Recensione

Black Mirror – Recensione, Lo specchio dell’orrore videoludico!

THQ Nordic e King Art Games rilasciano su PS4, Xbox One e PC Black Mirror, avventura grafica in 3D reboot dell'omonimo punta e clicca rilasciato nell'ormai lontano 2004. Ecco la nostra recensione completa del titolo!

Serie televisiva a parte, il titolo Black Mirror non dovrebbe suonare affatto nuovo, specie ai videogiocatori di vecchia data.

Nel 2004 Power Up pubblicò un’avventura grafica punta e clicca sviluppata da Future Games dai toni macabri e gotici, capace di mostrarsi fedele – sotto certi aspetti – agli esponenti del medesimo genere parecchio in voga negli anni Novanta. Dopo ben 13 anni e due seguiti non proprio all’altezza, THQ Nordic decide di commissionare a King Art Games lo sviluppo di un omonimo reboot, nel tentativo – miseramente vano – di dare nuovo lustro alla saga. Ecco, dunque, che nel nuovo Black Mirror vediamo recuperato il background e le atmosfere gotico-lovecraftiane originali, unitamente ad una più “moderna” struttura 3D del genere avventura grafica. Noi abbiamo giocato al titolo, e dobbiamo ammettere che ben più di qualcosa non ci ha affatto convinto.

Black Mirror, reboot dell'omonimo titolo uscito nel 2004

David Gordon è costretto a tornare in Scozia, per ereditare la tenuta di famiglia.

Home Sweet Home

Al momento dell’improvvisa dipartita del capofamiglia dei Gordon, nobile casata scozzese, il rampollo David si vede costretto a raggiungere le Highlands dall’India per ereditare la proprietà del maniero di famiglia. Il giovane uomo, tornato a casa per questioni legali e burocratiche, si troverà presto invischiato in una rete di misteri che avvolge la proprietà, la sua casata e la morte del padre. Il prologo alquanto raffazzonato, così come le sciatte citazioni agli universi letterari di Edgard Allan Poe e H.P. Lovecraft, potrebbero suggerire una continuità narrativa con il titolo originale che è, tuttavia, soltanto apparente. In questo reboot, difatti, le vicende saranno assolutamente indipendenti ed autoconclusive, sebbene il sangue sia sempre di casa Gordon.

Contrariamente rispetto a quanto è lecito aspettarsi da un’esponente del genere, l’impianto narrativo di Black Mirror è scialbo, scontato e carente. Le premesse piuttosto classiche non sarebbero di per sé stesse un problema, se non divenissero espressione di un manierismo di genere che sfocia nell’apoteosi dei cliché dell’horror. Dalla magione enorme e oscura ad una servitù in possesso di troppe informazioni, passando per una mal contestualizzata dose di paranormale, riesce davvero difficile lasciarsi coinvolgere dalla narrativa di Black Mirror. I colpi di scena sono prevedibili, così come appaiono recisi di netto quei – pochi – guizzi narrativi che la produzione rivela, specie nella seconda metà dell’avventura. Un comparto tecnico ed un sistema di animazioni d’altra generazione, unitamente ad una sceneggiatura tutt’altro che di spessore, affondano il colpo di grazia, vanificando il potenziale positivo dell’atmosfera del titolo ed affossando la caratterizzazione dei personaggi.

E pensare che il comparto narrativo, a conti fatti, si rivela l’elemento di maggior stimolo per portare a termine l’avventura. O meglio, per non abbandonarla miseramente anzitempo.

Black Mirror-2

Davvero, si fa fatica a salvare qualcosa di Black Mirror!

Specchio delle mie brame…

Sotto il profilo ludico, il titolo King Art Games è una cornucopia di stenti ed esiguità. A cominciare dagli enigmi, che si esauriscono letteralmente nell’arco della prima ora e mezza di gioco, per lasciare spazio alle successive circa 5 ore di quasi totale vuoto videoludico. Ci ritroveremo ben presto a vagare per la – neanche troppo grande – tenuta, ripercorrendo spesso i nostri passi ed interagendo con alcuni elementi dello scenario esclusivamente attraverso la pressione di un tasto. Il tutto accompagnati da una legnosità generale invadente, e da una responsività dei comandi di movimento colpevolmente imprecisa. La progressione, a livello narrativo, è scandita da dialoghi piuttosto passivi e da talune sequenze più movimentate. Queste saranno risolte sempre con un banale quick time event. La frustrazione è dietro l’angolo, complice un livello di sfida decisamente mal calibrato, e per larghi tratti inesistente.

