Recensione

Sleeping Dogs: Recensione e analisi

Sleeping Dogs non ha certo avuto vita facile, annunciato nel 2009 con il nome di True Crime, ponendosi dunque come seguito della serie, Activision ne cancellò lo sviluppo in quanto non raggiungeva i loro standard di profitto post-uscita. Ed ecco che Square Enix si mette in prima fila per acquistarne i diritti

In realtà questa situazione sembra aver giovato United Front Games, in quanto nella release finale troviamo quello che ci venne fatto vedere con il primo trailer: una Hong Kong veritiera con crimine, arti marziali, sparatorie e alta velocità.

 

 

Anima sotto copertura

 

 

 

Noi vestiamo i panni di Wei Shen, e questi sono sporchi, inzuppati di sangue e sudore e nascondono un passato che non ci verrà mai rivelato, ciò che ha combinato in America resta un segreto nella sua testa, cerca di dimenticare ma ora si aggiunge un altro grattacapo. E’ stato scelto come agente sotto copertura per entrare nella malavita di Hong Kong, farsi amici i pezzi grossi per poi disintegrare il tutto dall’interno. Ma Wei Ë pur sempre un uomo, un uomo che la sua infanzia l’ha passata con quelli che ora fanno parte della triade, non sarà facile per lui ricordarsi che è pur sempre la legge, ma diventare un criminale non è un compito cosÏ arduo. Gli amanti del cinema capiranno che sa tutto di già visto, ed in fin dei conti è così, i pochi colpi di scena sono prevedibili e scontati. Si lascia giocare tra violenza cruda, messa in scena in modo veritiero e mai con goliardia, e l’evoluzione del protagonista.

 

Livellando lo sbirro

Non solo il suo modo di vedere le vicende cambia, ma anche le sue abilità, che sceglieremo salendo di livello, il tutto ruota sulla sua doppia identità come membro della triade e poliziotto. Queste due sono divise da un diverso modo di assegnare l’esperienza, se durante le missioni meniamo le mani, inanelliamo combo, buchiamo le ruote di una vettura in nostro inseguimento, tutto ciò va a favore della barra dell’esperienza come malavitoso, invece perderemo punti come poliziotto nel caso in cui danneggiamo qualcosa, uccidiamo o feriamo civili. Sbloccato il punto abilità possiamo spenderlo per esempio per disarmare più velocemente gli avversari oppure per infliggere maggiori danni a mani nude. Non poteva mancare un saggio maestro di arti marziali che, una volta trovata e riportata una delle statue rubate, ci insegnerà nuove combo sempre più utili e devastanti. Gironzolando per la città è possibile acquistare del thè o diverse tipologie di cibo, queste oltre a curarci ci permetteranno di migliorare le nostre statistiche per un periodo limitato: minori danni subiti, ripristino dell’energia e via dicendo. La voglia di salire di livello per scoprire le nuove abilità o imparare nuove mosse è elevata nelle prime ore di gioco, ma questo si riduce ad uno sbilanciamento fin troppo marcato a nostro favore risultando praticamente invincibili e il trattenersi dallo spendere punti per cercare di avere un livello di sfida accettabile è un pensiero costante.

 

Io amo il Kung Fuuuuuuuu

Il sistema di combattimento dei Batman di Rocksteady ha fatto scuola, la sua spettacolarità e immediatezza è stata apprezzata da molti e non sorprende che appaia anche in Sleeping Dogs. Un tasto per attaccare, uno per la presa e quello per l’immediata contromossa una volta che il nemico, segnalato da una bordatura rossa, è in procinto di sferrare un attacco. Le diverse combo risultano facili da effettuare, ma più che una reale utilità tenteremo di realizzarle solo per il gusto di farlo, per ammirare animazioni degne di Bruce Lee e non per un effettiva necessità. Sono presenti poche varietà di nemici, il picchiatore e il panciuto che ama prenderci per il colletto sono quelli che impiegano più tempo per crollare al suolo, ma per batterli non esiste una vera e propria tattica, si aspetta un loro attacco e si preme il tasto della contromossa automatica. Il tutto a sfavore di un vero livello di sfida, e in ulteriore aiuto ci vengono le uccisioni istantanee, attivabili trascinando i nemici contro parti dello scenario, e le armi bianche che variano da bastoni a mannaie e coltelli in grado di mettere fuori gioco con pochi colpi anche gli omaccioni più resistenti di Hong Kong. Insomma, ancora una volta questo combat system è studiato per rendere le scazzottate cinematografiche, epiche e fluide, e ci riesce divinamente grazie a calci rotanti e compagnia.

