Recensione

Bloodborne – Recensione, il miglior incubo su PS4

Dopo decine e decine di morti, siamo pronti a dare il nostro giudizio definitivo su Bloodborne, la straordinaria avventura di From Software.

Quando uscì Demon’s Souls su Playstation 3, tutti erano affascinati e terrorizzati allo stesso tempo. Affascinati perché il titolo From Software portava per la prima volta qualcosa di nuovo, non solo sulla console Sony, ma sulla generazione di allora. Nuovo per un pubblico a quel tempo abituato a chimere e a guerre moderne.

Ci trovavamo in un periodo dove ci si godeva le nuove meccaniche introdotte dalle piattaforme precedenti, come la rigenerazione automatica della salute e i checkpoint frequenti. Tutto venne improvvisamente spazzato via dall’idea di avventura di Hidetaka Miyazaki. Quest’ultimo, infatti, diede vita ai cosiddetti Souls Like, ossia una concezione diversa di gioco di ruolo, resa volutamente ancora più difficile.

Allora Sony si lasciò sfuggire i Dark Souls, ma non l’originalità di From Software, il quale seppe valorizzare ancor di più la propria formula con l’esclusiva PS4 Bloodborne.

La nostra recensione definitiva di Bloodborne.

INDICE

Yharnam, l’oscura città dove è ambientato Bloodborne

Yharnam è il luogo che dà vita alle vicende in cui il nostro protagonista è coinvolto. La città gotica, nella piena epoca vittoriana, si vede intrappolata in quello che possiamo definire un vero e proprio incubo.

Yharnam assiste ogni notte alla “Piaga della bestia”: un’epidemia che ha trasformato gli abitanti della città in belve feroci. Essi sono incurabili, neanche dai migliori medici presenti nei luoghi circostanti.

Esiste un solo un modo per curarli: la morte. La caccia è dunque aperta e noi siamo uno dei cacciatori che dovrà vivere l’incubo.

In Bloodborne, vestirete i panni di un vero e proprio cacciatore!

Il mondo di Bloodborne è stato colpito da una pericolosissima epidemia.

Bloodborne ha una storia?

A Yharnam troviamo gli abitanti già preparati per la giornata di caccia. I più premurosi si sono barricati in casa per non rischiare la vita. Altri invece partecipano attivamente, impugnando forconi e torce per uccidere mostri e cacciatori.

Durante la storia non assisterai a scene di intermezzo e/o a dialoghi che spiegheranno che cosa sta accadendo.

La forza dei titoli From Software è proprio la capacità di creare un’atmosfera misteriosa, che spinge i giocatori a scoprire i dettagli della lore (i retroscena, i segreti e tutta la storia del mondo di gioco), analizzando gli scenari, gli oggetti e parlando con i personaggi non giocanti (NPC) presenti nelle diverse ambientazioni.

Seppur le premesse iniziali e lo sviluppo delle vicende siano molto interessanti, siamo rimasti con l’amaro in bocca per la parte conclusiva, davvero fin troppo sbrigativa.

L’origine del personaggio

La creazione del personaggio è più completa rispetto a quella vista negli altri Souls Like. Vede un editor di stampo classico, con la possibilità sia di scegliere tra modelli predefiniti che di impostare manualmente i parametri.

Un omone con testa piccola, naso enorme, mascella minuscola e capelli viola può essere facilmente realizzato. Ma ciò che conta di più – a livello di gameplay – è la scelta dell’origine.

Quella che andremo a scegliere sarà la classe iniziale. Come ben saprai – se conosci le dinamiche dei Souls Like – non esistono dei veri e propri ruoli predefiniti, piuttosto degli stili di approccio alle battaglie che si basano sulle statistiche del personaggio.

Sarà quindi doveroso spendere gli Echi del Sangue in possesso (che fungono da punti esperienza) sulle caratteristiche che rispecchiano di più il tuo stile di gioco.

La caratteristica della “Forza” è perfetta per chi vuole puntare su un approccio fisico più diretto. Per coloro che invece decidessero di ripiegare su uno stile “mordi e fuggi” sarà più opportuno spendere l’esperienza accumulata sulla resistenza e sull’agilità del proprio alter-ego.

La valuta di Bloodborne è rappresentata dagli Echi del Sangue

Spendete bene i vostri Echi del Sangue!

Insomma, il sistema di crescita del personaggio è estremamente libero e versatile, visto che non ti sarà imposto nulla. Starà a te decidere come costruire la build “definitiva”.

Il combat system di Bloodborne

Il sistema di combattimento di Bloodborne riprende le basi da quello dei Dark Souls, anche se è presente una grande differenza: l’assenza degli scudi e la presenza delle armi da fuoco.

Sarà, quindi, importante la scelta dell’equipaggiamento, costituito da un’arma bianca e una da fuoco. La scelta di quest’ultima dipenderà dal tuo stile di gioco, così come dalle statistiche del personaggio che deciderai di potenziare. Dovrai quindi evitare di scegliere un’arma poco appropriata alle caratteristiche del tuo personaggio.

Preparati ad affrontare i nemici con criterio, analizzando attentamente la situazione. Non dovrai basarti soltanto sul tipo di minaccia, ma anche sulla location in cui ti troverai a combatterla. Il luogo, infatti, potrebbe pregiudicare la tua morte, più del nemico stesso.

