Recensione

Monaco: What’s yours is mine: Recensione e analisi

Il crimine paga (ma solo in gioco)!

Monaco: What’s yours is mine è un indie game che merita gli allori della cronaca e quelli di Kingdomgame. Parliamo di un pixellosissimo e divertente gioco (adatto soprattutto al multiplayer in coop, sia locale che online), nel quale controlleremo un team di massimo quattro persone. Con la possibilità di scegliere tra otto personaggi tutti con abilità differenti il nostro scopo sarà quello di svaligiare tutto lo svaligiabile della ricca e trendy MonteCarlo. Vediamolo quindi nel dettaglio… 

 

Rubo ai ricchi per dare a me!

La trama in Monaco è semplice ed allo stesso tempo soddisfacente. Capiremo i suoi risvolti solo tramite le discussioni testuali dei vari personaggi ad inizio di ogni livello. Ognuno di essi avrà una sua peculiare personalità, molto spesso improntata sui classici clichè (il demolitore che parla di se in terza persona, il killer silenzioso che si esprime solo con i puntini di sospensione e così via), non facendosi mancare neanche colpi di scena ed intrecci degni dei classici film alla “Stangata” o dei più moderni “Ocean’s Eleven” e tutte le sue varie numerazioni. Dopo quindi la missione tutorial, durante la quale il primo team di quattro persone evaderà dalla prigione, si aggiungeranno, seguendo le esigenze della trama, gli altri ladri di professione. Ognuno di essi, come già segnalato, avrà delle sue peculiarità, che renderanno la giocata sempre diversa ed improntata sugli approcci più vari. Cosa che colpisce subito è l’incredibile longevità: seguiremo infatti tutti i percorsi personali dei personaggi, in un turbinio di missioni, tra l’altro sempre rigiocabilissime, data la malleabilità del gameplay.

Gameplay, vera chicca del titolo: ci muoveremo lungo queste mappe 2D dall’alto, molto colorate e dettagliate (sebbene a tratti un po’ caotiche). La nostra visuale sarà limitata da porte e luci, cosa davvero mirabile vista la complessità che questo piccolo dettaglio porta ai risvolti di gioco. Le missioni si svolgeranno quasi sempre con lo stesso modus operandi (ma con tecniche e scelte di gioco sempre diverse). Dovremo raggiungere l’obiettivo del livello (consistente in una coppa, a rappresentazione dell’oggetto che, a seconda della trama, avremo bisogno di trafugare), e nel frattempo raccogliere le monete che troveremo sparpagliate in giro (oltreché cercare di finire nel minor tempo possibile il quadro). Semplice? Non molto, in realtà la complessità è alta, a seconda del tipo di gameplay che ci aspettiamo. Un team di ladri brutali finirà probabilmente il livello rapidamente, ma non riuscirà ad ottenere tutte le monete (che servono anche ad accumulare le munizioni dell’unica arma che potremo portare con noi, e che troveremo ad inizio del livello); al contrario chi si lancia verso lo stealth verrà premiato da un gioco sicuramente più gratificante ma di grandissima complessità. Fare rumore, sparare agli scagnozzi, rompere muri o finestre, far scattare gli allarmi, sono tutti elementi che non verranno ignorati dai nostri nemici. La mappatura dei tasti, a dispetto dei risvolti molto arzigogolati, è semplice ed intuitiva. Fulcro del titolo rimane comunque il multiplayer, che regalerà le vere emozioni promesse, oltre che un parco di ladri piuttosto variegato e multicolore, cosa che trasformerà le partite in single simili ad un run game e niente più. Tempismo, dinamismo ed elasticità di pensiero saranno utili per poter finire ogni livello in maniera soddisfacente. Tutti questi elementi rendono Monaco un vero capolavoro del “thief gaming”, immergendoci in un mondo pieno di Arsenio Lupin, sbarazzino e coinvolgente.

Monaco nel caos...

Pixel, we love it.

Graficamente parlando Monaco ci piacerà tantissimo. Nel campo degli indie oramai si trovano frequentemente prodotti più che degni a livello grafico (sebbene sia spesso il design il punto forte, visto che molte produzioni indipendenti raramente riescono ad utilizzare motori potenti come l’Unreal Engine). Questo titolo si distingue per l’appunto per l’eleganza dei disegni e delle ambientazioni. Siamo di fronte ad un vero capolavoro di pixel: sgranati, a tratti anche “grossolani”, quadratosi, ma sempre molto evocativi dell’oggetto o dell’ambiente descritto. Altro grande pregio sono i colori utilizzati, che saranno visibili solo nel campo visivo del nostro personaggio, e che rappresenteranno una vera esplosione cromatica, quasi uno sgarbo al daltonismo. Insomma visuale dall’alto, pixel e colori: tutto molto semplice ma davvero efficace.

Parlando di musiche queste sono state spesso criticate dalle altre testate giornalistiche. Effettivamente sono piuttosto ripetitive, ma davvero piacevoli (quello swing che in un titolo così “chic” non fa mai male) e accompagnano bene, con numerosi crescendo, le varie fasi di gioco. Siamo di fronte insomma ad un indie che, tirando le somme, vi stupirà in ogni sfaccettatura, ma che dovrà essere supportato da qualche compagno di avventure per poter dare il meglio di se.

I pro

  • Grafica pixellosa accattivante
  • Trama semplice ma coinvolgente
  • Grande modalità cooperativa

I Contro

  • Single player poco divertente
  • A tratti troppo caotico

Voto Globale 8.5

Con la nuova versione di Kingdomgame ci siamo prefissati di curare al meglio il settore indipendente. Monaco rappresenta un grande esempio di cosa può fare questo settore in continua espansione. Dinamico, fluido e con gameplay versatile questo titolo non vi deluderà.

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