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GTA V nel mirino di Striscia la notizia, basta con le accuse

"Videogiochi violenti" ecco il titolo di Striscia che incolpa ancora una volta il titolo Rockstar

Gta 5 è nuovamente sotto i riflettori, etichettato ancora una volta come gioco troppo violento che genera insegnamenti negativi nelle menti più giovani. Questa volta le accuse sorgono da una trasmissione televisiva di successo in onda su uno dei principali canali nazionali, stiamo parlando di Striscia la notizia, trasmissione di informazione dalla natura satirica che ormai da anni è una delle più seguite di Italia. Nei mesi precedenti a natale una situazione simile era accaduta con un’articolo riportato da Il Corriere Della Sera nel quale l’autrice rimaneva allibita dinanzi a tale titolo. Ma perchè tutto questo succede? C’è qualcosa che non va in GTA 5, nella legislazione italiana oppure nei consumatori stessi?

Prima di infiammare i nostri animi da amanti dei videogames in difesa di uno dei titoli migliori degli ultimi anni c’è da esaminare attentamente il servizio fatto Max Laudadio che non è completamente sbagliato. Nelle immagini vediamo alcuni spezzoni di gameplay dell’ormai pluricitato titolo accompagnati dalla voce dell’inviato che spiega come questo il gioco presenti un ampia scelta di possibilità di compiere azioni che nella vita vera vengono etichettate come immorali, ingiuste e illegali. “Un conto è se ci gioca un adulto, un conto è se ci gioca un ragazzino che rischia di farsi condizionare da azioni di certo non corrette ” niente da dire al riguardo, la considerazione di Laudadio è giusta ma omette, volutamente o meno, delle osservazioni necessarie per trattare questo argomento e che ora vi esporremo.

Il videogioco prima di essere una immagine è sostanzialmente un gioco -scusate il giro di parole- la cui definizione sostanzialmente è: un insieme di regole interne ai giocatori che fissano un obbiettivo più o meno comune è che non hanno conseguenza all’interno del mondo reale. Usando degli esempi: se giocando a Risiko, io giocatore, ho la possibilità di invadere il Madagascar dal Sud Africa e lo faccio nella vita vera ciò non succederà e di certo il Madagascar non mi accuserà per tentato attacco. Se giocando agli indiani io posiziono le mia dita a forma di pistola e sparo ad un mio amico uccidendolo nel gioco egli non morirà nella vita vera. I videogiochi sono un sottoinsieme dei giochi stessi, che forniscono regole precise senza conseguenze nel mondo reale, il tutto sfruttando l’ausili di un supporto visivo di ciò che succede all’interno del nostro gioco.

Videogiocare è quindi un’attività ludica come tante altre e proprio per la definizione stessa di gioco che abbiamo detto prima è normale sfruttare tali condizioni per commettere azioni riprovevoli nella realtà. D’altronde quando eravamo piccoli tutti abbiamo almeno una volta giocato ai Cow Boy, catturando o uccidendo gli indiani interpretati dai nostri amici ma non per questo gli abusi subiti dai nativi americani sono stati una bella cosa.

Il punto è capire ciò che è gioco e quindi finzione e ciò che non lo è. Gli adulti hanno sempre più spesso paura che i bambini non sappiano distinguere tra ciò che è falso e ciò che non lo è ma non è vero, sempre più spesso compaiono nuovi programmi televisivi dedicati ai più piccoli con la speranza di salvarli da tutto ciò che di orribile c’è in questo mondo e con la paura che uno schizzo di sangue seppur finto possa far nascere un potenziale serial killer. Anche i cartoni animati più famosi stanno subendo questa forte forma di censura, che taglia intere scene o cambia il colore del sangue per farlo diventare nero. Durante la mia infanzia mi ricordo distintamente che dopo pranzo mi sdraiavo sul divano con mia mamma e il mio inseparabile succo alla pera per guardarci insieme una nuova puntata di Dragon Ball Z, nonostante il sangue e le botte da orbi io capivo che ciò era finzione e nonostante abbia provato di tanto in tanto a teletrasportarmi o fare una Kamehameha tutto ciò non mi ha condizionato nella mia vita. Il vero problema è che più si diventa adulti e più ci si dimentica di com’è essere bambini, siamo sempre più convinti che i più piccoli siano esseri stupidi ma non è così.

Purtroppo, per l’argomento di questo articolo, la grafica dei videogiochi è in costante progressione, ogni anno assistiamo a nuove migliorie che fanno apparire a schermo creature poligonali sempre più dettagliate e verosimili insospettendo ancora di più il genitore adulto preoccupato dal messaggio che tali immagini potrebbero trasferire al figlio. Alcune volte siamo costretti a interrompere le nostre sessioni di gioco per poter salvaguardare il nostro bambino, timorosi di ciò che potrebbe vedere ma durante l’orario di cena non disdegniamo un bel telegiornale con tanto di “Morto del giorno in HD” a fianco di tutta la famiglia.

Ritornando più nel concreto al messaggio che Max Laudadio voleva lanciare con il proprio servizio dobbiamo ascoltare ciò che dicono verso la fine del video. In questo periodo si sta cercando di portare all’attenzione dei politici una proposta per vietare la vendita dei videogiochi classificati PEGI 18 ai minori di tale età. Ciò non ha molto senso, fatta eccezione per GTA 5 che è effettivamente uno dei titoli più socialmente scorretti dell’ultimo periodo, molti giochi sono costretti a riportare tale segnale anche non in presenza di una vera e propria matrice di immagini o azioni così deturpanti per un giocatore da circa 13 anni in sù. La possibilità di acquisto da parte di un minore di un gioco consigliato ai maggiori di 18 anni dovrebbe essere valutato insieme alla famiglia e non vietato a prescindere; ogni volta che i genitori acquistano del cibo si documentano se al suo interno sono contenute sostanze nutritive potenzialmente dannose e ciò dovrebbe avvenire anche con i videogiochi e tutto il resto.

Tutto questo discorso è stato fatto con la speranza che si capisca che un videogioco troppo violento non è un cattivo gioco ma svolge soltanto il suo compito di farci evadere dalla realtà per un certo periodo di tempo. L’acquisto di ogni gioco andrebbe monitorato dai genitori in base alle caratteristiche del proprio figlio e che i più piccoli non sono stupidi quanto si creda che siano. L’ultima versione di GTA 5, uscita su Xbox One e PalyStation 4 ha totalizzato milioni di vendite, sicuramente molte delle quali saranno in mano a ragazzini minorenni. Dovremmo quindi aspettarci che tra pochi anni saremo invasi da terroristi anarchici irrispettosi della legge? non credo proprio.

Seguendo il link potete trovare il filmato del servizio in questione.

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