Le bocche da fuoco, ormai banalmente inserite in ogni produzione videoludica, sono presenti anche qui ma fortunatamente in forma ridotta, solo in alcune determinate missioni. Al di fuori di queste è possibile raccoglierle ma sono rare, così come i colpi, e non possono essere acquistate. E’ possibile mettersi in copertura semplicemente premendo un tasto per poi mirare esponendosi al fuoco nemico oppure sparare alla cieca con un ovvia perdita di precisione. Saltando la copertura si attiva un bullet time permettendoci di far saltare teste a volontà, ma rendendo le sparatorie poco profonde, anche a grazie ad un IA che si limita a mettersi in posizione pronta a ricevere la sua dose di proiettili.

Occhio al cane

Wei è un uomo sempre indaffarato, le missioni principali come membro della triade sono una trentina e lo impegneranno in compiti da svolgere che scorrono via lasciandoci piacevolmente soddisfatti ma senza stupire eccessivamente, nulla che rimarrà impresso nella storia videoludica, tanto meno il protagonista che non risulta carismatico. Sono presenti anche casi affidati dai nostri superiori che ci permettono di indagare su altri malviventi presenti in città, dovremo piazzare cimici, hackerare telecamere, inseguire sospetti. Ma questo è solo una minima parte di quello che è possibile svolgere, gli incarichi secondari ci vengono assegnati da NPC che sono venuti a conoscenza della nostra fama e chiedono aiuto per recuperare il loro mezzo rubato, spaccare la macchina di qualcuno, distrarre la polizia e via dicendo. Oppure è possibile avere un appuntamento con una ragazza, andare al karaoke o destreggiarsi come pilota. In generale le auto non si differenziano tra loro a livello di statistiche o manovrabilità, si predilige sempre l’uso del freno a mano per prendere una curva “drifando” in puro stile Fast and Furios e in qualsiasi caso queste rimangono ben salde al terreno senza mai ribaltarsi. Non mancano nemmeno i collezionabili sparsi per tutta l’isola e perché non fermarsi al negozio di turno per cambiare i vestiti sporchi di sangue dell’ultimo combattimento?. Non è presente, fortunatamente, nessun tipo di multiplayer ma il social hub è un interessante aggiunta, questo propone diverse sfide da compiere (il salto più lungo con un veicolo, più soldi racattati sfondando parchimetri, ecc.) e in maniera automatica aggiorna una classifica sia globale sia tra gli amici per vedere chi è il migliore, con la possibilità di sfidarlo. Inoltre ci è permesso rigiocare le missioni e le gare per migliorare la nostra prestazione allungando ulteriormente un titolo che supera le 30 ore se completato nella sua interezza.

I pro

 

 

  • Trama adulta...

     

  • Enorme personalizzazione e crescita del personaggio...

     

  • Hong Kong riprodotta fedelmente

     

  • Tante cose da fare

I Contro

  • ...ma banale e scontata

     

  • ...fine a se stessa, rende il tutto troppo facile

     

  • Sparatorie di poco spessore

Voto Globale 7.5

Sleeping Dogs fa della sua forza la cruda e violenta realtà che cerca di raccontare, una Hong Kong che con la sua malavita è al centro di tutte le faccende anche grazie ad una realizzazione curata degli ambienti, le sue luci, i mercati, i porti ci fanno respirare l'atmosfera di questa penisola. Purtroppo però è carente di una trama originale, sostituita da una scontata con pochi colpi di scena e immaginabili. I combattimenti sono spettacolari da vedere ma uno scarso bilanciamento li rende facili da portare a termine, così come le sparatorie con l'IA poco reattiva che ci facilita ulteriormente queste fasi. Menzione speciale per le innumerevoli quantità di compiti secondari e passatempi che incrementano la longevità del titolo. 

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