Anteprima

Detroit Become Human – Provato, la vita è fatta di scelte!

La settima edizione del Milan Games Week, ci ha permesso di mettere le mani su Detroit: Become Human, la nuova opera di Quantic Dream per PS4.

Ogni giorno tutti noi prendiamo delle decisioni. Alcune vengono prese con voglia, altre a denti stretti, e poi ci sono quelle che non possono essere evitate. Queste ultime fanno parte di Detroit Become Human, la nuova produzione di David CageQuantic Dream in lavorazione per PS4. Il team francese è riuscito a farsi un nome in passato, grazie a titoli di qualità come Fahrenheit, Heavy Rain e Beyond: Due anime.

Il repertorio dello studio parigino propone esperienze videoludiche originali e cinematografiche. In questo tipo di avventure, i videogiocatori vanno volontariamente e/o involontariamente a cambiare gli eventi in base alle proprie decisioni. Niente male, vero?

Adesso è arrivato il momento di parlare concretamente della demo di Detroit Become Human, giocata durante la kermesse milanese.

La difficilissima convivenza tra umani e androidi in Detroit Become Human

La nuova IP di David Cage è ambientata in una Detroit futuristica, popolata da umani e androidi. Questi ultimi sono riusciti ad integrarsi nella società, prendendo parte alle attività lavorative e a essere considerati una minaccia reale dagli umani. Un incidente che coinvolge la razza robotica, però, andrà a rimescolare le carte in tavola. A partire da questo evento, infatti, tutti gli automi inizieranno a provare delle emozioni. Successivamente altri di loro scompariranno nel nulla ed altri ancora diverranno dei veri e propri criminali.

Connor è il secondo personaggio giocabile di Detroit: Become Human.

Nella demo che abbiamo provato, infatti, vestivamo i panni di Connor (il secondo dei tre personaggi giocabili), un androide a capo della squadra omicidi. Il nostro obiettivo principale è stato quello di cercare indizi, al fine di ricostruire le dinamiche dell’omicidio commesso da un androide “deviante”, ovvero impazzito.

Un’attenzione maniacale per ogni minimo dettaglio

Il gioco, nonostante abbia un’impostazione in terza persona, punta moltissimo sull’esplorazione, sull’interazione e sui dettagli. L’utente deve essere curioso ed intraprendente, solo così riuscirà a trovare quello di cui ha bisogno per proseguire l’avventura e ad arrivare poi a un vero punto di svolta. Il fatto di riuscire a capire la dinamica di un certo omicidio, dà poi accesso ad ulteriori indizi che di conseguenza arricchiranno, per così dire, la scena dell’evento sanguinolento.

Leggere informazioni relative ai soggetti protagonisti dello spiacevole episodio, raccogliere gli indizi presenti nell’area incriminata nonché colloquiare con altri personaggi non giocanti, consente di arrivare – prima o poi – a uno step successivo della nostra indagine.

L'importanza delle scelte in Detroit Become Human.

Il primo vero pericolo di Detroit Become Human: un androide deviato!

Verso la fine della demo, ci siamo trovati faccia a faccia con un androide pazzo e furioso, reo di aver commesso il crimine e “pronto” a commetterne un altro, dopo aver preso in ostaggio una bambina. Il nostro obiettivo era, ovviamente, quello di allentare la tensione (attraverso delle risposte a scelta selezionabili nel corso delle cutscene) per salvare la vita della ragazzina e cercare di assicurare il malintenzionato alla giustizia. Detto questo, avrete sicuramente capito che le decisioni non sono importanti, bensì fondamentali per raggiungere l’obiettivo proposto dall’avventura.

Un’esperienza davvero interattiva e cinematografica

Un punto a favore delle opere di David Cage & company è stata sempre quella di dedicare una cura maniacale ai propri prodotti, specialmente al comparto narrativo del gioco e alla regia di quest’ultimo. In particolare, il motion capture ha occupato, anche in questo caso, un’importante porzione di tempo dello sviluppo. Il nuovo motore grafico riesce a regalare un impatto visivo non indifferente, oltre alla gestione ottimale delle animazioni e delle espressioni facciali dei personaggi. In aggiunta a ciò, le decisioni che devono essere prese riescono a trasmettere agli utenti un certo senso di adrenalina e a recapitare un perfetto mix d’emozioni nel cuore dei videogiocatori. Almeno questo è ciò che ho provato durante la mia personale sessione in-game, ma soprattutto dopo essere giunto alla parte conclusiva della versione dimostrativa.

Ho percepito, dunque, un pathos emotivo che oggigiorno ben poche avventure di questo tipo riescono a trasmettere e ciò mi fa davvero ben sperare per la release finale della produzione.

Concludendo…

Nel corso del 2018, gli utenti PS4 avranno modo e tempo per saggiare le possibilità offerte dalla nuova esclusiva targata Sony. Ad ogni modo, coloro che non avessero ancora oggi giocato Heavy Rain e Beyond: Due Anime possono recuperare le due avventure uscite originariamente su PlayStation 3, anche sulla console Sony di attuale generazione. Restate su Kingdomgame.it per essere aggiornati su tutte le novità riguardanti Detroit Become Human e il mondo dei videogiochi.

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