Recensione

Mothergunship – Recensione, assalto all’astronave madre!

Il team di Terrible Posture Games torna sotto le luci della ribalta presentando al pubblico quello che per tutti si identifica come seguito spirituale di "Tower of Guns".

Ogni giorno nella scena dei giochi indipendenti centinaia di titoli cercano di catturare l’attenzione dei videogiocatori per potersi così creare un proprio spazio nel bel mezzo dell’oceano rappresentato dalle produzioni tripla A.

Emergere però non è assolutamente scontato vista l’impossibilità di eludere i paragoni con questi ultimi, chiaramente più noti e blasonati dal pubblico. Proprio in ragion di ciò, gli sviluppatori “indie” puntano spesso a introdurre nelle loro opere meccaniche di gioco innovative e stili artistici differenti da quelli usuali, il tutto al fine ultimo di differenziarsi dalla massa e ricavarsi una propria nicchia. E’ esattamente questo quello che hanno tentato di fare i ragazzi di Terrible Posture Games – in collaborazione con Grip Digital – con il loro Mothergunship, un FPS in salsa spaziale con elementi roguelike decisamente marcati. Andiamo quindi ad analizzare insieme la consistenza di questo progetto da noi testato nella sua interezza su Playstation 4.

Scopriamo tutti i punti di forza presenti in quest'interessante sparatutto

Mothergunship è attualmente disponibile su Playstation 4, Xbox One e Windows.

Essenziale è bello!

Già dalle prime battute di questo titolo si è subito catapultati al centro dell’azione, lì dove ci ritroveremo a dover fronteggiare una minaccia aliena senza altri indizi sulla trama se non tramite brevi dialoghi con gli altri personaggi di contorno, a cui spetterà anche l’onere d’introdurci ai vari tutorial sul gameplay stesso. Tutto il gioco è quindi strettamente focalizzato a rendere l’esperienza del giocatore ricca d’adrenalinico e frenetico entusiasmo, cancellando quelli che potrebbero essere dei rallentamenti dovuti alla prolissità dell’esposizione della trama o da momenti morti dovuti al susseguirsi di spiegazioni tecniche.

Non sarà difatti per nulla immediato il comprendere che il protagonista di Mothergunsip, da noi stessi impersonato, non è che un semplice nessuno chiamato da un “comandante” a far fronte alla minaccia rappresentata dagli Archivisti – alieni che vogliono trasporre tutta la conoscenza dell’universo in più efficienti e durature Intelligenze Artificiali. Il nostro compito sarà quindi quello di farsi largo, livello dopo livello, tra le astronavi nemiche portandole così all’autodistruzione con il fine ultimo di arrivare all’epicentro di tutto, l’astronave madre. Come potrete facilmente capire, la trama presenta una storia tutt’altro che memorabile ma al contempo è impossibile non ammettere che si sia dimostrata funzionale allo scopo di mantenere alto il ritmo di gioco e quindi accompagnare il procedere frenetico dei livelli. Da sottolineare inoltre la ricercata ilarità dei dialoghi tra i vari personaggi sempre in grado di stappare il sorriso anche in frangenti di battaglie particolarmente ostiche.

Parola chiave: personalizzazione!

Punto focale tanto quanto la ricercatezza di un’elevata velocità di gioco in Mothergunship è sicuramente la possibilità di personalizzare a proprio piacimento l’arsenale di armi a nostra disposizione. Anche se bisogna tener presente che il crafting vero e proprio è accessibile solo dopo aver accumulato un ingente quantitativo di monete dagli avversari sconfitti – cosa non così immediata ma che ci permette di mettere mano agli oggetti più interessanti in vendita negli shop – è possibile divertirsi già dalle prime battute di gioco con i materiali che si possono trovare in modo del tutto randomico durante le nostre esplorazioni.

Da notare che una nostra eventuale dipartita porterebbe – oltre che ad azzerare tutti i nostri progressi nel livello di gioco in corso – alla perdita di qualsivoglia materiale raccolto fino a quel momento. Grande incentivo questo per promuovere un’incedere più accorto e strategico nelle varie missioni evitando quello che è l’errore di molti giocatori, ovvero il lanciarsi letteralmente a kamikaze sui nemici. Ben venga quindi sfruttare la neo introdotta possibilità data dal team di Terrible Posture Games di fuggire davanti a situazioni divenute ingestibili, altra sostanziale differenza dal precedente “Tower of Guns“.

Il titolo fa giocoforza sulle numerose opzioni nella creazione di armamentari ben variegati.

