po’ di buone maniere.

La varietà e le sfaccettature che l’esperienza offre, in questo senso, sono apprezzabili. E questi – seppur basilari – elementi introdotti nella formula di gioco conferiscono uno spessore palpabile e certamente gradito al substrato narrativo. Sotto un profilo più squisitamente ludico, tuttavia, l’efficacia di questa ibridazione scema considerevolmente. The Council rimane decisamente molto vicino a quella passività congenita alla quasi totalità delle interactive drama seriali. Il ritmo e lo stile della progressione non si discostano da quanto abbiamo già visto altrove, nonostante l’introduzione delle sopracitate meccaniche. Il che non è necessariamente un male, badate bene. Stiamo, tuttavia, dicendovi che se siete tra coloro che non hanno apprezzato il ritmo particolarmente lento e passivo delle avventure di Telltale Games, vi sarà altrettanto difficile apprezzare The Council, nonostante le aggiunte.

Una meccanica ulteriore è legata ad altri punti, denominati effort points, che vi saranno richiesti in determinate situazioni in cui dovrete sfruttare le vostre abilità. Maggiore sarà il livello dell’abilità in questione, meno punti sarete costretti ad utilizzare. Ne avrete 6 all’inizio, e potrete ricaricarli in qualsiasi momento mediante l’utilizzo di alcuni oggetti consumabili reperibili negli ambienti di gioco. Non manca, inoltre, la possibilità di ampliare la scorta massima di questi preziosi punti, i quali aumenterà di 1 al ritrovamento di 4 frammenti, non particolarmente nascosti. L’insieme di tutto quanto detto fin’ora costituisce una narrativa quanto mai dinamica, che cambia a seconda delle azioni e delle scelte del giocatore. Il titolo, difatti, non contempla un game over, né un sistema di salvataggio manuale. Il tutto è strutturato per proseguire sempre e comunque, con una ramificazione narrativa prevista per ciascuna scelta che opererete – o meno.

Sotto un profilo tecnico, questo primo episodio di The Council mostra svariati acciacchi. Sebbene i volti e i dettagli dei personaggi siano resi tramite texture nel complesso curate ed in alta risoluzione, gli elementi di contorno dei vari scenari prestano il fianco ad una minor cura e a texture in risoluzione chiaramente inferiore. Lo stile e la pulizia dell’immagine, nel complesso, si rivelano gradevoli. Le espressioni facciali, così come le animazioni legate alle diverse cutscenes, si prestano ad un leggero fenomeno di stuttering tutt’altro che invasivo, ma che restituisce una sensazione di legnosità complessiva che denota l’ennesimo lavoro di ottimizzazione non proprio certosino. Un doppiaggio in lingua inglese ed una colonna sonora senza particolari guizzi completano il quadro tecnico di un prodotto tecnicamente piuttosto grezzo.

I pro

  • Premessa e background narrativi interessanti
  • Il sistema di interazione coi personaggi convince
  • Gli elementi GDR conferiscono un gradito spessore al substrato narrativo...
 

I Contro

  • ... ma decisamente meno a quello ludico
  • Non mancano forzature e cliché a livello narrativo
  • Tecnicamente grezzo
  • Non è presente la localizzazione in lingua italiana

Voto Globale 7

L'episodio pilota di The Council, The Mad Ones, lascia nel complesso ben sperare, al netto di una realizzazione tecnica grezza, in cui ottimizzazione e qualità delle texture non fanno certo gridare al miracolo, e di una passività generale ancora predominante. L'introduzione di elementi tipici degli RPG, per quanto non si traduca in una struttura ludica particolarmente complessa e sfaccettata, conferisce alla costruzione e caratterizzazione dei personaggi, così come all'intero substrato narrativo dell'opera, uno spessore gradevole ed in prospettiva molto interessante. La varietà di approcci con cui potremo rapportarci con ambienti di gioco e personaggi è apprezzabile, specie se raffrontata al tipo di esperienza - fortemente incentrata sulla narrativa - che il prodotto vuole offrire. Esprimere un verdetto definitivo non ci è chiaramente possibile, a questo punto. Tutto è in divenire, ed attendiamo di conoscere gli sviluppi e i risvolti di un plot dalle tinte thriller e fantastoriche tutt'altro che privo di fascino e di potenziale, a costo di giungere a qualche compromesso in termini di originalità.
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