Recensione

Assassin’s Creed Origins – Recensione, il miglior capitolo della serie?

La storia della saga di Ubisoft con protagonisti gli assassini è stata fin da sempre caratterizzata da apprezzamenti ma anche da fortissime critiche. Vediamo quali cambiamenti ha portato con sé il nuovissimo episodio!

Dobbiamo tornare a due anni fa per vedere l’uscita dell’ultimo capitolo della saga degli assassini. Syndicate riuscì a ottenere un ottimo riscontro da parte del pubblico, senza però apportare delle grosse novità nel sistema ludica da tempo richieste a gran voce dai fan. La situazione portò Ubisoft a prendere una decisione senz’altro complicata; mettere in pausa la serie per lavorare con più calma al capitolo in sviluppo.

Ai tempi si formarono ben due schieramenti: coloro che erano fermamente d’accordo con lo studio francese, desiderosi di ricevere un titolo completamente rinnovato, e altri che invece non potevano immaginare un anno orfano di un episodio della famosissima serie di AC. Ad oggi non possiamo che essere convinti della bontà di quella scelta che ha dato vita ad Assassin’s Creed Origins, una vera e propria rinascita per la serie o, per meglio dire, il vero inizio per la confraternita degli assassini che abbiamo conosciuto fino ad oggi.

Il medjay che tutti vorremmo avere…

Una terra affascinante, ricca di misteri e perfetta per generare tantissima curiosità. L’antico Egitto dell’era dell’imperatore Tolomeo è stata – a mio modo di vedere – la scelta più azzeccata per far ripartire la serie. Assassin’s Creed Origins mette i giocatori nei panni di Bayek, il medjay del piccolo paesino Siwa. Il suo compito è quello di proteggere tutti gli abitanti dell’Egitto dalle ingiustizie che vengono loro imputate.

I segreti della storia di Assassin's Creed Origins.

Siete pronti a vestire i panni dell’assassino protagonista Bayek?

Senza entrare troppo nel dettaglio, Bayek si troverà coinvolto in una situazione molto più grande di lui e, mosso dalla vendetta, cercherà di farla pagare a tutti coloro che gli hanno portato via un affetto molto caro. Chi sono questi individui? Indossano delle inquietanti maschere rigide e si fanno chiamare l’ordine degli antichi. Questi ultimi rappresentano una sorta di gruppo precursore dei templari, che abbiamo affrontato in passato negli altri capitoli della saga.

Un gameplay per tutti i gusti

Concettualmente ci troviamo dinanzi all’Assassin’s Creed più completo e variegato di tutti i tempi. Nelle prime battute del gioco, abbiamo potuto provare il sistema di combattimento, a metà strada fra quello di For Honor e quello di Dark Souls, giusto per fare qualche confronto. Personalmente l’ho trovato davvero ben realizzato, perché restituisce una buona linfa agli scontri e un certo appeal. In passato non si doveva far altro che premere a ripetizione dei pulsanti per mettere K.O i nemici, uno dopo l’altro. In questo caso, invece, si dovrà mettere in campo tutta la propria abilità per far fuori i malcapitati e uscire incolumi dalle situazioni più sfavorevoli.

Anche Origins permetterà ai giocatori di decidere quale tipo di approccio utilizzare. Si potrà agire furtivamente oppure a viso aperto con tutti i rischi del caso. Potremo decidere quale strategia d’approccio far prendere al personaggio nell’albero delle abilità, al fine di sviluppare il profilo di assassino più in linea con la nostra idea.

Cammello o cavallo per gli spostamenti nel mondo di Assassin's Creed Origins?

Il navigatore di bordo presente in Assassin’s Creed Origins.

Ubisoft ha provveduto, poi, ad inserire una gradita aggiunta, ossia l’utilizzo della fedele aquila di nome Senu, che permetterà a Bayek di segnalare i nemici di una determinata zona per affrontare la missione con un pizzico di tatticità in più. Devo dire di aver apprezzato in parte questa scelta, poiché il gioco – detto sinceramente – ne fa abusare fin troppo, andando a snaturare eccessivamente l’azione, almeno per i miei gusti.

Assassin’s Creed Origins è un action ma anche un GDR!