Sono centinaia le combinazioni disponibili nel sistema di crafting sfruttabile negli appositi banchi di lavoro.

Gioie e dolori della generazione procedurale dei livelli

Saremo tutti d’accordo nel pensare che una creazione randomica dei mondi possa aumentare considerevolmente la longevità di un titolo come Mothergunship, il cui completamento necessita bene o male di una decina d’ore. Il problema sostanziale si rivela però dopo il superamento delle prime missioni: i nemici sono difatti privi di una caratterizzazione determinante e per questo poco riconoscibili gli uni dagli altri anche nella metodologia di combattimento. Conseguentemente, anche a fronte di spazi sempre diversi e oggetti mai reperibili nello stesso posto,  saremo costantemente accompagnati da una per nulla piacevole sensazione di ripetitività. Da qui partono anche molte delle critiche mosse al titolo sotto il fronte stilistico, del tutto impreparato infatti a rendere personali il modus operandi e la fisicità degli alieni, che riduce le unità nemiche a nient’altro che un flebile ricordo annebbiato già da pochi istanti dopo il superamento dello stage.

Il livello di difficoltà di Motergunship è alquanto elevato.

In alcuni casi vi ritroverete a dover affrontare una vera e propria pioggia di proiettili.

Giocatori da modalità Facile? No grazie!

Altro aspetto alla quale gli sviluppatori hanno puntato molto in Mothergunship è il livello assolutamente non elementare della sfida: preparatevi quindi a morire (spesso) e a frenare il vostro entusiasmo di procedere con le missioni principali trascurando le secondarie. Contrariamente difatti a quanto porterebbe a pensare l’enfasi data alla freneticità a tratti esasperata di gioco, questo titolo richiede una buona dose di senso tattico e volontà di esplorare i vari livelli; solo così potremo raggiungere un livello d’equipaggiamento e preparazione tali da non soccombere o ricorrere compulsivamente all’opzione fuga. Abbiamo insomma apprezzato non poco la tenacità degli avversari randomici che spesso e volentieri vi si presenteranno in vere e proprie orde, mentre alquanto mediocre si è rivelato il confronto diretto con boss e mini boss, generalmente piuttosto facili da mandare al tappeto.

Purtroppo i boss non sono riusciti a conquistarci.

Molti stage si riveleranno estremamente ostici da affrontare.

I pro

  • Interessante mix tra roguelike e FPS
  • La generazione procedurale delle mappe aumenta la rigiocabilità e la longevità del titolo
  • Presenza di divertenti interazioni tra i personaggi che donano al gameplay una piacevole sfumatura ironica
  • Sistema di crafting delle armi ben studiato
  • Livello di sfida più che appagante
     

I Contro

  • Evidenti cali di frame-rate con il presentarsi di numerosi png
  • Nemici non dotati di caratterizzazione vera e propria e boss che raramente rappresentano una reale minaccia in termini di difficoltà
  • Sensazione di "già visto" dovuta alla generazione procedurale dei livelli sempre più enfatizzata nel procedere del gameplay
  • Difficile la gestione della telecamera nelle sparatorie più concitate
  • Stilisticamente piacevole ma non indimenticabile

Voto Globale 6.5

Nonostante possiamo con tutta tranquillità dire di aver passato dieci ore discretamente piacevoli come esperienza di gioco globale, Mothergunship rimane uno di quei titoli che una volta spenta la console dopo una piacevole sessione ludica vengono travolti dall'effetto "nebbia in val Padana", relegando l'esperienza a un mero passatempo destinato ad essere velocemente esiliato nel dimenticatoio. Mancano difatti elementi come la caratterizzazione di personaggi ed avversari, così come la diversificazione d'ambientazioni e stili di combattimento, tutti punti essenziali alla buona riuscita di un titolo FPS. Si sono rivelati invece pregevoli sia la colonna sonora che lo script dei dialoghi tra png - seppur limitati - come anche il livello di sfida proposto dagli sviluppatori. In attesa del rilascio di nuovi aggiornamenti, ci sentiamo di affermare che il gioco vale l'esborso - 24,99 su Playstation store - ma senza ombra di dubbio non più di quello. Nice try but retry!
News
  • Assassin’s Creed: dove sarà ambientato il prossimo capitolo? Ecco i primi rumors!
  • Tutte le informazioni da sapere sull’Italian Video Game Awards!
  • COD WW2: i responsabili del gioco lasciano Sledgehammer Games!
  • Metal Gear Survive: Konami ha pubblicato il trailer di lancio
  • I ragazzi di Deck13 sono tornati a parlare di The Surge 2
Seguici su Facebook