Come se non bastasse, il ritmo dell’avventura è minato dall’assenza di alcune fasi di transizione cardine, nonché dalla fastidiosa presenza di frequenti caricamenti. Ogni volta che attraverseremo una porta all’interno del maniero, partirà un caricamento. Il tutto in maniera decisamente ingiustificata, dal momento che le ambientazioni non brillano in quanto a vastità, varietà o minuzia tecnica, e gli elementi a schermo da gestire paiono tutt’altro che esosi. Preparatevi a trascorrere parecchio tempo in attesa, dunque, nel vostro ricorrente vagare tra le stanze. Ultimo elemento da segnalare è una gestione quantomeno discutibile dell’inventario. Non saranno molti gli oggetti con cui potremo interagire, tuttavia la sensazione di legnosità e obsolescenza che permea l’intera produzione si avverte anche in questa minuzia. L’imprecisione generale vi costringerà a tentare più volte prima di riuscire ad interagire con una parte specifica di un oggetto.

Black Mirror - Cappella

Una delle poche ambientazioni di Black Mirror è questa “misteriosa” cappella.

…chi è il più brutto del reame?

Il comparto tecnico di Black Mirror è scadente, in linea con il resto della produzione. La varietà di situazioni, ambientazioni e dettagli è ridotta all’osso. Ciò nonostante, la mole poligonale e le texture non riescono a convincere, mostrando una produzione decisamente non all’altezza della corrente generazione. L’impatto visivo del titolo è problematico, e restituisce un che di obsoleto. Si salva giusto qualche gioco di luce, ma è difficile anche per i più teneri d’animo non restare delusi da una così ingiustificata pochezza tecnica. L’espressività dei volti dei personaggi è fortemente compromessa, cosa che inficia – di riflesso – la credibilità ed il coinvolgimento narrativo.

Le cutscenes – con grafica in-game – restituiscono una sensazione di rigidità generale, con movenze dei personaggi talvolta robotiche. La fisica e la fluidità, del resto, sono concetti alieni alla produzione. La prima è totalmente assente, mentre la seconda è fortemente minata da un’ottimizzazione ingiustificatamente insufficiente. Poca cosa anche il comparto sonoro, con un silenzio di fondo che accompagna l’avventura, intervallato da guizzi e toni musicali poco ispirati. Non particolarmente memorabile nemmeno il doppiaggio in lingua inglese, accompagnato da una localizzazione in lingua italiana incompleta.

I pro

  • In termini di atmosfera il titolo avrebbe anche potuto avere qualcosa da dire
  • Prima o poi finisce

I Contro

  • Comparto narrativo infarcito di cliché del genere e incapace di coinvolgere
  • Struttura ludica scarna e claudicante
  • Comparto tecnico scadente su tutta la linea
  • Caricamenti in ogni dove

Voto Globale 4.5

Salvare qualcosa dell'ultimo lavoro di King Art Games ci riesce davvero difficile. Black Mirror è un prodotto vetusto, legnoso, a tratti farraginoso. Un tentativo mal riuscito di coniugare gli elementi distintivi del genere avventura grafica con le "moderne" 3 dimensioni. Il fallimento è su tutta linea, a partire da un impianto narrativo pregno di cliché e privo di qualsiasi spunto di originalità, sino all'evidente esiguità in termini di idee che sfocia in una realizzazione ludica maldestra e claudicante. La pochezza di enigmi, gli acciacchi evidenti del comparto tecnico ed una gestione suicida dei caricamenti vanificano completamente quel fioco lume di potenziale positivo che albergava nell'atmosfera gotico-horror della produzione. La sufficienza - ci duole - è un miraggio.
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