Recensione

Project Cars – Recensione di un gioco di guida unico

Gran Turismo e Forza Motorsport inizino a tremare. C'è un nuovo colosso nei giochi di guida.

Project Cars è nato, letteralmente, come un progetto realizzato dalla community di videogiocatori. Avevamo lasciato i talentuosi Slighty Mad Studios con EA e i due NFS Shift, con i quali avevano dimostrato le loro capacità nello realizzare giochi di guida. Non solo, furono i primi a coinvolgerci come nessuno aveva mai fatto prima, grazie all’incredibile feedback trasmesso ai giocatori.

In questa occasione loro non avrebbero solo rivissuto le stesse sensazioni, ma ne avrebbero preso parte. Il progetto C.A.R.S. vedeva infatti la possibilità di finanziare il gioco e di partecipare attivamente allo sviluppo dello stesso. Il crowdfounding si è concluso con oltre tre milioni di dollari raccolti, necessari per concludere lo sviluppo. Project Cars è finalmente disponibile. Pronti a scoprire la creazione della community?

Come Senna, come Rossi

Iniziamo la nostra carriera in solitaria scegliendo nome e cognome del pilota, nick per l’account social, nazione e numero. Una personalizzazione risicata, semplice, ma che ci porta immediatamente alla prossima scelta: il nostro primo campionato.

Questa influenzerà la nostra progressione nel gioco. Dobbiamo scegliere infatti il nostro punto di partenza, se iniziare dai kart per poi arrivare alle competizioni sportive più prestigiose – come i più grandi campioni hanno fatto – oppure se buttarci subito nella classe GT, nelle Formula o nelle Prototype. Insomma, la scelta sta a noi, non siamo obbligati a partire dal basso, possiamo subito competere con le vetture che preferiamo.

Questo ci fa capire come Slighty Mad Studios abbia voluto lasciare la massima libertà di approccio al giocatore, senza obbligarlo a seguire un filone prestabilito. Se abbiamo apprezzato tutto ciò, non abbiamo fatto lo stesso con quanto a seguire.

Project Cars recensione PS4 Xbox One PC

La prossima decisione è il team per cui gareggiare, il problema è che per la maggior parte dei campionati non esiste una vera e propria motivazione per preferirne uno ad un altro. Rendendo questa fase praticamente inutile, togliendo quindi un senso di progressione e di motivazione personale. Non è infatti presente la possibilità di acquistare nuovi veicoli e quindi un sistema di valuta che ci porti a delle scelte concrete nella firma di un contratto piuttosto che per un altro.

L’avanzare nella carriera è molto semplice: si conclude una gara, se ne fa un’altra, fino alla fine del campionato. Questo intervallato dalle classiche mail dei tecnici e del team, già visto altrove, decisamente non interessanti e senza possibilità di interazione alcuna. Alla fine della stagione ci verranno proposti diversi contratti, alcuni ci daranno la possibilità di gareggiare nuovamente con la stessa classe di vettura, altri, se avremo fortuna, ci proporranno il grande passo. Ci è capitato però, pur arrivando primi nel campionato, contratti della medesima classe. Questo significa dover ripetere le stesse gare negli stessi circuiti, con lo stesso veicolo. Il che porta ad un senso di noia e ripetitività.

Insomma, la più grande pecca della carriera singleplayer è la sua semplicità, una realizzazione molto banale e priva di un vero senso di progressione.

Al volante, sensazioni uniche

Quando però scendiamo in pista, è qui che Project Cars dà il meglio di sé. Il nostro primo approccio lo abbiamo avuto con un Go-Kart. La sensazione era unica, appena abbiamo sterzato abbiamo percepito come fosse leggero il mezzo, una manovrabilità unica. Non eravamo abituati, sapevamo che dovevamo prenderci la mano. Ed ecco che, giro dopo giro, abbiamo imparato il raggio di sterzata, quanto potevamo osare con l’acceleratore e quando potevamo frenare.

Una sensazione di apprendimento progressivo che non troviamo spesso nei giochi di guida, ma che quando presente sappiamo che ci donerà grandi soddisfazioni. Passare dai leggerissimi GoKart alle Touring, a bordo di una Renault Clio, ci ha fatto capire come ogni classe di veicolo abbia un suo peso specifico e una propria manovrabilità. Questo si traduce un gameplay dedicato trasmesso al giocatore tramite delle sensazioni avvertibili alla prima accelerazione, alla prima curva.

Project Cars recensione PS4 Xbox One PC

Per farvi capire quanto il feedback che il giocatore deve percepire quando al volante della propria vettura sia un aspetto cardine di Project Cars, vi facciamo un esempio concreto. In una gara abbiamo notato come nostra Renault Clio non riusciva a tenere le curve di Silverstone, perdendo continuamente e con facilità aderenza, portandoci fuori pista. Abbiamo quindi fatto una sosta ai box e diminuito la pressione delle gomme. Appena scesi in pista abbiamo subito percepito come la manovrabilità fosse diversa, l’auto più rigida. L’obiettivo è stato raggiunto, modificando i parametri giusti abbiamo risolto il problema della stabilità in curva.

Con questo vi abbiamo presentato la messa a punto, che, seppur non obbligatoria per raggiungere ottimi risultati, può fare la differenza e cambiare le carte in tavola. I non avvezzi troveranno questa davvero complessa, al contrario i puristi delle quattro ruote passeranno minuti e minuti a settare alla perfezione la propria vettura. Dalla pressione degli pneumatici a quella dei freni e del loro bilanciamento. Dalla scala della scossa alla morbidezza fino alla deportanza e all’aerodinamicità.

