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Nintendo non cambia le sue azioni con le petizioni

Lo dichiara Reggie Fils-Aime parlando con Siliconera

Durante un’intervista con Siliconera è stato domandato al presidente di Nintendo of America, ovvero Reggie Fils-Aime, cosa ne pensa delle varie petizioni. In questo caso specifico il sito non può che intendere quella per vedere il primo capitolo di Bayonetta sulla console casalinga Wii U. Reggie ha così dichiarato:

devo dirvelo, non ha effetto su quello che facciamo. Certo, diamo un’occhiata alle petizioni e ne siamo consapevoli, ma non vanno necessariamente a modificare i nostri piani.

Ha poi aggiunto “vi faccio un esempio, volevo che Xenoblade arrivasse in america e abbiamo puntato sulla sua localizzazione. Ma la scommessa era, quanto impegno ci vorrà? Quante unità venderemo? Ci faremo un profitto? Stavamo avendo questo dibattito quando nacque Operation Rainfall, eravamo a conoscenza del fatto che ci fosse interesse per il titolo, ma doveva anche essere forte a livello finanziario.

Ha continuato dicendo “io sono pagato per portare avanti il business della compagnia, quindi so quello che succede, ma alla fine non posso che prendere una decisione pensando al bene dell’azienda. Quello che sappiamo delle petizioni è che 100.000 firma non equivalgono a 100.000 copie vendute.

A quanto pare quindi Nintendo sa che ci sono dei giocatori che vorrebbero vedere Bayonetta su Wii U, ma non è detto che il titolo vedrà la luce sulla console.

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