Anteprima

Halo 4: Provato

Siamo stati invitati da Microsoft per provare il primo capitolo della nuova trilogia di Master Chief, questa volta a comando troviamo 343 industries composta comunque da ex membri Bungie, compreso il responsabile del franchise Frank O’ Connor.

Una giornata con Master Chief

Salutato il Capo all’ingresso della sede di Microsoft Italia, ci siamo addentrati nella fitta schiera di “colleghi” per firmare autografi (non è vero, era solo l’embargo) e appiccicare al petto il permesso di visita per la giornata recante nome e sito di appartenenza. In attesa ci siamo visti in loop i trailer di Halo 4 lanciati su un televisore da 70″ per poi essere interrotti da Master Chief che, prendendosi una pausa prima della sua nuova avventura, è venuto a trovarci e si è reso disponibile per delle photo session, e a quanto pare non resiste davanti all’obiettivo della fotocamera.

È giunta l’ora di raggiungere la sala conferenze dove troviamo Andrea Giolito, responsabile Games per  Xbox Italia e Bryan Koski, responsabile marketing per 343 industries, che è arrivato da Redmond per presentarci Halo 4. Inizia subito dicendo che avremo la possibilità di provare War Games, il multiplayer competitivo e la prima missione della campagna. Continua dicendo che il team ha lavorato 2 anni esclusivamente per riprogettare il motore grafico, che è finalmente in grado di girare ad una risoluzione di 1280×720 nativamente e quindi in HD. Sonoro e illuminazione sono stati sensibilmente migliorati.
 
 
Finite le chiacchere è ora di fare sul serio, Bryan afferra il pad per mostrarci la terza missione chiamata “Forerunner”, ci troviamo dentro il pianeta Requiem e dobbiamo cercare di comunicare con l’UNSC Infinity. Dopo una breve cutscene dove vede Chief dialogare con Cortana, siamo pronti per dare fuoco alle polveri, o meglio ai Promethean. Ci viene spiegato che questi sono i nuovi nemici, (non mancheranno i Covenant, avremo l’occasione di allenenarci con loro) un IA con il compito di proteggere il pianeta, troviamo i Crawler, simili a cani, attaccano in gruppo ma con pochi colpi sono a terra. I Knight sono i più temibili grazie alla possibilità di teletrasportarsi e alla notevole resistenza ai danni, e se non bastasse in loro aiuto arrivano i Watcher, questi si librano in aria e supportano i loro alleati generando uno scudo in grado di respingere una grande quantità di colpi oppure curandoli direttamente. Se gli lanciamo una granata al plasma questi la afferrano, la fanno roteare per poi ritirarcela contro con una forza maggiore. Rivolgere il mirino a questi ultimi per levarceli di torno il prima possibile è un ottima opzione che ci consente di eliminare i Knight con più tranquillità. L’hardlight shield è una tecnologia Promethean che è in grado di utilizzare anche Master Chief, una volta attivato la visuale passa alla terza persona permettendoci di controllare al meglio la situazione circostante nel mentre lo scudo ci protegge e recuperiamo energia, comunque senza aver la possibilità di rispondere al fuoco durante questo periodo. 
 
 
Mentre combatte non possiamo che ammirare il design dei Promethean, il corpo grigiastro mette in risalto gli occhi blu lucenti di un Crawler o la lama di un Knight, così come devono essere citati gli effetti particellari che riguardano la loro morte o il loro spostamento, segnato da una scia colorata. Alzando gli occhi al cielo si rimane abbagliati da lampi, laser e fasci di luce che si riflettono sulla visiera, l’illuminazione è il vero fiore all’occhiello della produzione, capace di rendere un ambientazione composta da sole scale i grigi davvero speciale. Concordiamo con Bryan quando dice che Halo 4 punta ad avere la miglior grafica su 360, l’antialiasing aiuta questo obiettivo rendendo netti i confini dei modelli assenti da scalettature.
 
 
 
Interrompe presto la sua dimostrazione per permettere a noi di mettere le mani sul gioco, si parte con la prima missione chiamata “Dawn”, Chief è tornato ed è pronto a combattere contro i Covenant che hanno attaccato la nave, ci facciamo largo tra aggueriti Grunt ed Elite fino ad arrivare ad una sequenza dove dovremo arrampicarci per raggiungere un piano superiore, capiamo subito che la serie è stata ammodernata con sequenze e script che rendono più epica l’azione, come l’ultima scena dove dobbiamo evitare di schiantarci contro parti dell’astronave ormai in fiamme.