Adesso arriviamo al piatto forte. Un accenno del sistema di progressione lo avevamo già intravisto in Syndicate, ma Assassin’s Creed Origins è voluto andare oltre presentando delle caratteristiche da vero e proprio gioco di ruolo. I nemici non saranno tutti uguali, ma ognuno sarà caratterizzato da un diverso livello e potranno essere affrontati degnamente soltanto se il vostro Bayek sarà di pari livello o superiore. La medesima cosa vale per le missioni. In poche parole, i giocatori non potranno giocare esclusivamente le quest principali legate alla trama, ma dovranno anche portare a termine quelle secondarie per acquisire esperienza e progredire così di livello. A tal proposito, mi sento di fare un plauso agli sviluppatori – che sono tra l’altro gli stessi di Black Flag – per la qualità delle missioni, che ho trovato essere originali, varie e gradevoli da portare a termine.

Un’altra cosa di grande importanza riguarda la scelta delle armi da combattimento più adatte per il proprio stile. Questo perché AC Origins presenta armi a due mani, leggere, pesanti etc. L’utilizzo responsabile dei punti abilità, inoltre, darà accesso a delle possibilità importantissime a livello di gameplay per affrontare al meglio le avversità dei combattimenti. In questo ambito l’intelligenza artificiale dei nemici si è dimostrata assolutamente efficiente, meno in altre situazioni in cui sarà fin troppo facile prendersene gioco. Per quanto concerne quindi la prontezza e la reattività dell’IA ci saremmo aspettati qualcosa in più. 

Un open world davvero bello da vedere

Dal punto di vista grafico, Assassin’s Creed Origins fa una degna figura, grazie ad un livello di dettaglio dal grande impatto. Il tutto, grazie ad una realizzazione ottimale dei paesi e delle location. Il gioco perde – come prevedibile – nelle cutscene con dei personaggi realizzati in maniera approssimativa, all’infuori del protagonista e dei characters comprimari. Nonostante degli aspetti sottotono, possiamo ritenerci soddisfatti del risultato generale ottenuto. Non è da meno il sonoro, grazie a delle musiche di accompagnamento che sposano al meglio ogni situazione e a un doppiaggio in italiano di buona fattura.

La bellezza incredibile dell'antico Egitto!

L’Egitto di Assassin’s Creed Origins è una terra che pullula di misteri!

Per la longevità, c’è davvero poco da dire. Tutto dipenderà dalla difficoltà impostata inizialmente dai videogiocatori (facile, normale o difficile) e dalla loro abilità in game. Di sicuro passerete moltissime ore a girovagare l’antico Egitto strozzato dal temibile ordine degli antichi. Siete pronti a salvare i sui abitanti, ricoprendo i panni del protettore del popolo egiziano?

I pro

  • Un vero e proprio sistema di combattimento
  • Tante possibilità di approccio e una forte componente GDR
  • La grafica in generale è davvero di pregevole fattura
  • Il sonoro è di ottimo livello
 

I Contro

  • L'aggiunta della componente GDR potrebbe non piacere a tutti
  • L'intelligenza artificiale nemica è l'anello debole della produzione

Voto Globale 8.5

La pausa forzata di due anni fa è stata un toccasana per Assassin's Creed Origins. Il nuovo capitolo della serie si mostra rinnovato in moltissime delle sue componenti e presenta quanto di buono fatto da Ubisoft nel corso degli anni. L'antico Egitto è stato realizzato in maniera ottimale e la storia che ne è stata costruita attorno, cercando di tenere fede per quanto possibile agli eventi reali, possiamo considerarla più che soddisfacente. Oggi AC non è più soltanto un action open world, ma ha aperto la strada a una forte componente da gioco di ruolo. Tornando a due anni fa, non mi sarei mai aspettato di ritrovarmi fra le mani un Assassin's Creed Origins realizzato in questa maniera. Peccato soltanto per l'intelligenza artificiale, efficiente per quanto concerne i combattimenti, insufficiente in altre circostanze. Rispetto ad altri capitoli del brand, ho notato meno bug e questo è sicuramente un bene, così come la voglia di Ubisoft di continuare a supportare il gioco anche dopo l'uscita. Questa la trovo una cosa assolutamente necessaria e giusta da fare per mantenere viva l'attenzione sulla produzione, una delle poche tripla A che vive del solo single-player.
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