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Recensione

Close to the Sun - Recensione, i misteri della Helios

Abbiamo giocato a Close to the Sun, il survival horror in prima persona di Storm in a Teacup, pieno di misteri e nascoste verità da riportare alla luce!

Close to the Sun è il nuovo survival horror in prima persona del talentuoso team italiano Storm in a Teacup, conosciuto per aver realizzato in passato l’enigmatico NERO: Nothing Ever Remains Obscure.

Il gioco è attualmente disponibile per PC, ma solo su Epic Games Store, mentre uscirà nei mesi a venire su console PlayStation 4 e Xbox One.

Dopo aver giocato da cima a fondo la versione PC, siamo finalmente pronti a dire che cosa ne pensiamo in questa recensione.

INDICE

Una trama fitta di misteri a bordo della Helios

La storia di Close to the Sun ha inizio nel 1897, al termine di un secolo caratterizzato da scoperte scientifiche, in grado di cambiare il destino dell’umanità.

Lo scenario proposto viaggia su un filo sottile tra realtà e finzione, in cui due personalità lungimiranti come Nikola Tesla e Thomas Edison, si danno battaglia a suon di nuove invenzioni. I due scienziati, infatti, possiedono una concezione diametralmente opposta del presente e del futuro di tutto il mondo.

Rose Archer dovrà indagare sui misteri della Helios!

I misteri della Helios di Nikola Tesla.

Tu vestirai i panni di una giornalista di nome Rose Archer che, dopo aver ricevuto una lettera di invito da sua sorella Ada, raggiungerà ben presto la Helios. Quest’ultima è una gigantesca struttura situata in fondo all’oceano, utilizzata per condurre studi ed esperimenti da Nikola Tesla e dalla sua potente organizzazione.

Le ambientazioni che ti troverai davanti, saranno tutto tranne che ospitali. Dovrai capire cosa ha portato in malora l’intera nave e trovare una risposta a tutti i misteri riguardanti le oscure attività scientifiche eseguite dai collaboratori di Tesla.

Il gameplay punta sull’esplorazione, sugli enigmi e su fughe occasionali!

Close to the Sun è un survival horror che tenta di incutere terrore passivo al giocatore. I jumpscare sono ridotti all’osso, mentre le fughe si conteranno giusto nel palmo di una mano.

La produzione di Storm in a Teacup mette al centro una narrazione che abbiamo trovato ammaliante ed interessante per molti tratti. La voglia di conoscere di più sulle vicende è poi incentivata dall’esistenza di innumerevoli collezionabili – sparsi lungo il prologo e i 10 capitoli di cui è composta l’opera – utili e necessari per avere ulteriori dettagli sulla lore e quindi sulla misteriosa trama presentata dal gioco.

La presenza di collezionabili è senz’altro una scelta voluta per non rendere la progressione lineare fin troppo spedita e accentuata, visto che il titolo prevede un percorso obbligato da seguire.

A fermare l’avanzata del giocatore, ovviamente, sarà anche la presenza di numerosi enigmi. Consideriamo questi ultimi ben confezionati e alla portata di chiunque, visto che non richiederanno un’eccessiva logica per essere superati e daranno in dono un bel senso di soddisfazione.

Risolvi gli enigmi per proseguire!

Preparati a risolvere gli enigmi per poter proseguire!

Durante l’avventura, Rose non potrà fare uso di armi o di oggetti! Potrà soltanto scappare dalle minacce in stile Outlast. E’ anche vero che, a differenza dell’horror di Red Barrels, qui mancheranno le situazioni al cardiopalma… non consideriamo ciò come un difetto, la nostra è soltanto una constatazione. La valutazione, in questo caso specifico, è puramente soggettiva.

Una cosa, però, è giusto dirla; qualora il gioco fosse stato più movimentato e pauroso, ci saremmo sicuramente goduti meno gli accadimenti proposti dalla storia.

La grafica di Close to the Sun è davvero ispirata!

Fin dalle primissime battute di gioco, siamo rimasti affascinati dal comparto artistico di Close to the Sun. Il tutto è stato reso possibile, grazie soprattutto all’ispirazione del team di sviluppo e all’utilizzo sensato dell’Unreal Engine 4 che ha permesso di dare forma alle bellissime e suggestive location del gioco.

La cura ai dettagli come riflessi, luci ed ombre, risulta essere davvero certosina, mentre la pecca maggiore risiede nella creazione dei modelli poligonali dei nemici da cui dovrai scappare nel corso dell’intera avventura.

La grafica del gioco, quindi, garantisce un grado di immersione assoluto. In molti casi ti sembrerà veramente di essere lì nei panni della giornalista Rose. Lo stile ottocentesco, poi, è palpabile in tutti gli ambienti.

Nel corso dell’avventura ti imbatterai anche in piccoli easter egg – come ad esempio la stanza e la lettera di addio di Albert Einstein – davvero ben incastonati nell’universo di gioco.

L'Unreal Engine 4 è stato utilizzato nello sviluppo di Close to the Sun.

La grafica di Close to the Sun è davvero ben ispirata!

Nel caso in cui ci fosse un Close to the Sun 2, la nostra speranza sarebbe quella di avere la possibilità di accedere a molte più aree extra, utili per sapere di più sui personaggi e sull’intero mondo di gioco. Ci piacerebbe, inoltre, poter adottare un approccio più simile a Prey, ovvero scegliere quale via intraprendere, oltre ad avere più elementi con i quali poter interagire.

Il sonoro è di ottima fattura dall’inizio alla fine

L’occhio vuole la sua parte, ma l’orecchio non vuole essere da meno. I videogiochi che ambiscono a coinvolgere gli utenti devono necessariamente fare leva su un comparto audio di qualità.

Il doppiaggio in inglese di Close to the Sun è veramente favoloso, ma non è da meno quello in lingua italiana. In genere, l’audio originale è sempre il migliore, cosa che non viene smentita nemmeno in questo caso.

Le musiche di accompagnamento e gli effetti sonori portano avanti il loro compito in maniera tutto sommato buona, mantenendo sempre il loro apporto e senza quindi concedersi ad alti e bassi. La soundtrack di Close to the Sun l’abbiamo trovata particolarmente orecchiabile.

Infine vale la pena fare un accenno sulla durata del gioco, in linea con le produzioni videoludiche di questo tipo. La nostra esperienza, vissuta con relativa calma e alla ricerca di tutti i collezionabili, si è consumata nell’arco di 8-9 ore.

I pro

  • La trama del gioco è misteriosa al punto giusto
  • L'esperienza di gioco è davvero immersiva e punta sull'esplorazione
  • La grafica è davvero ispirata!
  • Il sonoro è di ottima fattura

I Contro

  • Non è un vero e proprio survival horror ma più uno story driven
  • Pochi confronti con i nemici, oltre al fatto che potrai solo fuggire in stile outlast
  • Modelli poligonali dei nemici soltanto discreti

Voto Globale 8

La conclusione di Close to the Sun ha scatenato in noi la voglia matta di un sequel, allo scopo di sapere di più sulla storia della Helios e del periodo storico narrato. Il gioco si avvicina più a uno storydriven che a un survival horror vecchio stampo, ma a noi è piaciuta molto l'esperienza di gioco che è stato in grado d'offrire. Avremmo però voluto ottenere un po' di libertà di esplorazione in più, così da rendere la progressione meno lineare di quello che effettivamente è. Al netto di pregi e difetti, Close to the Sun è riuscito ad appagare le nostre aspettative, dando vita a risvolti narrativi interessanti. Speriamo bene per un possibile sequel diretto!
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