Halo 4 in compagnia

È giunta l’ora del multiplayer, andiamo nella sezione Infinity e prima di far partire il countdown sbirciamo con fare bambinesco nella personalizzazione estetica del nostro Spartan dove, per l’occasione, tutto era sbloccato ed equipaggiabile. Come già visto in Reach possiamo cambiare varie parti dell’armatura: dall’elmo all’torso, fino agli spallacci e via dicendo. È presente la colorazione della visiera ma con più variabili e viene introdotta la mimetica per le armi. Cambiamo colore al nostro banale Spartan e lo facciamo diventare blu e giallo (così, perchè a chi vi scrive piaceva la combinazione), non facciamo però in tempo per i loadout, ma meglio così, in memoria dei vecchi tempi. Iniziamo la partita, si tratta della modalità Regicide, un tutti contro tutti dove il giocatore con più punti diventa il re e continuando con le uccisioni la taglia aumenta, questo però è costantemente segnalato da un indicatore su schermo che ne facilita l’individuazione, se ucciso ci premia con più punti del normale. La mappa era Adrift, una base militare con al centro un mech in via di costruzione, perfetta per gli scontri ravvicinati e in aiuto ci viene una lama energetica recuperabile posizionata nelle vicinanze del robottone. Gli stretti corridoi sono i protagonisti, lanciare una granata per anticipare un nemico che sta per sbucare da dietro l’angolo è pane quotidiano, così come spostarsi sul piano più elevato per avere la meglio dei malcapitati che se la combattono al di sotto. L’azione è frenetica e molto adrenalinica, essere il re ci da la sensazione di essere potenti ma anche di essere sotto i riflettori con gli altri giocatori tutti alla nostra ricerca. Ora cambiamo, proviamo Infinity Slayer 2 contro 2, ne approfittiamo per cambiare equipaggiamento.
 
 
Cambiamo l’arma primaria con il DMR, come secondaria teniamo la Magnum e le Plasma come granate. Un’abilità dell’armatura che ci ha fatto storcere il naso quando ne siamo venuti a conoscenza è la visione Prometeica, questa ci permette di vedere attraverso i muri i nemici, non esitiamo ad equipaggiarla per vederne il bilanciamento. Abbiniamola a due “perk”, uno ci permette partire con più munizioni, l’altro aumenta la velocità di ricarica dell’abilità dell’armatura. Ora siamo su Heaven perfetta per gli scontri a media distanza, iniziamo a cercare gli avversari, sfruttiamo la visione Prometeica e li vediamo con una silhouette rossa dietro l’angolo, poco dopo i punti sono a nostro favore. Questa abilità è utile ma non così necessaria, riuscivamo a prevedere i movimenti del nemico anche senza sfruttarla, va detto che una volta utilizzata i tempi di ricarica sono abbastanza lunghi. Troviamo uno ScatterShot, un fucile a dir poco devastante, lo sfruttiamo per fare una serie di uccisioni che ci permette di scegliere una ricompensa su tre proposte, noi abbiamo optato per una seconda barra d’energia per il nostro Spartan. Le cuffie disponibili nelle postazioni ci hanno fatto venire un gran mal di testa a causa del volume altissimo impostato ma questo ci ha fatto godere dell’incredibile lavoro svolto sugli effetti sonori. Ogni arma si pregia dei suoi suoni distintivi, il tutto è così cristallino e pulito, fino a quando negli ultimi istanti del match non irrompe nelle nostre orecchie una musica atta a creare la giusta tensione in quei momenti dove i risultati possono essere capovolti in un istante. Altro da dire sul multiplayer? adrenalinico, esaltante e tremendamente immediato. Chi vi scrive di Halo ne ha giocati e appena preso in mano il pad sapeva già cosa fare, dove andare e cosa premere, ma sarà così anche per i novizi e in fondo è lo scopo di 343. 
 
 
Insomma, un nuovo Halo, un vero Halo che promette di fare ancora una volta faville, a noi ha affascinato e non vediamo l’ora di mettere le mani sul prodotto finito per scriverne la recensione.
 
 
“Non possiamo che ammirare il design dei Promethean,
                                                                il corpo grigiastro mette in risalto
                                                                                                 gli occhi blu lucenti di un Crawler”
 
 
Ogni arma si pregia dei suoi suoni, 
                                                           il tutto è così cristallino e pulito”
 
                                                                                                         “Un nuovo Halo che promette di fare ancora una volta faville”
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