Recensione

Dishonored: Recensione e Analisi

 
 
 
Il genere stealth ha da diverso tempo una nutrita schiera di fan che lo apprezzano per via delle meccaniche che lo rendono piacevole, i momenti di pianificazione e studio della routine dei nemici sono fondamentali in attesa del momento giusto per agire. Questa generazione ha visto sia importanti ammodernizzazioni sia scoinvolgimenti verso la strada dell’action puro. Vediamo cosa ne pensa Arkane Studios.
 
 
Tra assassini e peste
 
La situazione a Dunwall, cittadina ispirata alla Londra Vittoriana con un piacevole retrogusto steampunk, non è certo delle più rosee, i ratti invadono la città causando la peste, la malattia si diffonde e i corpi senza vita campeggiano per le strade causando disperazione mentre i pochi sani cercano rifugio chiedendosi se la situazione migliorerà. Corvo Attano, protettore dell’imperatrice, torna da un lungo viaggio che l’ha portato nelle vicine isole in cerca di una cura ma che purtroppo ancora non esiste, appena scesi dall’imbarcazione con cui siamo stati accompagnati veniamo accolti calorosamente da Lady Emily, segue un simpatico tutorial per le basi dello stealth. Arriviamo a cospetto dell’imperatrice portando la brutta notizia, bastano pochi secondi e la situazione peggiora ulteriormente, un gruppo di assassini si avvicina e ci impedisce di fermare una morte che porterà maggiore scompiglio mentre Emily viene rapita. Siamo gli unici nei dintorni e non possiamo che essere accusati di omicidio e rapimento. Fortunatamente qualcuno crede che Corvo non sia il responsabile e viene aiutato a scappare al destino che gli sarebbe spettato. Fatta conoscenza dei lealisti, che si rifugiano in un Pub che serve da intermezzo tra una missione e l’altra, in un sogno incontriamo l’Esterno, colui che ci donerà il primo potere che, in accoppiata con la maschera che riceveremo in seguito, segna l’inizio dell’avventura di Corvo.
 
 
Il fascino della scelta
 
Arrivati nel luogo della missione possiamo dirigerci direttamente verso il nostro obiettivo oppure esplorare la porzione di città messa a disposizione. Non siamo infatti di fronte ad un open world ma più ad un parco giochi dove noi a scegliamo da dove iniziare a divertirci, esplorando possiamo raccogliere i collezionabili utili a sbloccare abilità o poteri oppure possiamo incontrare NPC che ci assegnano missioni secondarie. Queste non sono un semplice contentino, ci permettono di scoprire modi alternativi per proseguire con la missione principale, magari aiutando uno di questi in cambio ci indicherà una via migliore, oppure ci assicurerà una soluzione non letale per togliere di mezzo il nostro bersaglio, e chissà se non riceveremo altro in cambio. Utile è utilizzare la traslazione e sfruttare la verticalità dei livelli per scrutare dall’alto la situazione, la soluzione più ovvia difficilmente è la migliore, restare in strada diventa rischioso quando i sistemi di sicurezza abbondano. Origliare una discussione ci permette di scoprire le strategie delle guardie oppure sapere se una determinata porta è chiusa oppure no e scoprire chi ha la chiave, altrimenti possiamo leggere i documenti piazzati con astuzia nei livelli, questi possono avere una funzione simile alle discussioni oppure ampliare le nostre conoscenze sul mondo di gioco.
 
 
 
 
Sgattaiolando furtivamente
 
Come ogni buon stealth che si rispetti dobbiamo riuscire a sportarci imparando la routine dei nemici, rimanendo accucciati produciamo meno rumore e diminuiamo la nostra presenza visiva. Anche qui ci sono diversi approcci possibili, possiamo raggiungere lo scopo della missione evitando completamente le guardie, prendendo possesso del corpo di un ratto per intrufolarci in minuscoli cunicoli altrimenti inutilizzabili e arrivare dall’altra parte senza neanche aver sfiorato qualcuno. Usando la tralaslazione ci portiamo sui lampadari che sovrastano i corridoi e usiamo la visione oscura per vedere evidenziati i nemici e i coni visivi, aspettiamo che uno di loro sia sotto di noi e lo uccidiamo in salto oppure ancora, saltiamo dietro di lui per stordirlo e nascondere in fretta e furia il corpo. Se questo viene scoperto i colleghi si allarmano e tengono brandita la spada. Noi possiamo fare lo stesso, volendo possiamo giocare Dishonored come un classico action e ammazzare a colpi di spada e pistola chi si oppone alla via di Corvo. Nella mano destra abbiamo costantemente una lama da usare pensando soprattutto a pararci poco prima di subire un attacco, in questo modo uno slowmo ci permette di eseguire un contrattacco fatale in grado di uccidere istantaneamente. Nella mano sinistra possiamo scegliere se equipaggiare la pistola o la balestra, granate o mine oppure i poteri. Il divertimento è inventarsi la combinazione più disparata di questi, rallentare il tempo per possedere una guardia per poi avvicinarla ad un’altra appicicare una granata e vederli saltare in aria è cosa fattibile come fare in modo che si sparino in faccia tra di loro. Noi l’abbiamo giocato cercando l’approccio più stealth possibile, stordire piuttosto che uccidere, in alcune occasioni non abbiamo esitato a far scorrere il sangue di altri, ma anche il nostro in quanto bastano pochi colpi per cadere a terra e ricaricare il precedente salvataggio. Nella successiva partita ci siamo posti l’obiettivo di non uccidere nessuno e di non farci mai scoprire, ci siamo riusciti, e a nostro parere è più soddisfacente e piacevole.  Le nove missioni della storia scorrono nelle circa 20 ore necessarie per portarlo a termine tra una semplice trama, ma che non si lascia sfuggire alcune sorprese, e un finale che varia in base alle nostre azioni.

I pro

  • Tanta libertà di scelta concessa al giocatore
  • Ottimo level design
  • Gameplay piacevole
  • Lo stile di Dunwall e dei suoi personaggi
  • 20 ore per portarlo a termine e rigiocabilità assicurata

I Contro

  • Texture in bassa risoluzione
  • Corvo perché non parli?

Voto Globale 8.5

Difficile valutare Dishonored, ha una trama che non rimarrà nella storia ma funziona, e i libri sparsi nel gioco raccontano un mondo denso di dettagli, peccato per un protagonista che è si affascinante ma senza voce e poco approfondito. Il suo punto di forza maggiore è la libertà di scelta concessa al giocatore e un level design che ne premia la fantasia, se giocato stealth vi divertirete nel trovare la soluzione più silenziosa possibile, invece da action vorrete provare tutti i marchingegni a vostra disposizione. Lo stile utilizzato nel creare Dunwall e i suoi abitanti è dei piú piacevoli e caratteristici della generazione, e se proprio bisogna dirlo, le texture sono in bassa definizione. Da sottolineare l'ottimo doppiaggio italiano.

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