Recensione

Dishonored il pugnale di Dunwall: Recensione e Analisi

Nella nostra recensione di Dishonored vi abbiamo fatto capire quanto abbiamo apprezzato l’avventura di Corvo Attano, il gameplay pieno di possibilità, il level design e lo stile della città di Dunwall. Le uniche pecche erano una trama poco approfondita e un protagonista meno carismatico del previsto. Oggi prendiamo in esame il DLC “Il pugnale di Dunwall” che promette altre ore per tutti i fan del gioco, ma questa volta in compagnia di un altro personaggio…

Alla ricerca di Delilah

Ora vestiamo i panni di Daud, l’assassino dell’imperatrice a cui Corvo assiste alla scena e alla cattura della figlia Lady Emily. Subito dopo il fatto i sensi di colpa lo attanagliano, cerca di convincersi che è stato un lavoro come un altro, nulla cambierà. Poco dopo tutt’intorno a noi cambia, fluttua e si deforma, segno dell’arrivo dell’Esterno che parla a Daud confessandogli che l’intera faccenda ruota intorno al nome Delilah. Diverrà questo il nostro scopo per l’intera durata di questo DLC, chi o cosa è Delilah? In realtà il problema maggiore lo riscontriamo proprio nella storia messa in piedi per questa occasione, se le premesse per una trama con intrecci e colpi di scena sono elevate il risultato si riduce a pochi dialoghi interessanti e un finale deludente, o meglio praticamente assente. Elogiamo invece la cura che ancora una volta è stata posta alla caratterizzazione e alle mini storielle degli obiettivi da eliminare. Per esempio il capo del mattatoio nel primo livello, non ne vuole sapere degli scioperandi o delle balene torturate per spremere il loro prezioso olio, lo racconta nei tanti diari e audio diari.

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Daud e il suo pugnale

Il gameplay rimane sostanzialmente invariato tranne qualche cambiamento nei poteri e aggiunta nell’inventario. Ora traslazione ferma anche il tempo, questo ci permette di scegliere con cura dove teletrasportarci nei momenti di difficoltà. Una delle nostre lamentele mosse nel gioco base era l’imprecisione di questo potere, qui il risultato non cambia ma peggiora, dovendo figurare il tempo che si ferma la scelta è ricaduta sul bianco e nero, questo rende poco chiara la posizione del segnalatore. Al posto del cuore ora troviamo la visione dell’oblio che segnala a schermo la posizione di rune e amuleti d’osso. Un potere tutto nuovo è “chiama assassino”, come suggerisce il nome abbiamo la possibilità di far arrivare un assassino e ordinargli di attaccare una singola guardia o un gruppo intero, esso può aiutarci ad eliminarli o distrarli mentre noi sgattaioliamo via indisturbati. Nel nostro inventario troviamo ancora una lama e una balestra, in aggiunta abbiamo l’arco esplosivo e la polvere soffocante. Queste aggiungono nuove possibilità alle già enormi che avevamo con Corvo, facendoci testare nuovi approcci, che essi siano furtivi o letali. Togliendo il castello dell’imperatrice che funge da tutorial, le ambientazioni sono tre una per missione; permane l’ottimo level design che permette diversi approcci per arrivare al nostro obiettivo. La presenza delle missioni secondarie allunga l’esperienza che però rimane stazionata sulle sei ore, e ne dura circa tre giocando con un approccio più action. In alcune occasioni abbiamo assistito a delle strane routine dei nemici, per esempio rimanevano immobili nello stesso punto o si ostacolavano a vicenda, questo o altri problemi non li avevamo riscontrati durante il gioco base, segno di una minor cura in questo senso nel DLC.

I pro

  • Nuove possibilità offerte dal gameplay
  • Nuove ambientazioni
  • poteri ed equipaggiamento
  • rigiocabile...

I Contro

  • ...ma comunque breve
  • Deludente il finale
  • come in generale la trama
  • Qualche bug di troppo

Voto Globale 8

Il pugnale di Dunwall è consigliato a tutti i videogiocatori che hanno adorato Dishonored per il suo gameplay e non vedono l'ora di rimettere il disco nella console, al contrario lo sconsigliamo a chi vuole qualcosa di diverso dal gioco base o da chi si aspetta qualche rivelazione narrativa vestendo i panni di Daud. Apprezziamo lo sforzo degli Arkane Studios di proporre un DLC che tutto sommato vede il lavoro di ambientazioni, armi e poteri nuovi, ma lo vediamo anche come un'occasione che poteva essere sfruttata per riempire i buchi narrativi lasciati in precedenza.

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