Recensione

Lollipop Chainsaw: Recensione e analisi

Una bella ragazza pon-pon con un’insana passione per i lecca lecca può anche essere una spietata cacciatrice di zombi? A rigore di logica la risposta sarebbe negativa, ma a vedere in azione la protagonista di Lollipop Chainsaw direi proprio che l’abito non fa il monaco, specie se l’abito in questione è molto succinto. Se poi Juliet si porta dietro una motosega all’ultima moda per affettare e decapitare orde di non morti direi che tutto è possibile nell’ultimo folle gioco partorito da Grasshopper Manufacture.

Zombies ate my schoolmates

La mattina del suo diciottesimo compleanno, come tutti i giorni, Juliet si reca in bicicletta alla San Romero High School, ma si accorge presto che qualcosa non va. I suoi compagni sono più rintronati del solito, hanno uno strano colorito e si trascinano lungo la strada biascicando parole senza senso. Che abbiano fatto tardi alla mega festa della sera prima, magari assumendo sostanze illecite? No, niente di cosi grave per fortuna, Ë solo che uno studente più pazzo della media, secchione e stufo di essere preso di mira dai bulli (alcuni adducono come vero motivo un due di picche rifilatole da una ragazza e visto il suo aspetto non stento a crederci), ha deciso di far ricorso alla magia e qualche bomba per aprire un varco tra la Terra e il Mondo Putrefatto. Come conseguenza quasi tutti gli alunni della scuola sono stati infettati, diventando zombi che attaccano i pochi superstiti. Tra questi anche Nick, il ragazzo di Juliet, che viene morso ad un braccio. Juliet per salvarlo lo decapita prima che l’infezione arrivi al cervello e si porta la sua testa parlante attaccata alla sua cintura come un portachiavi. Con l’aiuto del suo sensei, il diversamente alto Junji Morikawa, Juliet e quello che resta del suo ragazzo riescono a ripulire la scuola ma questo Ë solo l’inizio: la piaga si propaga in tutta la città e a peggiorare la situazione c’è l’arrivo dal Mondo Putrefatto di cinque Messaggeri delle Tenebre, decisi ad eliminare la nostra bionda cacciatrice di zombi e tutta la sua famiglia.

 

Bionde contro Zombi

 

A prima vista Lollipop Chainsaw sembra un semplice clone di No More Heroes con una donzella che sostituisce Travis e la motosega al posto della katana laser. Ma se Goichi Suda è il Quentin Tarantino dei videogame un motivo deve pur esserci ed infatti questo gioco diventa molto velocemente un delirio da vedere, da ascoltare e da giocare grazie al riuscitissimo mix di violenza, horror e ironia che già aveva funzionato nel recente Shadows of the Damned. L’inizio, come detto, Ë abbastanza lento e prevedibile: Juliet avanza lungo i corridoi della sua scuola usando la sua motosega per farsi largo tra ex compagni, inservienti ed insegnanti ormai trasformati in zombi. Eliminandoli -meglio stordirli a calci per poi decapitarli in gruppo- si guadagnano due tipi di medaglie, che possono essere spese nei negozi per acquistare oggetti utili ai fini del gioco, come lecca lecca per recuperare energia o potenziamenti, ed altri di contorno come nuovi completini per Juliet (chiamiamoli di contorno) o musiche extra per la nostra playlist. Visto che gli upgrade della motosega (Motosega Turbo e Laser) avvengono in automatico, grazie ai regali che Juliet riceve per il suo compleanno, il modo migliore per spendere le medaglie è però quello di sbloccare nuove e più potenti combo o nuovi attacchi roulette in cui usare la testa di Nick per eliminare gli zombi in maniera più fantasiosa. Ciò che rimane di Nick torna utile anche quando, attaccata ad un corpo speciale e dopo una lunga sequenza di tasti da premere, libera la strada a Juliet o l’aiuta a saltare in alto. Ma questo è solo uno degli esempi di Quick Time Event da superare, in Lollipop Chainsaw c’è un uso abnorme di questa pratica, se vi piace bene, altrimenti fatevene una ragione e fate pratica, perchè molto tempo si passa premendo in tempo o martellando il tasto che viene indicato sullo schermo, sia per superare gli ostacoli tagliandoli o prendendoli a calci e sia per terminare i boss di fine livello. Lollipop Chainsaw può contare su una grafica molto curata, interamente realizzata con la tecnica del e con una chara-design azzeccato e infarcito di tante citazioni e luoghi comuni derivanti dal mondo della musica, specie rock/metal. La colonna sonora è semplicemente favolosa, potendo contare su 60 melodie tra brani composti per l’occasione da Akira Yamaoka e pezzi famosi (Lollipop delle Chordettes e Cherry Bomb delle The Runaways, giusto per citarne un paio). Purtroppo per noi Lollipop Chainsaw ha anche degli aspetti meno piacevoli: nei combattimenti la telecamera a volte perde di vista Juliet e non è raro assistere ad un fastidioso bug per cui la nostra cheerleader smette stranamente di camminare. In secondo luogo, nonostante il gameplay si mantenga sempre su livelli medio-alti di divertimento, con diverse chicche come giocare a basket con le teste degli zombi o le citazioni a Pac Man, Pong ed Elevator Action del quarto livello, si poteva certamente lavorare verso una maggiore varietà dell’azione, dando spazio alle sorelle di Juliet, relegate a ruolo di mere comparse, magari implementando sezioni a bordo del pulmino guidato da quella matta di Rosalind o altre in cui affidarsi al fucile da cecchino di Cordelia. In questo modo si sarebbe anche supplito al vero tallone di Achille di Lollipop Chainsaw: la sua estrema brevità. I sei livelli più prologo che compongono il gioco finiscono molto in fretta se non giocati subito al livello di difficoltà più alto. Una volta finiti si può rigiocare la storia, magari a livello tostissimo, per vedere il secondo finale o per sbloccare gli oggetti mancanti. In alternativa si possono affrontare i livelli in Modalità Classifica cercando di battere i record, anche quelli degli altri giocatori sparsi per il mondo. Tra l’altro alcuni oggetti appaiono nello shop solo battendo i record del padre di Juliet.

I pro

  • Buona grafica ed ottima colonna sonora
  • Divertente e frenetico
  • Molti elementi da sbloccare

 

I Contro

  • Molti non capiranno l'ironia del gioco
  • Corto e facile

Voto Globale 8

Credo che, al pari di tutti i giochi nei quali mette lo zampino Suda51, anche questo sia destinato a dividere critica e pubblico. Ben realizzato, divertente, violento e ironico ma Ë anche corto, facile e non adatto a tutti. Lollipop Chainsaw rischia di non essere avvertito come un titolo serio da tanti giocatori. Ovvio, chi conosce e condivide la visione dei videogame di Goichi Suda può già prendere il martello in mano e spaccare il salvadanaio.

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