Ogni classe di veicolo ha anche un weekend di gara prestabilito. Per esempio nel campionato Go-Kart sono presenti due gare: una da fermo ed una con partenza lanciata. Con le gran turismo invece, oltre alle prove libere e alle qualifiche, gareggeremo in una prima gara classica, a seguire una con sosta ai box obbligatoria. Se in una competizione da pochi giri questo non è influente, in un endurance con il consumo di gomme e benzina impostato su alto, fermarsi ai box è decisamente consigliato. Per questo possiamo preparare prima dell’inizio della gara quanto carburante rifornire, cosa riparare e se cambiare le gomme, ognuna di queste operazioni andrà a interferire sui secondo di sosta.

 Rumorini metallici

Il consumo del carburante e delle gomme sono solo alcuni dei parametri che possiamo settare per decidere “l’autenticità” di gioco. Possiamo scegliere se avere le bandiere e le penalità, se l’avvio del motore è automatico o manuale e se i danni sono solo estetici o anche meccanici. In quest’ultimo caso, uno scontro può determinare il proseguo della nostra gara, in quanto penalizzerà pesantemente la manovrabilità del veicolo.

Abbiamo anche la scelta per quanto riguarda gli aiuti di guida, dalla sterzata e il freno assistito fino al controllo di stabilità e trazione. Attivarli rende il titolo decisamente più abbordabile, seppur debba essere giocato sempre con attenzione. Accelerare o sterzare bruscamente ci porterà comunque ad un testacoda, così come mettere una ruota sull’asfalto significa venire trascinati fuori pista.

Altro aspetto importante di Project Cars è la transizione in tempo reale del meteo e dell’ora. Non è raro iniziare una gara con il sole per poi ritrovarsi ad azionare i tergicristalli. Queste non solo genera una diversa atmosfera, l’effetto pioggia è davvero eccezionale, ma anche un nostro adattamento a quella che è una vera avversità per la tenuta della macchina. Se con il bel tempo ci possiamo permettere qualche azzardo in curva, con il bagnato fare altrettanto vuol dire perdere aderenza e trovarsi fuori pista.

Project Cars recensione PS4 Xbox One PC

È un impatto non solo per le meccaniche del gioco, ma anche per ciò che il giocatore vede. O meglio, non vede. Una pioggia fitta mette davvero a dura prova la visibilità, così come nel caso della nebbia, con la quale vedremo a pochi metri di distanza. Anche il sole può essere un problema, i raggi che si riflettono sul nostro casco possono accecare e confondere.

Ciò che gli Slighty Mad Studios hanno dimostrato di essere capaci, è l’inventarsi nuove visuali di gioco. Quella dal casco, che ci aveva già stupito negli NFS Shift, qui ritorna, ed è sicuramente il miglior modo per immedesimarci nel pilota, il quale scruta l’ingresso in curva e si incolla al sedile quando raggiungiamo alte velocità. Peccato che manchi qualche chicca vista nel titolo EA, come la respirazione affannosa e i sobbalzi dal sedile.

Project Cars recensione PS4 Xbox One PC

Altra peculiarità della software house è la capacità di creare un’IA unica nel genere dei giochi di corse. Siamo abituati a vedere i piloti seguire scrupolosamente la traiettoria di guida, senza un accenno di errori. Slighty Mad Studios, ancora una volta, vede i piloti come delle persone, con delle emozioni probabilmente, non come dei manichini. Questo significa che azzardano, tagliano le curve, tentano un sorpasso. Queste manovre però non sempre vanno a buon fine, li vediamo andare fuori pista, scontrarsi, sbagliare l’ingresso in curva. Il che rende le gare più avvincenti, più realistiche ed emozionanti da guardare.

Insomma, un comportamento che potrebbe avere un altro giocatore. Abbiamo passato del tempo anche nell’online del titolo, nel quale non abbiamo trovato particolari problemi. Accedere ad una partita e trovarci in gioco ci ha sempre impegnato pochi secondi. In gioco fortunatamente tutto fila liscio, niente lag o problemi di connessione vari. Anche qui, come nella carriera, non è presente alcun sistema di progressione che ci spinga a continuare a giocare, i puristi e gli amanti del genere comunque passeranno molto tempo al volante grazie alle sfide della community, battendo i tempi migliori.  

I pro

  • Su console, non ci sono alternative
  • Gameplay profondo e soddisfacente
  • Gli effetti atmosferici non sono solo una gioia per gli occhi…
  • …ma influenzano pesantemente il modo di giocare.
  • Molta la libertà di scelta lasciata al giocatore
  • Tante le classi delle vetture

I Contro

  • Non è per tutti
  • Pessima gestione della carriera e della progressione…
  • …vale lo stesso anche per l’online.
  • Si sente la mancanza di alcuni contenuti - campionati e classi - e il rischio è che troppi buchi vengano riempiti via DLC

Voto Globale 9

Project Cars è semplicemente il miglior gioco di guida ora disponibile su PC, Xbox One e PS4. I prossimi Gran Turismo e Forza Motorsport dovranno confrontarsi con un nuovo colosso del genere. Peccato per una gestione pessima della carriera, la totale assenza di una progressione farà annoiare molti dopo poche ore. D’altro canto però, gli appassionati delle quattro ruote non si staccheranno facilmente, complice un gameplay estremamente profondo e soddisfacente, diverso per ogni vettura. 

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