Recensione

Resident Evil HD Remaster – Recensione, si torna alla villa su Xbox One e Ps4

Ci rituffiamo nel bellissimo labirinto che è la villa poco fuori...

Gli zombie rivestono un ruolo importante nell’immaginario collettivo. La figura del morto vivente risale al folklore haitiano e ai riti vudù. Stessa figura che poi è stata ripresa in occidente come individui che, sotto l’influenza di droghe, vengono privati d’ogni volontà. C’è da dire che la figura dello zombie ha riscosso un notevole successo con La notte dei morti viventi, la prima pellicola del ciclo di George Romero. Lo zombie ha acquistato sempre più popolarità sia nell’ambiente cinematografico che in quello letterario. Successivamente, e da qui inizia il discorso che ci interessa, la figura dei morti viventi è approdata nei videogiochi. Uno dei massimi esponenti videoludici a tema non-morti è la saga Resident Evil, creata dall’estro di Shinji Mikami.

La serie principale conta sei episodi, ma sono molti gli spin-off che hanno accompagnato la saga in questi anni. Solo videogiochi? No, Resident Evil è quello che si può definire un prodotto cross-mediale a tutti gli effetti. L’industria hollywoodiana e quella cartacea sono solo due degli ambienti verso cui si è espanso il franchise. In questa recensione andremo a trattare il primo Resident Evil, uscito nel lontano 1996 per Playstation e recentemente rimasterizzato per PC, Playstation 3, Playstation 4, Xbox 360, Xbox One.

Il ritorno alla villa

Subito dovremo affrontare la scelta sul personaggio da impersonare nel corso dell’avventura. Scelta che ricade su uno tra Chris Redfield e Jill Valentine. Già qui la prima novità: potremo scegliere se utilizzare il design originale o quello – più recente – di Resident Evil 5. Se nel ’96 scegliere Chris equivaleva a giocare a difficoltà difficile mentre prendere Jill significava giocare a difficoltà normale, qui potremo scegliere la difficoltà indipendentemente dalla scelta del personaggio.

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Doveroso dire che, così come sulla prima PlayStation, la scelta del personaggio influirà sia sulla trama che sul gameplay. Per esempio a Chris saranno sbarrate porte che con Jill potremo aprire grazie al grimaldello. Una volta effettuata la nostra scelta, potremo assistere al filmato iniziale che, a differenza di quello girato con attori reali nella prima edizione, sarà in computer grafica. Ed eccoci, dunque, alla villa. Subito siamo stati rapiti dalla resa grafica, dai tantissimi dettagli che possiamo apprezzare in questa nuova veste. Il gameplay è rimasto pressoché invariato (anche se svecchiato e migliorato). Con lo stick sinistro per il movimento, due grilletti per mirare e sparare, il tasto azione per interagire e un altro tasto per aprire l’inventario. Inventario che, ai fini del gameplay, sfrutta un ruolo centrale. La villa, infatti, è un dedalo di corridoi, porte chiuse, ampi saloni e stanze claustrofobiche. Sin dai primi istanti di gioco verremo fagocitati in un labirinto domestico che ci renderà la vita dura. Disseminati tra i locali potremo trovare e raccogliere numerosi oggetti: dalle chiavi che aprono nuove porte, ai caricatori, agli oggetti utili nell’esplorazione o nel combattimento. Saper sfruttare al meglio gli spazi nell’inventario e portare con noi gli item più utili potrebbe – nella maggior parte dei casi – fare la differenza tra la vita e la morte.

Resident Evil è un survival horror che ha fatto scuola e che, a distanza di quasi vent’anni dall’uscita, riesce ancora a rapire il giocatore e a portarlo in un vortice d’orrore eccezionale. Un survival horror che sfrutta gli zombie ma che, al tempo stesso, non ne fa il perno dell’esperienza. Sì, gli zombie saranno uno dei maggiori pericoli all’interno dell’ambientazione. Si aggireranno per i corridoi, ci aspetteranno dietro gli angoli e cercheranno di ucciderci più di una volta. Ma classificarli come il peggior pericolo del titolo potrebbe rivelarsi un errore fatale. Infatti la villa è piena di enigmi ben studiati e affascinanti che – se affrontati nel modo sbagliato – potrebbero portarci al game over.

Tra macchine da scrivere e colpi sparati a vuoto

Come non spendere due parole per il sistema di salvataggio che affascina ancora oggi? Per poter salvare i progressi del gioco dovremo avvalerci delle macchine da scrivere presenti in luoghi ben specifici. Tutto qui? No, perché per salvare dovremo spendere dei nastri inchiostratori che troveremo disseminati per la villa. Quindi non potremo salvare i progressi un numero illimitato di volte ma dovremo ponderare bene e spendere i nostri nastri con criterio. Esplorare, dunque, riveste un ruolo fondamentale nell’esperienza di gioco. Spendiamo ora un paio di parole per il combat system. Con il grilletto sinistro potremo mirare, mentre con il grilletto destro fare fuoco con una delle armi a nostra disposizione (pistola, lanciarazzi, fucile a pompa) o menare fendenti con il nostro fidato coltello. Un sistema che cerca di non alterare quello del titolo originale ma che, più di una volta, si rivelerà “ostico” da controllare. Prendere la mira non sarà affatto semplice, specie contro i cani.

Resident Evil HD Remaster - Recensione, si torna alla villa

Sotto il lato tecnico è stato fatto un lavoro eccellente. Il gioco graficamente è ottimo, così come il comparto audio che ci accompagnerà per tutta la durata dell’avventura. A differenza di vent’anni fa – e grazie agli hardware moderni – potremo godere appieno l’esperienza di gioco. Esplorare la villa, sopravvivere agli zombie, risolvere enigmi, affrontare l’ignoto che si cela dietro ogni singola porta è un’esperienza unica e affascinante

I pro

  • L'atmosfera del primo capitolo in un nuovo splendore
  • La vera essenza dei survival horror
  • Cross buy

I Contro

  • Combat System un po' troppo legnoso

Voto Globale 9

Resident Evil HD Remaster è un must have per tutti gli amanti della saga di Mikami e per chi amante dei survival horror. L'acquisto è consigliato sia a chi ha già giocato - quasi vent'anni fa - il titolo, sia a chi si avvicina per la prima volta alla villa fuori Racoon City. Una remaster confezionata con i fiocchi che va a fare la gioia dei fan che avevano chiesto a gran voce una versione rimasterizzata del primo indimenticabile capitolo.

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