A scontro iniziato, dovrai mettere in gioco la tua astuzia e i tuoi riflessi. L’assenza degli scudi renderà gli scontri più dinamici e veloci; imparare le animazioni e i pattern d’attacco risulterà essere – a conti fatti – la strategia vincente. In generale, dovrai fare attenzione a due cose: al nemico e al consumo della stamina.

La rapidità negli scontri sarà davvero fondamentale.

Gli scontri in Bloodborne sono davvero frenetici!

In Bloodborne, così come negli altri Souls Like, sarà possibile mettere a segno attacchi leggeri e attacchi pesanti. La scelta di quale utilizzare non deve essere casuale, ma decisa in base alla tipologia del nemico, alla sua posizione e alla resistenza.

Ogni tipo di attacco ha una particolare animazione, che corrisponde ad una tipologia di danno inflitto e all’area d’effetto.

Una delle novità più importanti è rappresentata dalla “trasformazione” dell’arma bianca.

Per esempio: l’arma da noi scelta è stato un bastone da passeggio. Quest’ultimo si è dimostrato essere davvero letale da vicino, grazie agli attacchi di taglio e agli affondi, ma con un grosso limite: l’area in cui questi andavano a segno era davvero ridotta. La trasformazione dell’arma ci ha permesso di mantenere le distanze, o di affrontare un gruppo di nemici, trasformando la nostra arma in una vera e propria frusta.

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Un altro aspetto che arricchisce i combattimenti sono le armi da fuoco. Queste sono un supporto da usare con estrema parsimonia. Le munizioni sono limitate e non pensare che possano sostituire l’arma bianca. Sono utili per finire il nemico da lontano ma anche per eseguire una tecnica fondamentale!

Ricordi i parry? L’attacco con lo scudo per contrattaccare nei Dark Souls? From Software ha avuto la brillante idea di farlo eseguire con le armi da fuoco.

Dovrai sparare al momento giusto, ovvero quando il nemico tenterà di attaccare. Così facendo, lo stordirai per alcuni secondi rendendolo vulnerabile ad un contrattacco devastante. Questa tecnica potrà essere utilizzata anche contro i boss del gioco.

Per il resto, schivare e rotolare rappresentano anch’essi l’essenza del combat system.

Bloodborne è uno di quei pochi giochi moderni dove davvero è fondamentale conoscere il sistema di combattimento, così da impararne le meccaniche, apprenderle nel tempo e applicarle. Si tratta della migliore evoluzione che From Software potesse fare nei suoi souls like.

L’importanza del level design in Bloodborne

Ciò che ha subito un’evoluzione è anche il level design e la complessità strutturale del mondo di gioco. Un’area incredibilmente vasta ed interconnessa.

Non ci è capitato poche volte di tornare sui nostri passi e di trovare un sentiero che non avevamo notato, scoprendo poi un’ulteriore zona esplorabile. C’è tanto da scoprire e da capire, porte da aprire e segreti da svelare.

I soli Chalice Dungeon ti porteranno via ore e ore. Questi, come dice il nome, sono dei veri e propri dungeon con nemici e boss unici. Rappresentano una vera sfida non solo a causa della loro presenza, ma anche per le trappole mortali che cercheranno di bloccarti la via. Per accedere a queste aree bisognerà prima completare un rituale con determinati oggetti; a questo punto si creerà un dungeon sempre diverso. A tal proposito, ci teniamo a segnalarti la nostra guida ai calici di Bloodborne.

Il mondo di Bloodborne è pieno di segreti che dovranno essere svelati.

Bloodborne presenta anche delle aree nascoste!

Un altro fattore che ci è davvero piaciuto in Bloodborne è quello visivo. Non stiamo parlando della grafica, bensì di pura arte visiva.

Lo stile vittoriano è davvero azzeccato e riesce a rimanere in tema sia nelle ambientazioni di gioco che negli abiti. Peccato per alcuni problemi tecnici, come i lunghi caricamenti – soprattutto quelli post morte – e il calo repentino del frame rate.

Lo stesso vale per l’online, dove abbiamo avuto non pochi problemi con il matchmaking. Che si tratti di aiutare o essere aiutati, le attese sono state più lunghe di quelle che ci saremmo aspettati.

I pro

  • Un'esperienza di gioco unica
  • Stile artistico eccezionale
  • Il combat system è l'estasi dei giochi d'azione
  • Ambientazioni enormi, complesse e ricche di segreti da scoprire

I Contro

  • Il matchmaking è da sistemare
  • Caricamenti fin troppo lunghi
  • Poche armi rispetto agli altri Souls Like

Voto Globale 8.5

Bloodborne è una di quelle esperienze uniche a cui From Software ci ha abituato. Il combat system è la giusta evoluzione di quello dei Souls Like, l’estasi degli action game. Va' imparato e padroneggiato al meglio per sopravvivere, ma una volta fatto è in grado di appagare come nient’altro prima d’ora. Una marea di aree da scoprire ed esplorare ti impegneranno per una marea di ore, per non parlare poi dei Chalice Dungeon. Peccato per i problemi tecnici che affliggono il gioco, in primis le estenuanti attese del matchmaking e i caricamenti fin troppo lunghi.
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